Amon Amarth: Intervista a Johan Hegg

Allora Johan, iniziamo a parlare del nuovo album, ‘Fate Of Norns’. Come mai un disco composto quasi esclusivamente da mid-tempos?

“Il nuovo album ‘Fate Of Norns’ è senza dubbio il disco con più mid-tempos e brani cadenzati composto dagli Amon Amarth. Tengo a precisare però che non è stata una scelta pianificata, ma il tutto è emerso spontaneamente durante le fasi di composizione. ‘Fate Of Norns’ a mio giudizio è un buon album, è la naturale prosecuzione di ‘Versus The World’ e non è molto dissimile dal nostro stile abituale.”

Il promo in mio possesso presenta la maggior parte dei brani con delle interruzioni audio. E’ una scelta tesa a prevenirne la diffusione prima della sua uscita?

“Sì, mi darebbe fastidio se qualcuno possedesse una copia completa dell’album prima della data ufficiale di uscita. Sono consapevole che quei ‘beep’ posti qua e là siano molto fastidiosi ma era l’unica alternativa possibile al taglio dei brani. E’ un peccato, lo so, ma dopo averne discusso con la Metal Blade, questa si è rivelata la scelta migliore.”

Per quanto riguarda la possibilità di scaricare files musicali via internet, come la vedi?

“Da un lato è un vantaggio perché può essere una grossa forma di pubblicità per le band. Uno si scarica il pezzo, lo ascolta, gli piace e compra il disco. Dall’altro è un danno, perché spesso è possibile accedere all’intera discografia di un gruppo e questa è una grossa mancanza di rispetto verso i musicisti. Qui ritorno alla scelta di aver inserito delle interruzioni audio: è stata una sorta di manovra per “custodire”…i nostri segreti musicali, ah,ah,ah!”

L’edizione limitata dell’album conterrà un bonus DVD. Puoi rivelarci qualche particolare?

“Certo, il DVD presenta uno spettacolo dal vivo, in Islanda, della durata di circa 45 minuti. Uno show sudato, brutale, estremo…Insomma, hai capito il concetto! La qualità audio/video sarà davvero buona.”

Apprendo dalla biografia che una buona parte dei pezzi non era ancora completa quando siete entrati in studio di registrazione, è vero?

“Sì. Per alcuni pezzi abbiamo lasciato i finali incompleti in modo da improvvisare un po’ in studio di registrazione. A seconda dei casi i brani si sono evoluti in un modo piuttosto che in un altro…ed è stato divertente, era una sorta di jam estrema! Ti ripeto che comunque non c’è stato nulla di pianificato.”

A livello lirico vi concentrate ancora sulla mitologia vichinga. Questa volta parlate delle Norne, ossia le divinità preposte al destino degli uomini e rappresentate come tessitrici…

“Sì, la mitologia nordica riveste per noi un’importanza fondamentale. Per me e per i ragazzi della band non è solo un argomento da mettere in musica, ma una vera filosofia di vita. I testi sono piuttosto particolari, mi riguardano molto da vicino. Riguardano me come persona.”

Ma li scrivi di tuo pugno oppure prendi spunto da leggende o avvenimenti storici?

“Tutte e tre le cose. Sono in massima parte ispirati dal mito, dalla letteratura, ma anche dai fatti di cronaca e dalla mia vita personale. Quello che faccio è sostanzialmente scrivere un racconto prendendo spunto da qualcosa che mi colpisce o che succede intorno a me. Una sorta di rielaborazione, dunque.”

Visto che sei l’autore delle liriche speravo che mi rivelassi qualche particolare in più… ‘Fate Of Norns’ è un concept?

“No, non è un concept anche se tutti i brani presentano delle similitudini, poiché tutti hanno a che fare con il destino. Parlano di battaglie e di eroi…dominati dalla mano del Fato.”

Il brano ‘Valkyries Ride’ è una sorta di interpretazione dell’opera wagneriana?

“No, anche se il titolo può trarre in inganno non ha nulla a che vedere con Wagner. Solo il titolo è quasi identico. E in un certo senso anche il contenuto lirico, visto che la canzone parla di queste guerriere mitologiche. Tutto il resto è semplice coincidenza.”

Leggo sulla biografia che in Svezia esiste un luogo comune piuttosto strano, quello di associare le tematiche storiche e pagane al razzismo. E’ vero?

“Sì purtroppo, solitamente è vero. Ora la situazione è migliorata. Con il trascorrere del tempo la mentalità della persone si è aperta e questi giudizi aprioristici vanno scemando. Ovvio però che quando un’idea sbagliata è radicata in testa a qualcuno, è difficile togliergliela del tutto…”

Ma questa “visuale distorta” è stata un problema per gli Amon Amarth?

“No. Ci siamo sentiti piovere addosso critiche di ogni tipo, ma abbiamo sempre proseguito per la nostra strada a testa alta. Noi abbiamo un obbiettivo importante, quello di fare musica e di proporla ai nostri fan e non ci lasceremo ostacolare in questa…missione!”

Avete qualche idea precisa in ambito filosofico, religioso o politico?

“No, assolutamente. Ho le mie idee in ambito politico e gli altri ragazzi hanno le loro, ma non useremo mai la musica degli Amon Amarth per esprimerle. Ci sono altri canali per manifestare le proprie idee politiche.”

Purtroppo è recentemente scomparso Quorthon, uno dei numi tutelari della scena viking. Qual’è stata la vostra reazione a questa notizia?

“Abbiamo provato una grande tristezza. I Bathory sono una leggenda e il loro contributo allo sviluppo della scena è stato enorme. Gli Amon Amarth si sono stretti attorno alla famiglia di Quorthon, partecipando commossi al loro dolore.”

Annoverate dunque i Bathory tra le vostre fonti di ispirazione? Da quali altri acts avete tratto degli spunti per il vostro sound?

“I Bathory sì, ma nemmeno in modo troppo vistoso direi…A dire il vero non mi viene in mente nessuna band dalla quale potremmo aver tratto una particolare ispirazione. E’meglio rimanere concentrati sulla propria musica piuttosto che prendere in prestito idee altrui.”

Tra poco partirete per il tour europeo con una bill che vi vede headliner. Siete soddisfatti?

“Certamente. Sono molto soddisfatto che gli Amon Amarth siano finalmente headliner! Il tour toccherà in prevalenza il Centro Europa.”

Non verrete qui in Italia, dunque?

“Purtroppo no, ma spero di poter rimediare presto a questa mancanza. So che gli Amon Amarth hanno diversi fan nel vostro paese e mi piacerebbe visitarlo presto. E…suonare in un concerto talmente violento da farvelo ricordare a lungo, ah,ah,ah!”

E del recente tuor americano cosa mi dici?

“Ah, è stata una splendida esperienza! Non immaginavo che avessimo così tanti fan oltreoceano, soprattutto negli Stati Uniti! Non so se le mode stiano cambiando, ma non ho visto poi tanti adepti di questo nu-metal…I giovani laggiù sono dei pazzi e si vogliono divertire, amano realmente la musica estrema, in particolare il death e il brutal!”

Bene Johan, l’intervista è giunta al termine. Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

“Certo! Fan italiani degli Amon Amarth, sono Johan Hegg! Non perdete il nuovo disco! ‘Fate Of Norns’ è un grande album! A presto e grazie per l’intervista!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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