Intervista a Enrico Giannone (Time-to-Kill Records): Judgment Night

Nel panorama italiano, Time-To-Kill si presenta come un progetto atipico, capace di coniugare diversi concetti musicali estremi con una naturalezza che ricorda il crossover americano degli anni ’90. Un catalogo insolito e fresco, quello di TKK e della più giovane sussidiaria Time-To-Rap, dove lo slam.death dei Fulci può essere libero di incrociare le armi con il flow di Metal Carter, che in quanto a contenuti non ha nulla da invidiare a Necrodeath o Scheletro, tanto per fare due nomi del rooster. Della nascita e delle ambizioni di questa etichetta abbiamo parlato con Enrico Giannone, che di TTK è manager (oltre che CEO di Kick Agency)  


Ciao Enrico, grazie dell’intervista. Come è nata l’idea di creare Time-To-Kill?

Time-To-Kill nasce dalla passione che coltivo per un certo tipo di musica sin dal 1986, metal, punk e hardcore e dalla cultura, dall’amore per le fanzines e per l’organizzazione di concerti ed eventi. L’etichetta è stata un’evoluzione naturale, visto che lavoro da sempre nel music business con la mia agenzia, Kick Agency.   

Quali sono state le prime uscite dell’etichetta, e come sono state accolte?

Ci sentivamo totalmente alle prime armi, quando abbiamo pubblicato i Black Motel Six e gli Unison Theory. Per fortuna il mio socio e supporter è Davide Cantone di Subsound Records (etichetta sotto la cui egida militano, fra gli altri, Bongzilla e Lili Refrain, nda). Grazie anche alla sua esperienza siamo riusciti a cavarcela in maniera super professionale.

La vostra etichetta si distingue per una proposta estrema ma varia, che passa da formazioni storiche (Doomraiser, Necrodeath) a band emergenti in ambito estremo che non rinunciano a cenni industrial (penso ai Geschlecht ad esempio), fino a progetti più sperimentali (OTUS) . E’ una scelta che deriva dai vostri gusti personali? Qual è il background musicale che vi ha formati?

Io principalmente amo il metal estremo, l’hardcore ed il punk ma ascolto pure Dokken, Motley Crue e Cypress Hill, solo per fare qualche esempio. Fondamentalmente l’idea di un’ etichetta “ghetto” non mi è mai piaciuta; io pubblico quello che penso possa funzionare e piacere; spesso non ci azzecco, ma nessun problema, può capitare. Ritentiamo.

Time-to-Kill e Time-To-Rap. Due etichette gemelle, legate da interessi comuni per l’estremo, con Metal Carter (TruceKlan) a fare da anello di congiunzione. Raccontateci come è nata l’idea, e come questo artista è finito nel vostro roster.

Più che gemelle diciamo che Time-To-Rap è la sorella minore delle due, una start up. Conosco l’hip hop, certo, ma non come il mondo “estremo”. La cultura old school, tuttavia,  non mi dispiace, e negli altri paesi ci sono moltissimi esempi di esempi di crossover tra metal e rapi. Conosco Metal Carter da un po’, aveva un disco da produrre, ne abbiamo parlato ed è iniziata la collaborazione. A proposito di crossover vatti a sentire il pezzo dei Fulci, Metal Carter e Face Your Enemy, (“Death by Death”), te lo consiglio.

Una delusione e una soddisfazione tra le cose che avete prodotto.

Non lo dirò, le delusioni sono per gli sfigati; esistono solo progetti meno riusciti!
Ho visto che il vostro sito bandcamp è molto ricco e attivo. Quali sono i mezzi di promozione che di solito utilizzate. Vista la varietà delle band, avete mai pensato alla possibilità di organizzare minifestival dedicati all’etichetta?

Time-To-Kill ha uno staff di cinque persone, non è certo un lavoro da cameretta che fai finito il tuo turno di lavoro; abbiamo tutto, corrieri, ufficio stampa, digital promoter, grafici e cosi via.   Abbiamo organizzato Festival sia in Italia che all’estero; non escludo di farne in futuro, ma al momento stiamo pensando principalmente a rafforzarci a livello internazionale.

Proviamo a sognare ad occhi aperti. Due album che avreste voluto assolutamente produrre.

Sicuramente I S.O.D. con “Speak English or Die”, i Terrorizer di “World DownFall” e “Under Lock and Key” dei Dokken.

Parlateci dei vostri prossimi progetti.

Il prossimo anno ci vedrà produrre molti gruppi internazionali, e ovviamente continueremo a spingere tutte le nostre band del roster; stiamo proseguendo il discorso con diversi bei nomi che non svelerò ancora. Ci stiamo potenziando sempre di più sia come presenza sul mercato che come distribuzione.

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