Grim Reaper: “Walking In The Shadows” – Intervista a Steve Grimmett

Dopo quasi 30 anni di silenzio discografico i Grim Reaper, leggende della New Wave Of British Heavy Metal, sono finalmente tornati alla ribalta con il convincente nuovo disco “Walking In The Shadows”. Nell’attesa di rivederli dal vivo alle nostre latitudini per una delle loro infuocate performance dal vivo, il loro arzillo e disponibile frontman Steve Grimmett ci parla di questo atteso ritorno e delle future attività della band: potete leggere tutto nell’intervista che trovate di seguito.

“Walking In The Shadows” è il vostro primo album dopo quasi trent’anni: quali sono le tue sensazioni per questo ritorno dopo così tanto tempo?

E’ davvero grandioso, a essere onesti. Questo è il primo album dei Grim Reaper dagli anni ’80, ma nel frattempo abbiamo fatto un sacco di altre cose. Non si tratta infatti di un vero e proprio ritorno, dal momento che siamo stati in tour in giro per il mondo dal 2006: più che di un ritorno si tratta dunque di un nuovo album atteso a lungo. Sono però molto felice di questo disco e mi pare che lo siano anche molte altre persone, e questo è davvero cool.

Trovo il disco ricco di canzoni di puro heavy metal, coinvolgenti e dirette: qual è il processo di song-writing che vi ha portato a realizzare tracce così efficaci?

In questi trent’anni che ci separano dal precedente album dei Reaper abbiamo realizzato numerose registrazioni e accumulato molta più esperienza, così dovevamo essere sicuri che questo fosse realmente il nostro quarto album e non qualcosa che abbiamo fatto ora. Abbiamo allora fatto ricorso a una maniera old-school per effettuare le registrazioni: ogni cosa che senti nell’album sono realmente gli strumenti che abbiamo registrato, non abbiamo usato samples o drum-machine. Questo dà al disco un qualcosa che non saprei definire… un suono al limite, volutamente non perfetto.

C’è un brano di cui sei particolarmente orgoglioso?

Sono orgoglioso di tutti quanti, ma penso che uno che spicchi particolarmente sia “Wings Of Angels”, una canzone sui piloti di Spitfire che durante la Seconda Guerra Mondiale hanno preso parte alle battaglie svoltesi in Gran Bretagna. A mio parere è davvero una traccia che risalta.

A cosa si riferisce il titolo dell’album?

E’ un riferimento alle storie di fantasia. Torniamo indietro di molti, molti anni alla “Hammer House Of Horror” (in italiano “Racconti del Brivido”, serie televisiva britannica creata dalla casa di produzione Hammer nel 1980, n.d.r.): si trattava di episodi su Dracula, Frankenstein… tutti argomenti di fantasia, sulla sensazione che ci sia qualcuno alle tue spalle, sul fatto appunto di camminare tra le ombre.

Venendo ai testi, c’è un argomento in particolare che viene trattato nelle canzoni?

Un testo particolarmente importante è quello del brano “Reach Out”. Torniamo indietro ad alcuni anni fa, quando ho avuto un terribile problema alla schiena che mi ha portato a dover subire un’operazione, ma nel periodo in cui ho atteso per quest’ultima ho dovuto prendere molti antidolorifici e ho finito per diventare dipendente da essi. Fondamentalmente mi ero trasformato in una persona che non è quella di oggi e nemmeno quella che ero prima di prenderli, così la canzone racconta di questo spiacevole episodio. C’è poi “Call Me In The Morning” che parla di una mia ex moglie, che era matta! Ahahah! Ci sono insomma pezzi basati sia sulla realtà che sulla fantasia.

Negli ultimi anni stiamo assistendo a un revival del classic metal, con le band storiche che continuano a portare avanti le loro longeve e brillanti carriere e numerosi nuovi gruppi che suonano secondo i dettami dell’old style: cosa ne pensi di questo movimento?

Ne sono davvero contento, non sono mai stato un fan delle cover di questo tipo di musica. Sono molto felice del fatto che ci siano numerose band che si riformano e vanno in tour, lo sono anche i fan. Mi piace che tutto ciò stia avvenendo.

Negli ultimi 30 anni il music business è radicalmente cambiato e tu puoi darci un punto di vista interessante considerata la particolare storia della vostra band: quali sono state le differenze nel promuovere “Walking In The Shadows” nel 2016 rispetto a “Rock You To Hell” nel 1987?

Nel 1987 le cose erano molto diverse, eravamo con una major che fondamentalmente pensava lei a promuoverci, non avevamo i social media come al giorno d’oggi. Le riviste erano l’unico modo per ottenere visibilità, a parte MTV e canali simili. Abbiamo ancora le riviste e ci piace ancora leggervi interviste e recensioni, questo è grandioso, ma ora abbiamo anche i social media: possiamo parlare al mondo noi stessi, non dobbiamo per forza dipendere dalla casa discografica. La nostra etichetta si occupa ancora di riviste e pubblicità, ma su Internet siamo noi che raccontiamo alle persone cosa stiamo facendo, tutto è diventato molto più semplice e piacevole. Negli anni ’80 l’unico contatto che avevi coi fan era quando andavi in tour, ora grazie ai social media ho appena parlato con una persona il cui figlio sta raccogliendo denaro per una campagna a favore delle cure contro il cancro e gli ho promesso 50 dollari! Parliamo di queste cose. Facciamo comunque ancora i meet & greet al termine degli show, in cui incontriamo i fan e firmiamo autografi. In definitiva, ai giorni nostri è molto più facile far conoscere la propria musica, è grandioso.

Ricordo ancora un vostro grande show come headliner a un festival a Bologna nel 2009: state pianificando dei concerti in Italia per promuovere il nuovo album?

Sì, lo faremo certamente. Stiamo già parlando coi nostri agenti al momento, siamo già molto impegnati perché stiamo per partire per un tour di due mesi in America, poi torneremo a avremo uno show a Sheffield in Inghilterra, quindi a gennaio andremo per 6 settimane in Sud America e al ritorno organizzeremo le date europee. A quel punto torneremo di sicuro in Italia perché adoriamo suonare lì da voi, è uno dei nostri posti preferiti

In conclusione, qual è il tuo messaggio per i fan italiani che ascolteranno il vostro nuovo disco e presto potranno rivedervi dal vivo?

Vorrei ringraziare tutti i nostri fan che ci sono lì da voi: state con noi, venite a vederci ai concerti, per noi è un grande onore venire a incontrarvi e suonare per voi. Vi ringraziamo per il vostro continuo supporto e ci rivedremo nel 2017, in qualche momento!

Steve Grimmet Grim Reaper - Walking in the shadows

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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