Crematory: “Antiserum” – Intervista a Markus Jüllich

A breve sarà disponibile nei negozi “Antiserum“, il nuovo studio album dei tedeschi Crematory, gothic metal band sulle scene dal 1991. Metallus non si è lasciato sfuggire l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con il batterista Markus Jüllich, membro fisso della line-up dagli esordi. Markus ci svela dunque alcuni interessanti particolari su “Antiserum”, un disco che combina heavy metal ed elettronica e vede tra l’altro la partecipazione di Elmar Schmidt, mastermind delle EBM band Centhron. Vi lasciamo ai dettagli della nostra conversazione.

Domande a cura di Andrea Sacchi
Traduzione a cura di Arianna G.

Prima di tutto, Markus, grazie per il tempo che ci stai dedicando. “Antiserum” è il titolo del vostro nuovo album e in qualche modo porta subito alla mente una sorta di antidoto, un rimedio contro il veleno. Qual è il reale significato che sta dietro al titolo?

Ciao a tutti, come dicevo prima io sono Markus, il batterista dei Crematory. Cosa posso dire di questo nuovo album? si basa molto di più sullo stile EBM, per chi non lo sapesse è uno stile musicale che deriva dalla Neue Deutsche Welle, è una musica che si basa sull’elettronica. I testi son stati scritti dal nostro cantante, Felix, e parlano di una sorta di mix tra le cose belle e le cose “cattive” che accadono nel mondo, sul pianeta: potrei farti un esempio citando la gente che tende a “rovinare” il nostro mondo oppure potrei menzionare quelle persone che tendono a fare del male ad altre, cercando di combattere il vero antisiero, in modo da poter fare tutto in maniera molto amichevole, in modo da non creare altre guerre, in modo da fare ogni cosa nel migliore dei modi.

Di che cosa si parla nei testi?

Sono la persona meno indicata per rispondere a questa domanda. I testi vengono sempre scritti dal nostro cantante Felix, per cui non saprei cosa dire questa volta (ride).

“Infinity” era più basato su sonorità metal, mentre questo nuovo album incorpora sonorità elettroniche ed EBM. Sembra che i Crematory vogliano sempre offrire qualcosa di diverso, però non pensi che questo possa essere un fattore pericoloso per la vostra identità?

Non molto, no, no… perché noi comunque usiamo alcune caratteristiche elettroniche, come era successo per l’album “Revolution” del 2004, quella era stata la prima volta in cui abbiamo usato elementi di musica elettronica cercando di combinarli con il sound della band. Attualmente, l’idea principale che sta dietro ad “Antiserum” è quella di usare una musicalità più cupa e più aggressiva che si ricollega al vecchio stile EBM. Molti fans ci avevano chiesto più di una volta di realizzare un album che si basasse più sullo stile elettronico e a parer mio è un’ottima idea da proporre quest’anno, poiché penso che i Crematory suonino più moderni e freschi proprio grazie all’uso di questi elementi e ci aiuta a portare la band a un livello più elevato con questa nuova tipologia di sound.

Leggendo i vari crediti, ho notato che Elmar Schmidt dei Centhron ha avuto modo di collaborare in questo nuovo disco. Cosa ci puoi dire riguardo la vostra cooperazione?

Vorrei puntualizzare una cosa: quando abbiamo iniziato a comporre questi nuovi brani, la musica EBM suonava in maniera molto differente rispetto al sound che noi solitamente adottiamo per i Crematory e Elmar Schmidt dei Centhron è un caro amico del nostro cantante Felix ed è anche un fan storico della band. Abbiamo chiesto sia a Elmar sia ai Centhron di darci una mano nel creare questo sound EBM e di realizzare i vari samples, che in fin dei conti si adattano bene ai Crematory. Ci hanno aiutati a sviluppare le parti dei vari campioni e delle tastiere, infatti Katrin ha avuto modo di lavorare con Elmar per ciò che riguardavano i vari dettagli del suo strumento… dopodiché io ho iniziato a lavorare alla batteria, cercando di combinare sia il sound techno sia il sound ebm, provando a capire cosa mi piacesse di più in modo da poter cambiare le varie parti. Abbiamo notato che mischiando questi due generi musicali, si otteneva un certo interesse… Terminato il lavoro con la tastiera e la batteria, il resto della band ha lavorato sulle chitarre, sul basso e sulle linee vocali.

“Antiserum” è il primo album pubblicato per SPV/Stemhammer. Siete soddisfatti di questo nuovo contratto discografico?

Sì, certo. La cosa strana è che quando abbiamo intrapreso la nostra carriera, abbiamo pubblicato il nostro primo disco con la Massacre Records con la quale poi abbiamo lavorato per la pubblicazione di altri quattro album, poi abbiamo pubblicato altri quattro dischi con la Nuclear Blast (“Awake”, “Act Seven”, “Believe” e “Revolution”, ndR) e successivamente abbiamo pubblicati altri dischi nuovamente con la collaborazione della Massacre Records. Per questo nuovo lavoro, stavamo cercando una casa discografica che non fosse influenzata dai rapporti professionali passati, volevamo puntare a qualcosa che non fosse correlato a noi e che ci aiutasse in qualche modo a far parte della promozione nella sua interezza, che ci aiutasse a portare nuove idee fresche, che ci permettesse di lavorare tutti insieme, che spingesse i Crematory ad un altro livello. Al momento siamo molto contenti di questo contratto con la SPV, hanno sempre svolto un ottimo lavoro per tutti quanti noi, lavorano veramente molto bene, hanno sempre delle novità per quel che concerne la promozione e per quel che riguarda anche noi come band.

Ascoltando l’album, si evince che questa volta voi abbiate dato maggior spazio alla voce (clean vocals) e ai ritornelli, che risultano comunque molto orecchiabili. Sei d’accordo con me o vorresti aggiungere qualcosa a questa mia affermazione?

A parer mio, penso che un buon mix tra un cantato profondo e un cantato pulito sia un’ottima cosa per noi, ci sono molti elementi nei brani che richiedevano un cantato pulito, perché in effetti si adattava meglio e altre caratteristiche richiedevano un cantato più profondo, ovviamente ad opera di Felix, che davano poi più spessore al pezzo.

A Novembre avete pubblicato “Shadowmaker” come singolo volto a promuovere questo nuovo lavoro discografico. Cosa puoi dirci di questa decisione? Perché voi in quanto band avete deciso di pubblicare questa traccia tre mesi prima della sua release ufficiale?

Mentre eravamo in studio pronti a registrare il nuovo materiale, Felix stava prontamente registrando le linee vocali per il singolo “Shadowmaker” e non so come ma sapevo che quel brano sarebbe stato una sorta di “hit” per l’album, perché i Crematory sono comunque una band che ha sempre avuto, ad ogni modo, una o due hit in ogni album, sai parliamo di quelle canzoni che spiccano fra tutte e, a parer mio, “Shadowmaker” era il singolo migliore per questo album. Proprio per questo motivo, abbiamo inoltre realizzato un video e il responso che abbiamo ricevuto finora è stato molto buono, abbiamo ricevuto molte visualizzazioni in questi tre mesi. La decisione di pubblicare un singolo tre mesi prima dell’uscita ufficiale è dovuta al fatto che nei precedenti tre anni e mezzo non avevamo pubblicato assolutamente nulla, non avevamo a disposizione nuovo materiale da proporre all’audience e abbiamo pensato fosse un buon metodo per promuovere l’album stesso.

Ti andrebbe di accennarci qualcosa riguardo i vostri prossimi live?

Certo! Quest’anno abbiamo una nuova agenzia di booking che ha iniziato giustappunto la scorsa settimana a lavorare per fissare i concerti. Ci sarà da vedere se avremo la possibilità di suonare in tutta Europa, specialmente in Italia. A quanto sembra, abbiamo una nutrita fanbase anche lì. Vedremo! Al momento abbiamo pianificato qualche show, non tantissimi, ma cercheremo di suonare il più possibile!

I Crematory sono sulle scene musicali dai primi anni ’90. Qual è il tuo personale messaggio rivolto alle nuove generazioni?

Beh, quando abbiamo creato la band e abbiamo iniziato il nostro percorso musicale, ognuno di noi aveva un sogno, ovvero arrivare al punto in cui siamo e formare i Crematory, per l’appunto. A dirti il vero, non ho un messaggio vero e proprio per le persone che ci seguono o che sono là fuori, tutto quello che noi vogliamo fare è creare un nostro sound personale, vogliamo creare la nostra musica, vogliamo sviluppare il nostro stile di album in album, cercando di inglobare nuove influenze e incorporare nuovi elementi, però sì, non ho un vero messaggio da dare.

Quale band contemporanea, moderna trovi particolarmente stimolante ed interessante?

Dipende! È un discorso differente, ascolto qualche band metal come gli Slayer, i Rammstein, i Blutengel. Ho avuto anche modo di ascoltare l’ultimo disco dei Testament… molto buono! Beh, diciamo che sono portato ad ascoltare tutte quelle band che inglobano sia il metal sia la musica elettronica. Vorrei aggiungere che sono un fan del panorama musicale degli anni ’80 di cui facevano parte i Sisters Of Mercy, The Mission,  i Depeche Mode e così via.

Ultima domanda, ma non per questo meno importante: ti andrebbe di rivolgere un saluto ai nostri lettori e ai fan Italiani della band?

Sì, certamente! Tutti noi speriamo di poter venire in Italia molto presto, in modo da poter suonare live e anche a qualche festival, perché no. Personalmente, spero che i fan italiani possano apprezzare il nuovo materiale, così come anche il nostro vecchio repertorio. Ogni volta che siamo venuti nel vostro paese, ci siamo sempre trovati bene e abbiamo sempre avuto una nutrita fetta di fan. Italiani, vi siamo veramente molto riconoscenti!

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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