Cradle Of Filth: “The Manticore & Other Horrors” – Intervista a Dani Filth

Questa band non ha bisogno di molte presentazioni. Personaggi controversi ma anche molto amati, i Cradle of Filth tornano quest’anno con un nuovo lavoro discografico, la cui uscita è prevista per Halloween. Quale data migliore per presentare “The Manticore & Other Horrors“? In occasione del promoday milanese abbiamo avuto modo di incontrare Dani Filth, che ci ha presentato con orgoglio la sua nuova creatura, dandone qualche piccola anticipazione…

Ciao Dani. Benvenuti su Metallus.it. Come va?

Tutto bene, grazie!

Innanzitutto vorrei chiederti: cosa ti ha spinto a scegliere questo periodo (Halloween) come data di rilascio ufficiale per il disco? È legato, effettivamente, al titolo stesso dell’album?

Credo sia una cosa legata alla nostra casa discografica. L’album verrà pubblicato verso l’ultima settimana di Ottobre, forse la seconda settimana di Novembre. Avevamo già pubblicato alcuni album intorno al periodo di Halloween, uno di questi è stato sicuramente “Midian” (uscito ad Halloween del 2000, ndR) nel nostro lungo percorso musicale. In questo periodo cade anche l’anniversario del mio matrimonio (ricordiamo che Dani si è sposato il 31 Ottobre 2005, ndR), quindi è anche un grande evento. I giornali si aspettano che le band come i Cradle Of Filth facciano qualcosa di eclatante, per esempio, siamo vicini ad Halloween e quindi ci fanno stupide domande a riguardo. Per noi, comunque, è una data importante!

Questo è il vostro decimo album in studio. So che le registrazioni sono state effettuate presso gli Springvale and Grindstone Studios di Suffolk e avete collaborato con Scott Atkins. Cosa puoi dirci, effettivamente, sulla nascita di quest’album?

Questa è stata una produzione recente effettuata presso gli Springvale Studios. Paul vive in America, il nostro batterista vive in Repubblica Ceca, il nostro bassista sta in Scozia, il nostro tastierista, invece, abita a Brighton e l’altro chitarrista, James, vive a Londra, per cui è stato un po’ difficile riuscire a riunire tutti… ma è un posto in cui ci sentiamo a nostro agio, anche per effettuare le prove prima di andare in studio. È un posto un po’ sperduto, entrambi gli studio di registrazioni si trovano in mezzo al nulla, stavo registrando i demo delle tracce agli Springvale Studios e mi era sembrata un’ottima idea quella di entrare in quello studio e registrare là le parti vocali. Allo stesso tempo per finire le parti inerenti alle chitarre e alla batteria, ci siamo rivolti agli Grindstone Studios, che si trovano a 10 miglia di distanza dal primo studio e abbiamo passato circa tre settimane là per il mixaggio. È stata una bella esperienza, perché ci ha fornito la possibilità di lavorare in entrambi gli studio di registrazione. Se qualcosa aveva bisogno di qualche cambiamento nelle parti vocali o semplicemente nella struttura del pezzo, anche all’ultimo minuto, avevamo la possibilità di fare una telefonata e dire cosa c’era da sistemare o meno. Purtroppo non abbiamo sempre molto tempo a nostra disposizione, due cose sono essenzialmente meglio di una, ti da la libertà di fare tutto più in fretta, perché non avevamo effettivamente nessuno che ci avesse dato delle scadenze e proprio per questa ‘mancanza di pressione’, abbiamo fatto tutto in tempi molto agevoli.

Quali sono le differenze maggiori presenti in questo disco rispetto agli album precedenti? Se non sbaglio, mi sembra un album più concentrato sulle melodie, è più strutturato, più estremo, son tornate le parti con voci femminili, vi sono anche dei riff più punk-oriented… anche se devo ammettere che in alcuni frangenti mi ha ricordato per un attimo “Midian”, per me il vostro miglior album.

Penso che la produzione giochi un grande ruolo all’interno del sound targato Cradle Of Filth, la chitarra è molto più valorizzata, ha più enfasi anche in ambito live. Abbiamo usato delle attrezzature abbastanza analogiche: per esempio, le parti vocali sono state amplificate grazie a un vecchio amplificatore vecchio di 15 anni. Il suono è perfetto e il risultato è brillante, perché ha un’ottima qualità da attribuire anche agli elementi che lo compongono, tutti gli elementi interni sono fatti di titanio ed è una incredibile parte dell’attrezzatura che abbiamo usato. Ha maggior enfasi sul groove e odio la parola “punk”, è sicuramente un assaggio della cosiddetta ‘New Wave of British Heavy Metal’, le parti vocali sono ancora molto estreme ma più mature rispetto ad altri lavori precedenti…

E infatti non potevano mancare anche le parti più lente e “romantiche come possiamo sentire in canzoni come “Sinfonia” o più strumentali come “The Unveiling of O”. Quale è stata la parte più difficile nella creazione di quest’album?

Ovviamente quando si scrive il materiale per un album, bisogna considerare che si lavorerà per molti mesi. Bisogna considerare che quando si compone una canzone o le canzoni in linea generale, molta gente ti capisce e si identifica in ciò che tu scrivi… Comunque hai ragione, ci sono molte parti romantiche e penso che sia una cosa grandiosa in fine dei conti: prendiamo ad esempio la canzone “lllicitus”, ha molte parti che comprendono quegli intervalli romantici in puro stile Cradle Of Filth, anche se io definirei il suono come “midnight black, metal, melodico ma oscuro” ed è un elemento caratteristico di molte tracce. L’album sarà pubblicato anche in versione digipack ed è uscirà lo stesso giorno dell’uscita del disco, ma avrà due tracce bonus (‘Death, The Great Adventure’ e ‘Nightmares Of An Ether Drinker’, ndR), entrambe le canzoni si abbinano bene all’album e abbiamo preferito metterle nella versione digipack, dato che abbiamo dovuto “tagliare” qualcosa nella versione normale, non sono meno ‘vantaggiose’ rispetto ad altre… infatti, molte persone a volte ci dicono “Oh, quelle canzoni sarebbero dovute essere incluse nell’album”, ma sapete… è così che funziona, le nostre canzoni sono un po’ come dei figli per noi, quindi a maggior ragione le amiamo tutte nella stessa maniera…

Nuovamente tornano temi come vampirismo e licantropia. In una recente intervista, hai affermato di avere una forte base per quanto riguardano i testi…

È vero… come qualsiasi cosa, tutto deve essere considerato buono e ‘forte’, a partire dal videoclip, una presentazione live, la copertina del disco… Per questo album abbiamo chiesto la collaborazione di tre artisti: Matt Vickerstaff della Darkwaveart, Travis Smith (è un grafico che ha prodotto le copertine di Devin Townsend, Katatonia, Opeth ecc…, ndR) e Kewin Miceli, se non erro… Io penso che tutto, più o meno, debba avere una buona visibilità…

Come sono nati i testi? Hai preso spunto/ispirazione da qualche lettura, qualche film?

Credo che l’ispirazione debba provenire da qualsiasi cosa, da un libro letto, da un film, da una foto, dall’ambiente in cui vivi, dai musei. Mentre componevo l’album, ho letto qualcosa come 20-25 libri, quindi ho preso spunto da molte cose… È come comporre un puzzle, dove inserisci tutti i pezzi per creare qualcosa di bello.

Quest’album, volendo, potrebbe essere definito più “cinematografico”, come una lunga colonna sonora. A proposito di cinema, tu hai partecipato al film “Cradle Of Fear” e hai preso parte alla colonna sonora del film di Dario Argento, “Mother Of Tears”. Qual è il tuo rapporto con il cinema? Cosa ti ricordi di ambedue le esperienze?

Sono un grande fanatico del cinema, specialmente horror. Ho avuto modo di prestare la mia voce ad un cartone animato del 2003, prodotto da Alex Cox, chiamato “Dominator”, quindi ho alle spalle un’esperienza di doppiaggio. In quel film vi ha preso parte anche Doug Bradley e Ingrid Pitt. Sono un vero fanatico del cinema horror, ho visto qualcosa come 3000 dvd… Le esperienze intraprese nel mondo del cinema sono state fantastiche, il film di Dario Argento è stupendo, ho avuto modo di lavorare anche con Claudio Simonetti (Goblin, Daemonia ndR), che in precedenza aveva lavorato con i Goblin. Da sempre ho amato le colonne sonore dei film di Dario Argento, è stato il primo ad introdurre ed utilizzare della musica metal nei film, come è successo ad esempio nel film “Phenomena”. Come giustamente menzionavi tu, i Cradle Of Filth sono un po’ teatrali, cinematografici, noi in quanto band siamo spesso influenzati dai film. L’intera esperienza che ho provato è stata fenomenale, mi era stato proposto di prendere parte ad un altro film, ma al momento sono veramente occupato nella promozione di questo nuovo disco, però parlando di film ecc, prendiamo in considerazione per un attimo i videoclip che una band realizza: quelli potrebbero essere considerati già come delle piccole proiezioni. Il prossimo video che gireremo sarà per il singolo “Frost On Her Pillow”, anche questo potremmo considerarlo come un “piccolo film”.

Mi pare di aver capito che qualche brano è stato influenzato anche dalla Letteratura dell’Ottocento. C’è qualche opera in particolare che ha colpito la tua attenzione a tal punto da esserne ispirato per la stesura dei brani?

Niente di particolare, ma di recente ho acquistato una copia di “The Bloody Chamber” di Angela Carter (in italiano: “La camera di sangue”, ndR), mi piacciono particolarmente i suoi libri, in quanto lei parla fondamentalmente di fiabe e le trasforma. Non so se hai mai visto “In compagnia dei lupi” (“The Company of Wolves”), è un film di Neil Jordan ed è ispirato chiaramente a uno dei suoi racconti. È un bel film e il racconto è magnifico. Ho anche letto “Frankestein”, “L’uomo invisibile” di Ralph Ellison, “The Time Machine” di H.G. Wells. Mi piacciono molto letture classiche, per così dire…

“Manticore” parla di un argomento piuttosto interessante, riguardante le province Indiane. Potresti spiegarci meglio nel dettaglio di cosa parla?

La manticora era una creatura mitologica. Nel Medioevo, era considerata un segno di araldica (la scienza dello studio degli stemmi, ndR), ma era vista anche dalla Chiesa come un segno del male. Letteralmente, è diventata il simbolo dell’avidità. In India c’è ancora qualcuno che crede nell’esistenza della manticora, anche io ci credo a dirti il vero, ma quel che penso è che la manticora sia una versione precedente dell’attuale tigre del Bengala. Molti dicono che la manticora avesse qualche potere sovrannaturale, poiché le venivano attribuite alcune caratteristiche mitologiche, altri invece la collegano alla Regina Vittoria, altri ancora pensano che la manticora fosse una sorta di leone rampante avente un viso femminile, raffigurante il volto della Regina Vittoria, la quale a detta di molti aveva ‘inquinato’ l’India. Comunque sia, sono affascinato da questa creatura. La canzone comunque ha delle ottime caratteristiche, ha una bella atmosfera…

Dopo la vostra apparizione a Wacken lo scorso mese, intraprenderete a Novembre un tour Europeo insieme ai Rotting Christ e God Seed. Cosa puoi dirci riguardo la scelta di questi supporter?

Siamo molto amici con i ragazzi dei God Seed, conosco Tom e Gaahl molto bene, entrambi ex membri dei Gorgoroth ed attuali membri dei God Seed. Per quel che riguarda i Rotting Christ, invece, posso dire che siamo loro fan e ci sono molto piaciuti gli ultimi due album, che a parer mio sono brillanti! Di conseguenza, questa sembrava essere la scelta più appropriata per questo tour Europeo! Non vediamo l’ora di intraprendere questo nuovo tour, perché come sai, finora abbiamo solo fatto delle date in qualche festival Europeo, l’anno scorso abbiamo suonato al Gods Of Metal, anche se nel running order siamo stati piazzati tra Duff McKagan e Mr. Big, in quella giornata c’erano anche gli Europe e i Whitesnake. È stata, comunque, una bellissima giornata, mi sono molto divertito. Uno dei migliori Mercoledì che abbia mai avuto! Purtroppo fare show estivi implica l’esclusione di un vero tour, in quanto non puoi fare due cose allo stesso momento, per cui quello che ultimamente e spesso facciamo è andare in America. Al momento non vediamo l’ora di tornare in Europa, per questo nuovo tour, probabilmente faremo degli show davvero unici, abbiamo ottimi progetti per proporre e promuovere al meglio quest’album.

Recentemente ho saputo che il vostro batterista Martin “Marthus” Skaroupka ha preso parte al nuovo album dei Masterplan, mentre tu Dani hai preso parte al nuovo EP della vostra ex collega Sarah Jezebel Deva, intitolato “Malediction”, precisamente nella traccia “This Is My Curse”. Cosa ci puoi dire a riguardo? In che rapporti sei rimasto con Sarah?

A dire il vero, lei aveva già preso parte al nostro album orchestrale, “Midnight In The Labyrinth” (2011), mi era sembrato giusto poterla richiamare per una nuova collaborazione. Avendo riproposto alcuni brani di una determinata ‘era’, la decisione più logica era quella di richiamare le persone che all’epoca erano coinvolte nel progetto, per cui ho chiamato Sarah, chiedendole se era intenzionata a prendere parte a questo nuovo disco e lei ha accettato volentieri. Dopo aver preso parte al nostro album, Sarah mi ha proposto di collaborare al suo nuovo Ep, “Malediction” e io ho accettato. È stata una bella collaborazione!

Parliamo dei “cambiamenti” avvenuti dagli inizi della tua carriera sino ad oggi. Voi come COF siete stati forse una delle prime band ad aver sviluppato il vostro sound nell’ambito del black metal sinfonico. Cosa è cambiato effettivamente in tutti i vostri anni di carriera? Vi reputate soddisfatti di ciò che avete fatto sin ora o se poteste tornare indietro cambiereste qualcosa?

Tutti vorrebbero cambiare gli errori che hanno commesso in passato e cose varie, ma penso che commettere errori nella vita aiuti molto, perché a volte fare degli errori ti permette di capire dove stai andando, cosa stai facendo. Tutto sommato, sono molto contento e soddisfatto di quello che ho fatto nella band, nella mia vita, per cui dico di no, non vorrei cambiare nulla al momento, le cose accadono per un motivo. Sono contento di come stanno andando le cose adesso, purtroppo non esiste una macchina del tempo per poter porre rimedio agli errori fatti nel passato, quindi per ora mi godo il momento, voglio vivermi il presente e il futuro con la band e vedere come va, spero comunque che l’album possa avere successo!

Ti ringrazio per la tua pazienza e il tuo tempo. Questa era la mia ultima domanda. Hai la possibilità di rivolgerti ai lettori di Metallus e ai fan dei Cradle Of Filth.

Certamente! Come sapete l’album uscirà ad Halloween, mi piacerebbe invitare le persone ai nostri show, che saranno sicuramente spettacolari… Non vediamo l’ora di tornare a calcare le scene e il nostro prossimo video, ‘Frost On Her Pillow’, uscirà a breve, non è del tutto finito perché lo stanno editando adesso, quindi forse uscirà il mese prossimo (Dani si riferisce al mese di Ottobre, ndR), però prima di pubblicare il nostro video presenteremo un nuovo brano, la gente potrà tenersi aggiornata sul nostro sito, blblbl (Dani scherza perché non si ricorda al momento il nome del sito, ndR), theorderofthedragon.com, visitatelo perché tra pochi giorni Peaceville Records metterà un link sul proprio sito dove ci sarà la possibilità di registrarsi al sito e scaricare in anteprima il nuovo pezzo.

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