Axel Rudi Pell: “Game Of Sins” – Intervista

Inarrestabile. Axel Rudi Pell arriva al sedicesimo album con “Game Of Sins“, ennesimo lavoro hard’n’heavy del chitarrista tedesco che mantiene fedelmente il suo marchio di fabbrica, coerente con lo stile che porta avanti ormai da 25 anni. Finalmente quest’anno assisteremo anche al ritorno in Italia di Axel Rudi Pell; ne abbiamo parlato con lui nella nostra intervista. 

Ciao Axel, ci troviamo oggi per parlare prima di tutto del tuo sedicesimo album in studio “Game Of Sins”; che sensazioni provi per il tuo nuovo lavoro?

Penso sia il nostro miglior disco composto fino ad ora, abbiamo scritto le nostre miliori canzoni. Spero che anche i fan la penseranno allo stesso modo.

Ho ascoltato il CD e ovviamente si riconosce il vostro classico trademark ma penso che vi siano anche delle caratteristiche che differisco leggermente da quanto già ascoltato: mi sembra un’opera più varia e complessa ed in questo senso la title-track è un buon esempio. Cosa ci puoi dire allora del processo di composizione di questo album?

Fondamentalmente non è cambiato molto rispetto al passato. Mi vengono sempre in mente idee differenti e cerco di metterle in atto subito. Magari le registro direttamente sul telefono o comunque le improvviso alla chitarra. Scrivo sempre.  Le composizioni questa volta sono arrivate in modo molto spontaneo; quando chiudevo la porta del mio studio e mi immergevo nella scrittura arrivava ogni cosa spontaneamente e riportavo il tutto sul computer immediatamente.

Ho letto sul presskit del CD che in questo lavoro non ci sono filler. Ritieni “Game Of Sins” migliore rispeto al suo predecessore?

Io amo “Into The Storm”, credo sia un disco davvero forte. Credo che i pezzi fossero ottimi ma l’unica cosa che non mi piaceva era il suono della batteria, anche se l’esecuzione era ottima. Poteva aver più spinta, energia. Penso che con “Game Of Sins” abbiamo ottenuto questo risultato. Per quanto riguarda invece le canzoni penso che siano ottime quelle di entrambi gli album e possiamo suonarle dal vivo da tutti e due i CD senza problemi.

E cosa ci dici della collaborazione con Bobby Rondinelli? Se non sbaglio è il secondo CD che registrate con lui alla batteria giusto?

Si, è un ottimo musicista, penso sia perfetto per la nostra musica. Quando è arrivato da noi partendo dalla east coast degli Stati Uniti ed ha ascoltato il nuovo materiale in studio ha detto subito: “Oh Man, questi pezzi sono grandi, so esattamente come tu vuoi che io suoni per questi brani”. Ha svolto il suo compito con molta facilità e senza problemi, è un’ottima persona, molto gentile e ovviamnete un grandissimo batterista.

Ascoltando il nuovo CD mi sembra che il suono della tua chitarra sia decisamente più “live” rispetto al passato o almeno questa è la mia impressione. Hai cambiato qualcosa nel modo di registrare le parti di chitarra?

Si il suono della chitarra ritmica è un po’ diverso da prima. Si abbiamo cambiato gli amplificatori per la chitarra ritmica cercando di rendere il suono più aggressivo. E’ più potente.

A me sembra anche un sound più moderno…

Si, sono d’accordo.

In questo album troviamo un’altra ottima cover, una brano a cui sono particolarmente legato, ossia “All Along The Watchtower” di Bob Dylan/Jimi Hendrix, proposto in chiave più pesante. Cosa mi puoi dire di questa cover, della scelta operata e di come l’avete registrata?

Ho sempre amato la versione di questo pezzo eseguita da Jimi Hendrix, una canzone degli anni ’60 che ho sempre desiderato riproporre con il mio stile ed ho pensato che fosse arrivato il momento giusto. La canzone è molto semplice, si tratta di tre accordi; è l’arrangiamento che è risultato difficoltoso. Quando registriamo una cover, deve avere un approccio che la faccia diventare un brano potenzialmente scritto da noi, che non si discosti dal nostro stile. Così abbiamo cambiato l’arrangiamento iniziale e il sound delle chitarre e credo che sia uscita un’ottima cover, adatta al nostro stile.

Su “Into The Storm” avevate “Hey Hey, My My” e ora “All Along The Watchtower”. Pensi che in futuro uscirà un altro album come “Diamonds Unlocked”?

A me piacerebbe ma non credo che la nostra etichetta discografica sarebbe d’accordo perché quell’album non ha venduto molte copie.

Cosa puoi dirci a proposito dei testi della titletrack del nuovo album? A mio avviso è il pezzo più complesso del CD e forse della vostra discografia.

Il testo di “Game Of Sins” parla di persone che giocano ruoli diversi, come se vai al casinò e puoi cimentarti in diversi giochi d’azzardo. Alle volte i giochi nella vita possono esser reali alle volte no. Il concetto è che la vita è come un gioco ed è colmo di peccati.

Finalmente in settembre tornerete a suonare in Italia dopo parecchio tempo; che tipo di concerto dovremo aspettarci dagli Axel Rudi Pell?

La miglior band che abbiate mai visto, eheh. Non saprei che aggiungere, noi davvero diamo il 100% in ogni concerto. L’ultima volta che abbiamo suonato in Italia risale al 2005 in occasione del Tradate Iron Fest ed era la nostra prima volta nel vostro paese. Abbiamo provato molte volte a venire a suonare in Italia ma ci sono sempre stati proposti degli accordi pessimi che non potevamo accettare. In ogni caso adesso siamo tutti eccitati di tornare a suonare in Italia; come sai Johnny e Bobby hanno origini italiane quindi lo sono ancor di più. Cosa potete aspetarvi? Beh un concerto rock’n’roll al 100%.

Il concerto proporrà molte cover o vi focalizzerete sui vostri brani e magari in particolare quelli dell’ultimo album?

Abbiamo così tanti album che è sempre più difficile comporre la setlist dei nostri concerti. Beh ovviamente suoneremo tre o quattro brani del nuovo CD ma al momento non posso ancora dirti quali perché dobbiamo deciderlo… ma per quanto riguarda il resto dello show beh… abbiamo davvero tanti studio album su cui scegliere quindi proporremo i brani migliori.

Dalla nascita della band (1989) ad oggi avete praticamente almeno una nuova release ogni anno fra live, studio album, ecc. Qual è il segreto per esser sempre così produttivi dal punto di vista compositivo dopo 25 anni di carriera?

Perché sono un genio! Ovviamente sto scherzando. Ho sempre moltissime idee, ho sempre il fuoco dentro sono anche ormai un po’ vecchio. Inoltre continuo a comporre e scrivere, non mi fermo mai. Fosse per me registrerei anche due album ogni anno perché scrivo davvero molte canzoni.

Ti abbiamo intervistato in occasione dell’uscita del precedente studio album “Into The Storm” ma non per il DVD “Magic Moments” così vorrei chiederti ora quali sono state le tue emozioni nel suonare ancora con tutti i vecchi membri della band come Jeff Scott Soto in occasione della celebrazione dei 25 anni di carriera.

E’ stato davvero molto divertente, tutti hanno apprezzato il concerto, dai nostri vechi musicisti ai fan che sono intervenuti numerosi. Tutti si sono divertiti davvero. Io sono stato l’unico musicista a rimanere sul palco sempre, gli altri da Johnny in poi si sono alternati e ho visto che ognuno di loro si è divertito. Ero l’unico che non poteva mai andare a fare la pipì, dovevo sempre suonare suonare suonare. L’unica pausa che ho avuto è stata durante la drum battle che è durata sei o sette, al massimo dieci minuti. E’ stato difficoltoso ma anche così divertente che non ho sentito più di tanto il peso di suonare per tante ore consecutive.

Anche per questo album avrete una versione normale del CD ed una deluxe?

Certo, ma questa volta le pubblicheremo in simultanea, non in due momenti separati come è successo in passato. Avremo cinque versioni dell’album; una normale, una digipak con la cover “All Along The Watchtower”, l’LP, la versione digitale e un limitatissimo digibook che conterrà anche una piccola riproduzione della Stratocaster a cui sono più legato. Usciranno tutte insieme.

Ci hai detto che fosse per te registreresti un album ogni anno così ti chiedo… cosa possiamo aspettarci per il 2016? Hai già dei progetti in corso?

No no no, al momento devo fare tantissme interviste. Per ora mi devo concentrare sul merchandising, sulla promozione dell’album e sul tour… visto che quest’anno suoneremo in tutta Europa magari aggiungendo ancora qualche data. Penso però che il prossimo passo sarà un altro album di ballad che vorremo pubblicare per fine 2017.

Il pezzo che preferisco della vostra discografia è “The Clown Is Dead” nella versione del live “Knights Live”; ti chiedo quindi di dirmi cosa ricordi di quel pezzo, di quando l’avete registrato…

E’ passato parecchio tempo quindi non ricordo nulla circa la registrazione; di certo la canzone era stato registrato da Jeff Scott Soto (su “Magic” del 1997). E’ una bella canzone ed è molto lunga; l’abbiamo suonata per diversi anni dal vivo ma ora non è più in scaletta. Forse vorresti che la risuonassimo ancora?

Si, certo, mi piacerebbe davvero ascoltarla in settembre.

Ok, vediamo se è possibile anche perché non sei l’unica persona che ci ha chiesto questo pezzo. Il problema è che non possiamo suonare troppe ballad. Alcuni ci chiedono ad esempio “Oceans Of Time”, altri “The Clown is Dead”, ma dobbiamo selezionarle perché alla fine è un rock show, e troppe ballad sarebbero indigeste.

Ok, questa era la mia ultima domanda; se vuoi concludi tu con un messaggio per i tuoi fan italiani.

Certo. Spero di vedervi tutti in settembre in Italia e spero che il nostro nuovo album piaccia a voi quanto è piaciuto a noi che l’abbiamo registrato.

Axel Rudi Pell Official 2016 02

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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