Die Apokalyptischen Reiter: Allegro Non Troppo – Intervista

Innanzitutto i miei complimenti per il nuovo album! Trovo che ‘Riders On The Storm‘ sia in assoluto il disco più vario e dinamico composto dai Reiter, sei d’accordo? Cosa aggiungeresti?

“Wow, parti subito con una domanda difficile! Fammi pensare un attimo, non è semplice per me dare un giudizio obiettivo su qualcosa che ho composto io! Dunque, in linea di massima ‘Riders On The Storm’ è un album più serio rispetto al precedente ‘Samurai’, questo perché l’ispirazione per i testi è arrivata dalla vita di tutti i giorni, dalle esperienze quotidiane che abbiamo vissuto insieme ai nostri familiari, agli amici. Anche i miei viaggi naturalmente hanno avuto il loro peso, ma nel complesso questo album è più “normale”, o più personale se preferisci. Parliamo di eventi reali tratti da episodi di vita, di sentimenti, di situazioni mentali e via dicendo. Il tutto si è riflesso anche nella musica che si è fatta più cupa, più riflessiva, anche se il trade dei Die Apokalyptischen Reiter è ben presente e assicura un ascolto il più possibile vario, proprio come dicevi.”

Come vi siete divisi i compiti nelle varie fasi di lavorazione?

“Io sono l’autore dei testi. Come ti dicevo, questa volta l’ispirazione è arrivata dalla vita reale ma come sempre anche dai viaggi. Io mi sposto molto, sono solito visitare diverse parti del mondo per conoscere nuove persone , nuovi luoghi e culture. Da questi cerco sempre di prendere dell’ispirazione e tornato a casa mi metto al lavoro e scrivo tutte le mie impressioni. Da questi abbozzi possono poi nascere i testi definitivi.”

Ora vorrei soffermarmi su alcuni episodi del disco che trovo realmente particolari. Il primo è ‘Seemaan’, in cui sembra che paghiate un certo tributo alla musica folk…

“Non proprio eh, eh, eh, anche se si cerca di ricreare quelle atmosfere “marittime” suggerite dalla canzone. La parola “seemaan” traduce “marinaio”. Nello specifico, la song parla di un uomo che ha vissuto tutta la sua vita solcando i mari, conoscendoli sotto ogni profilo e arrivando a considerare il mare come la sua casa. Un giorno, quest’uomo è costretto a smettere di navigare, inizia a stare male e a provare sentimenti di sconforto, si sente distante dalla sua casa e ne avverte la mancanza. Nonostante i suoi ritmi “solari” la canzone è piuttosto malinconica. Il finale tuttavia è positivo, perché dopo anni costretto sulla terra ferma, il marinaio tornerà sulla sua nave…”

Un altro brano interessante, certamente uno dei più vari, è dal mio punto di vita ‘Revolution’, dove un metal moderno flirta con degli inserti a base di flamenco. Come ti è venuta questa idea?

“Flamenco? Yeah, flamenco! Sai, anche questa ispirazione può essere stata suggerita dai miei viaggi nei paesi latini, dove la musica popolare ha comunque una grande importanza. Che dirti, non è stata un’idea voluta a priori, abbiamo composto quelle parti, le abbiamo inserite e subito abbiamo capito come potevano dare al brano un tocco in più. Il pezzo è dedicato a tutte le persone che avvertono la necessità di identificarsi in un idolo, come può essere un attore o un musicista. Parliamo di un ragazzo che perde il suo idolo e ne risente sia a livello mentale che a livello fisico, perché inizia a bere, a fumare in modo sconsiderato, eccetera. La canzone contiene ovviamente una critica a tutti quegli idoli plastificati e fasulli imposti dalle mode, che dal nostro punto di vista non devono essere i veri riferimenti dei giovani.”

Infine vorrei che tu mi parlassi di ‘Soldaten Dieser Erde’, un brano di vero epic metal, una marcia che ricorda le vostre vecchie song intitolate ‘Reiter Maniacs’ e ‘Metal Will Never Die’…

“La song ha un’impostazione certamente epica, è una marcia molto fiera dai ritmi cadenzati e con un ritornello vincente per cui, può essere addirittura più enfatica dei due pezzi che hai citato. Dal punto di vista lirico invece, il brano non ha nulla a che vedere con l’epic metal, perché non si parla di spade, dragoni, cavalieri e cose simili. Si parla di soldati, visti come le prime vittime di tutte le guerre. Pensiamoci un attimo. I signori delle guerra sono sempre gli ultimi a morire, anzi sono quelli che si salvano e si prendono tutti meriti, mentre sui campi di battaglia quelle che muoiono sono le persone semplici, le persone vere, che spesso vengono indottrinate con delle idee politiche e religiose nelle quali credono fermamente, a priori. Nelle canzone diciamo che queste persone sono letteralmente mandate a morire in nomi di ideali costruiti a tavolino per la gloria dei potenti.”

Immagino che tu abbia preso ispirazione dalla delicata situazione in Medio Oriente, è così?

“Sì. In particolare dal macello che sta succedendo in Iraq. Un vero disastro, e la situazione può solo peggiorare. Ho le mie idee a proposito di questa guerra, ma non credo che questa sia le sede adatta ad esporle.”

Allora torniamo ad un argomento più leggero. Data la varietà della vostra proposta, i Die Apokalyptischen Reiter sembrerebbero adatti a tutte le fasce di pubblico possibili! In genere, quale categoria di persone rappresenta al meglio il vostro bacino di utenza?

“Guarda, se tu venissi a vedere un nostro concerto in Germania, ti renderesti conto di come sia vasto il pubblico che interviene ad uno show dei Reiter. Ci sono i metallari naturalmente, ma non solo. Puoi vedere ragazzini di tredici anni e anche sessantenni che cantano i nostri pezzi. Io credo che questo sia dovuto solo parzialmente alla musica, che comunque è piuttosto varia e imprevedibile, ma principalmente al fatto che noi parliamo di quotidianità, di storie di vita vissuta nelle quali ognuno può identificarsi. Tengo a sottolineare una cosa: per molti versi i Die Apokalyptischen Reiter sono assimilabili alle band di metal estremo, ma voglio dire che non abbiamo mai parlato né mai parleremo di satanismo e stronzate di questo tipo.”

Una prerogativa dei Die Apokalyptischen Reiter è quello di proporre spesso nella tracklist dei pezzi il cui contenuto lirico e musicale esula del tutto da quanto lascerebbe intendere il titolo. Prendiamo ad esempio ‘Liebe’, ossia amore. L’inizio della canzone è in effetti una ballad, in seguito il brano evolve in una song di death metal che ha ben poco a che fare con il romanticismo!

“Hai detto bene, ah, ah, ah, non è la prima volta che usiamo questi trucchi! Ma sai, in fondo l’amore è un sentimento anche molto forte, può essere addirittura violento e distruttivo, non solo romantico come lascia pensare il senso comune. Dal mio punto di vista l’amore è il sentimento che l’uomo ha più cercato nel corso della storia e che più necessita. Pensaci un attimo: tutti abbiamo bisogno di essere amati, e per amore c’è chi è stato capace di perdere il denaro, la libertà, la ragione! La song segue un po’ l’andamento di questo pensiero, rendendo i suoi ritmi sempre più compatti e veloci.”

Fuchs, noto con piacere che sei uno di quei rari musicisti che ama parlare dei propri testi. Ne approfitto dunque per chiederti se i tuoi viaggi e la vita siano in effetti le vostre principali fonti di ispirazione e sei hai mai avvertito l’esigenza di dedicarti a un concept.

“No, nessun concept per il momento. Il concept implica un lavoro di ricerca che ora come ora non mi sento di affrontare. Preferisco continuare a parlare di vita, sentimenti, umanità, e prendere spunto dalle situazioni che vivo durante i miei viaggi. In questo senso tutti i pezzi dei nostri album sono collegati tra loro da un filo rosso, che è proprio rappresentato dalla vita stessa. Parliamo dell’uomo alla fine, non di Satana e tante altre cazzate che spesso vorrebbero affibbiarci…”

La copertina del CD riprende lo stile orientale di ‘Samurai’. Cosa rappresenta il disegno?

“Sono contento che tu ti sia soffermato sulla copertina del disco perché…il soggetto è una mia idea, ah, ah, ah! Quella via di mezzo tra il cavallo che in effetti è il simbolo dei Reiter e un drago rampante rappresenta al meglio il contenuto dell’album. Nessun significato particolare dunque…abbiamo solo pensato che il soggetto da me proposto rendesse al meglio il contenuto del nuovo disco. Tutto qui.”

Dopo la realease dell’album sono in previsione degli appuntamenti dal vivo?

“Certo! Il nostro primo impegno sarà il Wacken Open Air, un evento metal importantissimo qui in Germania del quale hai certamente sentito parlare. Verremo anche in Italia, credo in Dicembre, ma non so ancora dirti nulla di preciso…né la data, né se suoneremo di spalla a qualcuno o come headliner.”

Levami una curiosità, visto che stiamo parlando del mio paese. Quali band italiane conosci? Quali vorresti che suonassero di supporto ai Die Apokalyptischen Reiter in un ipotetico concerto?

“Ah, ah, ah, questa è proprio una bella domanda, complimenti! Oddio, non so che dire…conosco e apprezzo molte band italiane ma sinceramente non saprei chi scegliere…addirittura per suonare di spalla a noi, ma dai, ah, ah, ah! Allora ti rispondo così…sceglierei i Lacuna Coil, perché sono un’ottima band e hanno una performer come Cristina, veramente deliziosa. Inoltre sceglierei anche i Rhapsody, almeno ci insegnerebbero bene come si deve suonare una chitarra, ah, ah, ah!”

Una curiosità: da dove arrivano i vostri pittoreschi nicknames? Hanno un significato particolare?

“I nostri nicknames hanno una storia e un significato ben preciso ma non te lo posso spiegare! Mi spiace, è davvero troppo personale!”

Bene Fuchs, questa era la mia ultima domanda. Prima di salutarci vorrei che tu lasciassi un messaggio ai fan italiani dei Reiter!

“Spero che il nuovo album vi piaccia, ragazzi. I Reiter non vedono l’ora di suonare in Italia e di vedervi tutti durante il tour. Un grande abbraccio, che l’amore e la pace siano con voi.”

 

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi