Kenos – Recensione: Intersection

Armonia e distruzione raggiungono il perfetto bilanciamento. L’apocalittica grazia di tutto ciò è generata da un’unica parola: intersezione. ‘Intersection’ appunto, come il titolo dell’album di debutto dei varesini Kenòs, una delle più sconvolgenti, innovative e meravigliose promesse (o già certezze, visti i risultati ottenuti?) del metal estremo e virtuoso nazionale le quali, a parte qualche piccolo scampolo di imperfezione qua e là sparso, hanno dato alla luce un lavoro di altissima fattura artistica. Cinque menti, cinque anime che, attraverso un pezzo come ‘Rigor Mortis’, raggiungono una fusione d’intenti che lo stesso effetto di quello di una reazione termonucleare: i Death di ‘The Sound..’ con la loro epicità che si uniscono alla cupa aggressione di Dark Angel e Sadus, alla fluidità ritmica di Forbidden primo periodo ed all’imperiosità dei virtuosismi scandinavi di Dark Tranquillity (periodo ‘The Gallery’) ed At The Gates di ‘The Red In The Sky…’. Già ‘Chemical Insomnia’ con le sue ritmiche intricate e claustrofobiche, pronte a sgorgare come una fontana ignea, nel momento dello splendido assolo di Jaco, con la funambolica ritmica di Domenico a fare da paesaggio di sottofondo, potrebbe bastare per la mente di un povero mortale; ma i Kenòs sono generosi (o spietati?). ‘Blood Of Saints’, dove la duttile voce di Alessio esplora tutti i campi dell’espressività growling e del cantato estremo in generale, è il modo migliore per vivere un incubo al di fuori della realtà quotidiana, per poi scoprire lentamente, con le atmosfere acustiche di ‘Eyes Of Hurricane’ che ci riportano alle visionarie meditazioni dell’ultimo periodo di Schuldiner e soci, e la rivelazione finale di ‘Dracona’ che quell’incubo non è altro che la realtà che si cela dietro paraventi maldestramente dipinti con colori vivaci. La sessione ritmica spietata e fantasiosa di Marcello (basso) e Sergio (batteria), sono le campane che accompagnano la caduta di questi falsi paraventi: i Kenòs ci rivelano, con la bellezza di superbi affreschi di tormento, (oltre al fatto che la scena italiana continua a produrre interessanti band nel campo del metal tecnico estremo) che l’Inferno è arrivato qui sulla terra, in punta di piedi, ma che qualcuno l’ha scoperto. Scegliete: coprire gli occhi con banali e tranquillizzanti occhiali da sole, oppure scrutare nei dettagli quest’infausta annunciazione. Estaticamente inquietanti.

Voto recensore
7
Etichetta: I-NU-MAN Records/Adrenaline

Anno: 2005

Tracklist: 01. The Age Of Terror (intro)
02. Chemical Insomnia
03. Blood Of Saints
04. Clouded By Chimeras
05. Isteria’s Ruins
06. Eyes Of Hurricane (strumentale)
07. Intersection
08. Rigor Mortis
09. Dracona


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