Underbred – Recensione: Instinct

Gli italiani Underbred debuttano sulla lunga distanza con un metal moderno grondante influenze disparate: se il modulo post-thrash compresso à la Pantera è forse il più rilevante, svolgono una parte consistente l’utilizzo di melodie di chiara derivazione grunge e l’uso di percussioni/parti elettroniche usate con parsimonia ma costantemente. Vengono in mente i B-Thong di ‘Damage’ o gli Extrema, ma c’è purtroppo da dire che il songwriting degli Underbred, genuino e ruspante, è purtroppo lontano dalla perfezione. Il problema è sicuramente accentuato dalla produzione abbastanza casalinga e dalla sostanziale ripetitività delle parti vocali, che lascia l’impressione di avere per le mani un gruppo con un numero di idee buono ma non sufficiente a motivare un intero disco, che finisce col perdersi in una sequenza di brani “genericamente” aggressivi. Assolutamente da rivedere, e in maniera drastica, l’utilizzo della lingua inglese: nel frattempo speriamo in una maturazione positiva, che riesca a sintetizzare meglio la pesantezza ossessiva con la melodia strisciante. Qualcosa di interessante potrebbe esserne il risultato.

Voto recensore
5
Etichetta: Red Sun / White & Black

Anno: 2001

Tracklist: Instinct
Fly
Underbred
Smoke
Montenero
Voodoo Rite
Bullfight
Devil’s Hand
M.O.S.
Nothing
Black Anger

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