Insomnium: “Non voglio spoilerarti nulla, ma ci saranno un sacco di cose che accadranno in Italia” – Intervista a Niilo Sevänen

In una fredda giornata di dicembre, la band Melodic Death Metal Finlandese per eccellenza, sta per fare il suo ritorno sul Legend Club, con un concerto sold out già da tempo. Grazie a Century Media, siamo riusciti ad ottenere un’intervista con il frontman e scrittore Niilo Sevänen. Di seguito la nostra intervista 

Ciao Niilo, siete a circa metà tour, come sta andando?  

Ciao!, Molto bene, direi che sta andando molto bene, per esempio ieri a Francoforte abbiamo suonato davanti a più di 800 persone, un numero molto buono per noi quindi siamo davvero felici; comparato ai tour precedenti che abbiamo fatto in Europa, questo sembra essere il migliore, le cose si stanno muovendo nel modo giusto. 

L’ultima volta che siete stati al Legend Club avete proposto dal vivo tutto Winter’s Gate, ricordo che c’erano tanti fan ad attendervi, ma oggi il concerto è addirittura sold out! Siete sorpresi?

Beh, un sold out è ovviamente un sold out… forse la prossima volta potremo ottenere un locale migliore qua a Milano, lo spero; il sold out è sicuramente un buon segno; abbiamo sempre tenuto buoni show e avuto tanto pubblico qua in Italia, forse non tanto quanto in Germania o in altri posti, ma è un pubblico fantastico ed è sempre divertente suonare davanti agli italiani, sono pazzi e questo è buono per me!

Come hai già annunciato, l’anno prossimo uscirà il primo volume di due di un tuo romanzo. Puoi dirci di più? Valuterete con gli Insomnium se fare o meno un album correlato al libro?

La prima parte del mio libro uscirà a febbraio! No, non ci sono ancora piani sul fare un album musicale basato sul mio libro, vediamo… forse ne parleremo in futuro e magari faremo un album basato su di esso, ma al momento non c’è alcuna idea, questo è “solo” il mio libro; la prima parte uscirà a febbraio e poi la seconda l’anno dopo, questi sono i piani!  

Ricordiamo la storia di Winter’s Gate, allora qualcuno ti aiutò a scrivere la narrativa? 

No, era anche quella una storia mia che avevo scritto per una competizione quando ero studente in università, la storia vinse la competizione e quindi pensai che forse avrei dovuto iniziare a scrivere in maniera più seria, potevo farcela! Quindi è stata una bellissima cosa per me come giovane studente. Ma poi mi prese molto tempo, ero sempre molto impegnato con la band, ho sempre avuto questa idea di continuare la storia, farla più grande, riguardo questo mondo, poi il covid iniziò e lì ho trovato tutto il tempo che mi serviva, ero a casa e le stelle erano allineate nella giusta posizione, perché ho avuto quindi la possibilità di finire di scriverlo e darlo alla casa editrice. In realtà sono proprio stati loro a chiedermi se avessi voluto scriverlo, avrei avuto già la storia nella mia mente, dovevo solo scriverla e adesso ci siamo, la prima parte sta per uscire! Per me è molto buona e molto interessante per di più l’Italia ha un grande ruolo nel libro!

Si abbiamo letto qualcosa a riguardo, parlavi di Italia ma anche di Grecia, giusto?

Sissignore, tutte le foglie portano a Roma, nella prima parte… non voglio spoilerarti nulla, ma ci saranno un sacco di cose che accadranno in Italia, tanti eroi seguiranno nella storia ma a un certo punto finiranno in Italia e si somigliano molto. Posso rivelare che essi andranno verso Roma, poi il resto verrà scoperto nel secondo volume. Ma si, tante cose avverranno in Italia! 

Bene, immagino che verrà quantomeno tradotto in inglese, ma speriamo comunque che possa anche essere tradotto in italiano!  

Grazie! è possibile che venga tradotto in più lingue, ma potrebbe servire molto tempo proprio perché non è ancora uscito nemmeno in finlandese, quindi ci sarà da aspettare. Quindi anche per questo sarà difficile venderlo a qualcuno per una traduzione, perché nessuno lo ha ancora letto! Bisognerà essere pazienti, però sono abbastanza sicuro che verrà tradotto almeno in inglese, lo spero, ma c’è un’agenzia che se ne sta occupando, spero che riusciranno a trovare presto un editore. 

Ci piace quello che scrivi, quindi siamo sicuri che il libro non potrà essere da meno! 

Grazie mille! Per ora chi ha avuto l’opportunità di leggerlo ha espresso pareri positivi, quindi sono positivo anch’io dicendo che non sarà un fallimento totale. 

Prima hai detto che la “pausa” obbligata dal Covid ha avuto un ruolo importantissimo nella realizzazione di questo libro, ma quanti anni ti sono serviti per finirlo? 

Beh, avevo già parte della storia chiara nella mia testa, ma se devo dare un periodo di durata, sono circa 3 anni e mezzo adesso. Quando il covid è saltato fuori, in maggio del 2020, ho iniziato a scrivere il libro, o meglio, ho iniziato a pianificare il tutto durante la prima estate, ho letto un sacco di materiale storico e poi ho messo giù un piano d’azione e poi nell’agosto dello stesso anno ho iniziato a scrivere, adesso, un po’ di tempo più in là, posso dire che tra poco sarà disponibile. Ci ho lavorato davvero tutti i giorni quasi senza pausa, anche nei fine settimana. 

Potrebbe suonare scontato, ma sei contento del tuo lavoro? 

Sono veramente molto contento, è la mia passione ed è stato davvero interessante. 

Dopo aver finito di stendere il libro, ti senti più vicino al mondo dei libri o rimani ancorato a quello musicale? 

Entrambi ovviamente! Faccio musica da tanto tempo, ma scrivere libri è un sogno da quando ero bambino, ancora prima di interessarmi alla musica, volevo scrivere una storia e adesso ho finalmente avuto la possibilità di farlo, quindi ho dedicato gli ultimi tre anni in questo, ma l’idea è ovviamente quella di fare entrambe le cose, musica e libri. 

L’EP “Song of the Dusk” è stato rilasciato pochi giorni prima dell’inizio del tour. Questo EP rappresenta una naturale prosecuzione dell’album “1696”, pubblicato nel mese di febbraio. La decisione di presentare questi due lavori in modo separato è stata motivata esclusivamente dalla volontà di ottimizzare la lunghezza complessiva dell’album o ci sono altre ragioni dietro questa scelta?

Quella che c’è in Song Of The Dusk è il come la storia effettivamente finisce. Questa è l’ultimo elemento della storia, in pratica da come abbiamo concluso l’album è possibile omettere l’epilogo, elemento che determina la fine del pacchetto/insieme di canzoni e che è anche l’ultimo dell’album; questo utilizza una specie di sentimento di desolazione e oscurità comparata a quella di Song Of The Dusk dove il personaggio principale è Lilian che è libera così come i lupi sono liberi nelle foreste e il male è vicino. Ma ecco, questa è la vera fine. 

Nell’album 1696, il tema dell’inquisizione è stato scelto solo per fascinazione storica o è stato incluso anche per riflettere sulla situazione odierna di donne e minoranze di cui giustamente si parla sempre più? 


Ovviamente è qualcosa che è nella storia da sempre e ciò che ho scritto l’ho fatto non per commentare quello che sta accadendo oggigiorno; ma non è difficile vedere eventi ed azioni del passato ripetersi. Certe persone fanno ancora cose pazze come nel diciassettesimo secolo, ma sì, ciò che ho scritto è stato basato sulla storia effettiva dell’inquisizione, in particolare la caccia alle streghe, cose che succedevano per davvero in Finlandia e in Svezia. Questo caso che è stato menzionato nella mia storia parla di un evento che vide 70 donne venire uccise in Svezia, questo è uno dei casi più sanguinosi legati alle streghe che ci sono stati in Scandinavia. Ovviamente io ho riadattato i fatti alla mia storia, con licantropi e cose del genere, ma gran parte del racconto è vero, come per il 1696, uno degli anni peggiori per la caccia in Finlandia dove circa un terzo della popolazione è morta. Tempi molto tetri. 

Con la vostra musica, riuscite a trasmettere il freddo finlandese ai vostri fan, creando un mix gelido di emozioni. Avete un luogo personale e preferito dove siete costantemente ispirati nella creazione di nuovo materiale che rispecchiano poi il vostro mood negli ascolti?  

La grande parte dei brani viene scritta nella mia stanza da lavoro, però ovviamente l’ispirazione può essere presa altrove come dalla natura e in molti posti della Finlandia, mi piace il modo in cui immaginiamo la musica degli Insomnium in alcuni testi, che sono spesso legati ai paesaggi finlandesi, specialmente la Finlandia dell’est che ha molti laghi, foreste scure ecc… Quelli sono i passaggi della mia anima, io vengo da lì e almeno che non sia legato ad altri posti come nella storia di Winters Gate, ma normalmente quello che ho in mente è legato a questo tipo di ambiente. Ma non vado nelle foreste a scrivere (ride ndr), lo faccio nella mia stanza. 

Si vede anche dai video che ritraggono spesso i paesaggi Finlandesi, si sente che la Finlandia per voi è più che un semplice posto dove vivere. 

Siamo finlandesi e si vede in tutti noi quindi per noi è importante, ovviamente non si parla di nazionalismo, però siamo molto orgogliosi di essere finlandesi. La cultura finlandese è molto importante per noi e a me piace molto vivere lì, certamente sarebbe bello vivere a Roma, in Sicilia o in qualche altro posto del genere ma alla fine penso che mi mancherebbe davvero tanto la Finlandia, quindi sì, mi piace essere e abitare in  Finlandia, è il posto per me. Anche se è bello viaggiare, specialmente in Italia, che è uno dei miei paesi preferiti da visitare. 

I tour possono aiutare in questo

In realtà no, perché quando sei in tour non vedi molto di più che il locale dove suonerai, magari se sei vicino alla città, puoi camminarci, ma poco di più. Comunque, molte  delle mie vacanze le spendo in Italia, in passato, mentre ero in università, avevo anche fatto un corso di due settimane a Roma ed è stata una delle cose più belle che abbia fatto, ho avuto la possibilità di vedere dei luoghi davvero belli.  

Per concludere questa intervista vorrei porti una domanda “aperta”. Spesso durante le interviste, le domande sono circoscritte. C’è un aspetto della vostra carriera o della vostra musica che raramente viene discusso, ma che sentite meriti attenzione?
 

Questa è una domanda molto difficile, non lo so davvero, nessuno mi ha chiesto qualcosa del genere, forse prima sarebbe stata questa cosa della scrittura, era qualcosa di nascosto, ma adesso tutti lo sanno ed è qualcosa che comunque sto facendo, al momento però non ho altro. 

C’è qualche brano che hai scritto che in qualche modo ti fa emozionare o che ti piace particolarmente suonare sul palco? 

Un’altra domanda difficile, delle nuove canzoni direi Song Of The Dusk, che è stata portata per la prima volta in questo tour, è una canzone lunga ed è difficile farla andare tutta nel verso giusto, ma dopo qualche show ho sentito che il brano stava finalmente girando nel verso giusto live; è una canzone da 10 minuti ma non sembra durarne così tanti quando la suoniamo live, quindi è speciale. Poi ovviamente mi è piaciuto molto quando abbiamo suonato tutto Winters Gate per 40 minuti, abbiamo iniziato i concerti proponendo tutto l’album per poi introdurre altra musica verso la fine, mi è piaciuto molto. 

Posso confermare che da parte del pubblico vedervi eseguire tutto Winter’s Gate è stato entusiasmante. Usare un concept album ed eseguirlo senza pause nella sua interezza è stato davvero emozionante. E sono molto curioso di sentire live Song Of The Dusk in quanto avete rilasciato 3 giorni fa l’Ep, quindi il tutto è ancora molto fresco.. 

Corretto!

Ormai lo chiedo a molti musicisti, però penso che per i fan sia bello ricevere un saluto, c’è qualcosa che vorresti dire al tuo pubblico italiano?  

Grazie molte per tutto il vostro supporto, questo è il motivo per il quale torniamo praticamente sempre qua in Italia e grazie a tutti coloro che sono venuti al nostro show, o che hanno acquistato il nostro album; date un’occhiata anche al mio libro quando uscirà, perché come detto prima, c’è molta Italia all’interno, ciao! 

Grazie Niilo  

Kiitos 

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi