Insomnium: Live Report e foto della data di Milano

Non manca molto tempo all’apertura delle porte, ma la coda creata dai sostenitori delle band protagoniste della serata è già discretamente lunga. Il meteo umido e la temperatura decisamente bassa non sono di grande aiuto durante l’attesa, ma il freddo fisico è prossimo a scomparire in questa serata sold out che vedrà il trio nordico capitanato dagli Insomnium esibirsi sotto i riflettori del Legend Club. Pochi minuti dopo l’apertura, il locale si ritrova infatti a essere sovrastato dai fan accorsi da tutta Italia e non solo; pronti per la serata! 

KVAEN

 La band svedese, frutto delle idee del leader (nonché unico membro non turnista) Jakob Björnfot, sembra essere tutto fuorché una band d’apertura. Sicuramente, il fatto che il locale sia già pullulante di metallari è un elemento che onora le band sul palco, ma al di là di questo ho notato molta professionalità e un buon gusto nei brani, che si sono susseguiti con discreto piacere uno dopo l’altro. Le luci rosso sangue sul palco hanno dato un buon effetto a questa dimostrazione di melodic black metal svedese, che tra urla strazianti e assoli suonati senza un minimo di errore ha coinvolto tutti i presenti. La punta di diamante sono stati i suoni, decisamente migliori rispetto alle ultime volte in cui ho presenziato al Legend Club, un dettaglio di grande conto che mi ha fatto godere appieno I KVAEN, che chiudono il proprio show chiedendo ai presenti di moshare sopra “Revenge by Fire” senza grande successo mantenendo però la stessa grinta che mi ha fatto incuriosire a inizio show. Non saranno la band che porta innovazioni, ma il prodotto è piacevole. Approvati. 

IN MOURNING

Ricordavo bene degli In Mourning, ma a quanto pare non abbastanza, se dopo solo il primo brano mi sono ritrovato con la bocca spalancata! La band svedese si trova ad avere una setlist veramente limitata rispetto all’offerta che può dare, ma cerca di non sprecare nemmeno un secondo e il risultato è uno spettacolo puro. Se musicalmente la vena prog che aggiunge raffinatezza alla propria proposta può non prendere a pieno qualche fan sotto al palco vicino ad arrangiamenti più diretti, saranno i cori e le parti melodiche di classe svedese a travolgere gli ascoltatori, già comunque rapiti dall’immensa classe che gli In Mourning dimostrano di avere, con una grande tenuta di palco rafforzata dal muro dei componenti che in linea sull’estremità del palco creano un’immagine di forza e compattezza. La band sul palco si diverte a suonare divinamente senza fare trasudare il minimo sforzo, con i volti segnati dalla passione che li porta a conciliare un live che per il momento può tranquillamente essere uno dei migliori di questo fine anno. Vero, i bassi sono sparati e una riduzione di volume dei tom della batteria l’avrei valutata, ma sarò meno puntiglioso, lo show è fantastico ed i suoni sono comunque ottimi. È stato oltretutto simpatico vedere il batterista degli Insomnium, Markus Hirvonen, colpire qualche piatto del collega durante l’esecuzione di “The Smoke“.

 Setlist:

  • Thornwalker 
  • The Broken Orbit 
  • The Smoke 
  • Sovereign 
  • Colossus

  

INSOMNIUM 

I pochi spazi liberi disponibili durante le due esibizioni precedenti spariscono del tutto, il Legend Club è pieno e l’attesa che precede l’inizio dello show degli Insomnium, headliner di questa serata, è una strategica lotta per cercare di guadagnarsi un posto il più vicino possibile al palco. Si alzano le luci sul pubblico e la band finlandese entra in scena accompagnati da un boato da parte del pubblico. La partenza è focosa e il pubblico, già caldo dalle precedenti esibizioni, si lascia subito andare in urla e segni di approvazione verso il gruppo. Sono gli headliner sì, non approdavano in Italia da quattro anni quando con i The Black Dahlia Murder buttarono giù il Bloom di Mezzago, però devo essere onesto con me stesso e con il mio attaccamento affettivo alla band, in questa serata proprio non sono riuscito a godermi gli Insomnium. Le aspettative erano tante, specialmente dopo le ottime esibizioni da parte di chi ha aperto per loro, ma i fatti sono altri e la pecca più grande di tutte riguarda i suoni; la voce è troppo alta e i bassi schiacciano gran parte delle melodie chitarristiche. Se quelli che abbiamo avuto in precedenza erano suoni rocciosi, quelli degli headliner sono abbastanza deboli e scarichi. Inoltre, gli assoli di Markus Vanhala sono parecchio sporchi, il che mi fa storcere un po’ il naso tant’è che non ho potuto godermi nemmeno “While We Sleep,” che tutti aspettavano con ansia, la cui esecuzione e resa mi hanno lasciato deluso. Sono gli Insomnium e certamente sono contento di poterli vedere nuovamente, ma per una serata Sold Out con un potenziale del genere, non mi aspettavo questa resa. 

Setlist:

  • 1696 
  • Ephemeral
  • White Christ
  • Pale Morning Star
  • Only One Who Waitrs
  • Change Of Heart
  • And Bells They Tool
  • Lilian
  • The rapids
  • The Gale
  • Mortal Share
  • Song of the Dusk
  • Encore: 
  • The Primeval Dark
  • While We Sleep
  • Weighed Down with Sorrow

Fabio De Carlo

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Nato qualche anno fa, in pieno autunno, si avvicina al Rock dall’infanzia, quando tra le mani e le orecchie le capitano Europe e Bon Jovi, ma è con gli Iron Maiden prima e Helloween poi, che arriva la svolta al Metal. 
La musica ha sempre messo le cose un po’ più in ordine, il mio sogno era stare sopra un palco, non ci sono mai salito, ma ho iniziato presto coi concerti, Monsters of Rock 88. 
La passione per la fotografia arriva più tardi, nei primi anni 2000. "...no more wasted years, no more wasted tears life’s too short to cry, long enough to try." [Kai Hansen - Helloween]

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