Breed 77 – Recensione: Insects

Certo che un concept-album sugli insetti non si era mai visto! Il gruppo flamenco metal (questa è colpa nostra, i giornalisti, non sappiamo più cosa inventarci per classificare i gruppi e i diversi generi) dei Breed 77 deve aver passato notti intere a studiare trattati su trattati di entomologia per realizzarlo. Ma, non essendo, noi, una sorta di surrogato di Gil Grissom, andremo ad analizzare solo l’aspetto musicale/contenutistico di questo lavoro, tralasciando la parte dedicata agli esseri viventi più numerosi del pianeta. Ora, com’è vero, il gruppo, proveniente da Gibilterra (per chi non lo sapesse, un lembo di terra che dalla Spagna si affaccia verso le coste del Marocco, pur essendo di dominazione inglese) unisce sapientemente schitarrate toste e distorte ad alcuni accompagnamenti più spagnoleggianti, sia di chitarra classica che elettrica, grazie all’uso di scale flamenche che (credeteci) sono parecchio toste da applicare. A supporto di quest’ultima affermazione, il gruppo imbastisce un album davvero complesso, musicalmente come concettualmente, infilandoci passaggi progressive, momenti rilassati e alternanze tra ruggiti cattivissimi, mid-tempo oscuri e modernissimi attacchi sonori. C’è anche tempo per una cover: quella “Zombie” che nel ’94 ha regalato il successo interplanetario a Dolores O’Riordan (il pezzo l’ha effettivamente scritto lei) e ai Cranberries, qui riproposta in una versione decisamente più cattivizzata e non scevra di virtuosismi. A proposito, ripartiamo proprio dai virtuosismi, visto che l’album ne è pieno. Per fortuna non si tratta di mere esibizioni di tecnica e incomprensibili masturbazioni chitarristiche messe un po’ a caso, ma di momenti sempre al servizio del pezzo e, comunque, fruibili sempre con piacere. Volendo proprio segnalare i pezzi migliori del lotto, possiamo indicare l’incalzante e mutevole “The Battle Of Hatin”, il singolo “Who I Am” dall’efficacissimo refrain, la strumentale etnica virtuosità di “In The Temple Of Ram: Rise Of The Bugs” e la riflessiva “Guerra Del Sol”, anche se praticamente tutto l’album si muove su coordinate medio-alte. Il quintetto gibilterriano (non suona male?) ha messo su, con questo “Insects”, un ottimo disco, amaro e incazzato al punto giusto, dove tutto il combo si rivela al meglio di sé, sfoggiando una perizia tecnica e strumentistica sopraffina, anche se, la riuscita complessiva dell’album è da attribuire in gran parte all’interpretazione vocale di Paul Isola, che dà, ancora di più, spessore alle composizioni grazie ad una gamma di soluzioni che passano dal growl allo scream al pulito, messe in atto con grande disinvoltura e consapevolezza.

Voto recensore
7
Etichetta: Ear Music / Edel

Anno: 2010

Tracklist:

01. Wake Up

02. The Battle Of Hatin

03. Revolution On My Mind

04. Insects

05. Who I Am

06. New Disease

07. One More Time

08. In The Temple Of Ram: Rise Of The Bugs

09. Forever

10. Guerra Del Sol


Sito Web: http://www.myspace.com/breed77

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