Dimebag Darrell –  In Memory Of…

La morte di Dimebag Darrell

l’icona del rock uccisa nell’anniversario dell’assassinio di Lennon

Non è uno scherzo, una bufala o la classica falsa notizia ingigantita dal sistema del passaparola informativo. Dimebag Darrell è veramente rimasto ucciso sul palco, colpito da quattro o più colpi di pistola esplosi da un fanatico che ha poi proseguito l’opera compiendo una strage con almeno quattro morti tra il pubblico prima di rimanere ucciso a sua volta da un poliziotto. La notizia è ampiamente verificata tra i media nazionali e internazionali, e per la sua natura oggettivamente gravissima ha avuto una risonanza non indifferente anche al di fuori dalla cerchia delle riviste e dei siti rock e metal. Dai primi dispacci CNN, la notizia è rimbalzata su tutte le reti statunitensi e internazionali, campeggiando sui maggiori mezzi informativi italiani.

Dimebag Darrell, famoso come ex-chitarrista dei Pantera, è una delle vittime della strage avvenuta a Columbus, Ohio durante un concerto presso il nightclub Alrosa Villa. A pochi minuti dall’inizio della performance dei Damageplan, in tour nazionale e headliner della serata, un uomo ha aperto il fuoco contro il palco e la folla, facendo almeno quattro morti e due feriti e rimanendo poi ucciso a sua volta da un poliziotto presente al concerto. Secondo quanto riporta CNN tramite la testimonianza di Gerard Caudill, testimone oculare, DimeBag Darrel, 38 anni, sarebbe stato raggiunto da almeno quattro pallottole. Dopo aver aperto il fuoco contro Darrell, il killer sarebbe salito sul palco iniziando a sparare contro la folla e afferrando successivamente un ostaggio per farsi scudo. Secondo le testimonianze, l’uomo avrebbe aperto il fuoco avendo Darrell come obbiettivo principale. Vinnie Paul, 40, batterista del gruppo e fratello di Darrell, è rimasto illeso.

E’ ancora presto per pronunciarsi definitivamente sui moventi dell’assassino, che stando alle testimonianze raccolte avrebbe agito per vendicarsi dello scioglimento dei Pantera o perché mosso da un astio personale nei confronti di Darrell, chiaramente il bersaglio principale delle pallottole. Ed è superfluo invocare fin troppo chiare spiegazioni della vicenda, che intrecciano storie di disturbi psicologici personali a un sistema politico che tollera e anzi incoraggia la diffusione delle armi da fuoco. In America, si sa, la grande democrazia può facilitare una morte su sedia elettrica, su un campo di guerra o su un palco per mano di uno psicopatico cui non è impedito di possedere armi. A testimonianza della gravità dell’accaduto, che non raggiunge i livelli della strage di Columbine ma nondimeno si inserisce e si inserirà nella stessa tragica storia mediatica e politica di regole guaste e rock come capro espiatorio, raccogliamo persino le prime leggende metropolitane: sarebbe stato Phil Anselmo, ex cantante di Darrell nei Pantera, a prezzolare lo psicopatico. Illazioni a parte, a molti sfugge un dettaglio importante che conferma l’attacco personale a Darrell e che iscrive l’assassino, a pieno diritto, nel clan degli imitatori: l’attacco mortale viene sferrato nel giorno dell’anniversario, ampiamente ricordato in radio, della morte di John Lennon, notoriamente assassinato da un fanatico.

Ma per gli addetti ai lavori, i musicisti e gli estimatori della musica, rock e non, la strage di Columbus non è “solo” l’ultimo episodio che correla in maniera inquietante la musica e la violenza delle armi da fuoco, ne una “semplice” strage in cui sono rimasti morti musicisti e spettatori innocenti di un concerto rock, ne un “mero” compleanno amaro di un evento spiacevole. Poco importa se il nome di Darrell non si sia mai di fatto iscritto nella cultura mainstream: la sua morte è a tutti gli effetti la fine di un’icona musicale dagli indubbi meriti, una fine di quelle che feriscono con la loro cruda, feroce e inattesa forza. Scrivere di Dimebag Darrell per estrinsecarne i meriti musicali all’indomani della sua morte può risultare persino imbarazzante. Quando muoiono, infatti, sono tutti buoni, tutti bravi. Ma Darrell era bravo per davvero. Nato nel 1966, Darrell Lance Aboot, meglio noto come Diamond Darrell nei Pantera e Dimebag Darrell nei DamagePlan, era un musicista tecnicamente dotato, adorato dalla critica metal e apprezzato anche al di fuori della cerchia di genere per le sue indubbie qualità e per il gusto creativo squisitamente personale. Figlio d’arte (il padre Jerry era un produttore di musica country e western), avrebbe fondato i Pantera con in fratello Vinnie Paul e più tardi con il cantante Philip Anselmo, una band seminale e iscritta nella storia della musica. Dopo lo scioglimento dei Pantera, dalle vicende tortuose, avrebbe fondato i DamagePlan, con i quali era in tour al momento del suo assassinio. Tra le sue numerose collaborazioni figurano quelle con gli Anthrax e i Nickelback, oltre alle colonne sonore di film come Supercop e Rebel Meets Rebel.

La morte di Darrell, come tutte quante, è una tragedia umana, che appartiene di diritto solo a chi lo conosceva. Ma è anche, e per tutti, un motivo di profondo amarezza: come può esserlo la scomparsa di un grande musicista che avrebbe potuto lasciarci ancora di più di quanto, ed è moltissimo, sia comunque riuscito a esprimere.

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