Saliva – Recensione: In It To Win It

Malgrado il genere sia parecchio longevo, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio proliferare in massa di band che si dilettano a suonare alternative rock/metal. Fatta eccezione per i testi, la cui natura varia da gruppo a gruppo, la solfa è sempre la stessa, così come il tipo di timbrica che con una voce un po’ roca, un po’ sporca e molto calda impersona le parole intessute sulla musica. Così facendo troviamo nello stesso periodo Skillet, Three Days Grace, Rev Theory, che quando vogliono si diversificano per aggressività, e in ultimo, grazie alla dipartita di Josey Scott alla voce, anche i Saliva.

Se prima Scott personalizzava la band con la sua timbrica, non si può dire lo stesso per questo “In It To Win It”, ottavo album per i Saliva, che davanti al microfono hanno deciso di mettere Bobby Amaru. Malgrado il lavoro sia di ottima fattura e scorra velocemente, ci troviamo di fronte ad una serie di copie di pezzi ben più famosi e ad una forte carenza di personalità. Partiamo dalla titletrack “In It To Win It”, da un brano che dà il nome all’album solitamente ci si aspetta molto, ma non è il nostro caso poiché siamo di fronte ad un mash up fra le ben più famose “Take A Look Around” dei Limp Bizkit, il cui richiamo non è solo una sensazione, e “This Is The New Shit” del reverendo Marilyn Manson. E proprio quest’ultimo deve particolarmente piacere ai Saliva in quanto ritroviamo il riff, perfettamente copiato, di “The Beautiful People” con un qualcosa di “mOSCENE” in “Redneck Freakshow”. E se abbiamo iniziato a parlare di questo album partendo dalla titletrack per nulla inedita, perchè non concludere svelando gli ulteriori spunti presi per questo album? In “Flesh” si ricade in Marilyn Manson per il riff portante e negli Skillet per il ritornello, in “Rise Up” troviamo una versione un po’ sporcata dei Papa Roach e per finire ritroviamo i Korn in tutto e per tutto in “No One But Me”.

Ora, riflettiamo insieme, come si può giudicare positivamente una band che, pur avendo fatto un lavoro pulito, ben registrato e ben rifinito, ha imitato, copiato e reinterpretato cose non sue? Il giudizio non può che essere negativo. “In It To Win It” non ha nulla di personale, vario e originale, è l’ennesimo album prodotto bene ma che ripropone cose già sentite senza nemmeno mascherare più di tanto.

Voto recensore
4
Etichetta: Rum Bum Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Animal

02. She Can Sure Hide Crazy

03. In It To Win It

04. Choke

05. Redneck Freakshow

06. Lost

07. 1000 Eyes

08. Flesh

09. The Enemy

10. Rise Up

11. I Don't Want It

12. I. D. N. A. E.

13. No One But Me

14. Army

15. Closer


Sito Web: www.saliva.com

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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  1. Giulio B

    Devo dire che mi aspettavo qualcosa di + originale e, soprattutto, di meglio: molto deludente questa nuova uscita dei Saliva. Canzoni che non dicono nulla (almeno rispetto alle loro precedenti uscite). Direi voto 4 anche per me!

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