Pyramaze – Recensione: Immortal

Nuovo album per i Pyramaze con alla voce il buon Matthew Barlow, ora tornato in forza negli Iced Earth. I nostri non si distaccano molto dalle precedenti uscite. “Immortal” conferma la doti canore di Barlow e le capacità della band. Il genere proposto non è completamente definibile ma per comodità potremo identificarlo in un power/heavy/prog con forti richiami alla scena tedesca. “Year of the Phoenix” parte con sonorità molto vicine al power classico, ma subito le magniloquenti tastiere ci fanno capire che non ci troviamo di fronte al solito album con doppia cassa sparata a mille. Se “Ghost Light” delude per un ritornello davvero scialbo, in “Touched By The Mara” emerge tutta la vena prog, attraverso un pezzo veramente articolato che passa attraverso momenti più decisi e rallentamenti atmosferici. Non poteva mancare nemmeno la ballad “Legacy in rhyme”, in cui Barlow passa nettamente in primo piano, con una prova di primo piano. Altro pezzo degno di nota la piacevole “The Highland”, che già dal titolo richiama elementi celtici e musiche folk. Si può dire che i Pyramaze provano a fare con il power ciò che i Queensryche avevano provato a fare con l’Hard Rock e l’Heavy Metal, mischiando il tutto con il Prog e questa volta anche con imperiose tastiere. L’album viaggia mediamente su un buon livello, di certo non annoia, ma si fa fatica ad essere veramente coinvolti dalle, seppur buone, melodie. La proposta è decisamente interessante ma “Immortal” fa veramente fatica a decollare. Buona la produzione che riesce ad equilibrare sapientemente tastiere e chitarre. Una band comunque da tener d’occhio per il futuro: i margini di miglioramento ci sono e arriveranno.

Voto recensore
6
Etichetta: Locomotive / Frontiers

Anno: 2008

Tracklist: 01. Arise
02. Year of the Phoenix
03. Ghost Light
04. Touched By The Mara
05. A Beautiful Death
06. Legacy in Rhyme
07. Caramon’s Poem
08. The Highland
09. Shadow of the Beast
10. March through an endless Rain

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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