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Asgard – Recensione: Imago Mundi

Signore e signori, benvenuti a bordo delle Asgard Airlines, i capitani Grosso, Michieletto, Bianchi D’Espinosa, Ambrosi e Ferrero sono lieti di avervi a bordo.

Il decollo è stato già effettuato e stiamo velocemente trasmigrando nel Midgard che rappresenta la nostra immagine del mondo. Potete già vedere, sotto di voi, Jormungand, il gigantesco serpente del mondo, tra le cui spire è stretta la terra che sorvoleremo. No, non possiamo atterrare, poiché il contatto con la nostra natura fisica la rovinerebbe.

Signore e signori ecco sotto di noi la Terra della Giustizia, nei cui porti è ormeggiata la Drakkar d’Argento. Potete ascoltare le squillanti ed enfatiche fanfare che, nel loro incedere brioso, ci trasmettono l’entusiasmo per tutto ciò che accade secondo giustizia e, per astrazione, seguendo le leggi di natura.

Ma ora, come vedete, il panorama cambia. Siamo nella Terra della Brutalità, una landa devastata, dove non cresce nemmeno l’erba, dove domina solo la devastazione della cattiveria e nessuna parola può essere sufficiente per descriverne la desolazione. Poco più avanti la terra degli uomini-orso e degli uomini-lupo, i leggendari guerrieri sacri ad Odino. Possiamo ammirarli mentre corrono intonando epici canti, andando ad incontrare il nemico. Possiamo notare come, nonostante la violenza della lotta, nei loro sguardi non ci sia segno di odio o di cattiveria. Essi lottano con valore per dimostrarsi degni di affrontare, al fianco di Odino, l’ultima battaglia contro le forze del male. Le immagini, come vedete, sono molto suggestive, epiche e incitano quasi a prender parte alla lotta.

Signore e Signori, la Terra delle Nevi Eterne è la fatidica ‘calma dopo la tempesta’. Un paesaggio surreale e poetico, impreziosito da un’atmosfera frizzante che ci porta alla mente la sacralità del ‘mistero della vita’. Più avanti potete vedere il mare, stiamo per sorvolare la Terra delle Onde. L’aria si fa più robusta e vedere quelle immense onde che si abbattono sulla costa rocciosa e scoscesa ci trasmette un senso di forza, non fisica, ovviamente, ma d’animo. Ci fa sentire capaci di resistere anche ai venti più impetuosi e alle prove più dure.

Ecco, vedete quei prati alla vostra destra? Si tratta della Terra del Verde e dei Fiori. Assaporate la serenità che questa vista ci trasmette e immaginatevi cullati dalle note del flauto di qualche pastore. Alla vostra sinistra, invece, il paesaggio è nettamente diverso: è la Terra dei Terremoti. Quelle due enormi figure che scorgete sono due giganti di creta che hanno come unico scopo dell’esistenza quello di spezzare l’armonia delle cose, trasformando cioè che è positivo nel suo opposto, sentite come sconquassano la terra, sentite come la fanno tremare sotto i loro piedi.

Signore e Signori, stiamo sorvolando la Terra della Foresta. In questo luogo, da generazioni, l’uomo dimostra il proprio coraggio sfidando l’ignoto che si nasconde dentro di essa. L’aria è talmente vibrante che riusciamo ad avvertire anche noi quel misto di paura, orgoglio e incoscienza che anima il cuore degli uomini che si accingono a tale impresa.

Ora, vedete quell’isola sotto di noi? E’ la Terra di Thule, Tír na nÓg, ovvero la terra delle fate e dell’eterna giovinezza, dove il metafisico diviene reale ed il trascendente acquista forma, l’atmosfera è densa di spiritualità che invita alla calma, all’introspezione ed alla meditazione. Ma adesso la nostra rotta ci porta di nuovo verso l’interno del territorio, sorvolando la Terra delle Paludi. L’odore malsano e la vista dei maiali che si litigano le ghiande sono uno spettacolo estremamente volgare e terreno, soprattutto in contrasto con il paesaggio precedente, qui la concretezza e la trivialità delle immagini sono piuttosto eloquenti.

Signore e Signori, stiamo sorvolando l’estrema punta settentrionale del Midgard, nella Terra delle Nevi Eterni e dell’Aurora Boreale. L’atmosfera si fa sognante e concreta al tempo stesso, infondendo un senso di nobiltà al nostro animo, perché come questo sentimento, l’Aurora Boreale è qualcosa di immenso e forte quanto intangibile ed evanescente.

Il nostro viaggio volge al termine, stiamo tornando verso sud, passando sopra le Terre Desertiche, dove l’egoismo di un terreno arido ci sorprendere per la sua crudezza e per la sua totale assenza di vita, ma ecco che ci innalziamo sopra le nubi, giusto il tempo per rivedere di nuovo il gigantesco Jormungand e il nostro mondo, o meglio, la nostra ‘Imago Mundi’ stretta tra le sue spire.

L’equipaggio si augura che questo viaggio così in sospeso fra metalliche visioni epiche e delicati e raffinati spunti progressivi sia stato di vostro gradimento. Arrivederci.

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