Morbid Angel – Recensione: Illud Divinum Insanus

Quando una band storica come i Morbid Angel si appresta ad un ritorno sulle scene dopo anni di semi oblio e dischi di spessore minore non manca certo la tensione. Il dubbio è se questa spasmodica attesa non rischi poi di produrre giudizi affrettati puntualmente destinati ad essere rivisti appena l’ascolto si fa più approfondito.

Proprio per questo, in barba alla regola non scritta che vuole vedere online la recensione il più presto possibile, ho deciso di prendere il tempo necessario a metabolizzare il lavoro svolto dal redivivo Trey Azagthoth e dalla sua truppa, cercando di superare in un sol botto aspettative e preconcetti per scovare il valore reale dell’opera in questione.

Armato di buona volontà ho ascoltato e riascoltato “Illud Divinum Insanus” trovando del tutto fuorviante la scelta della band di inserire un brano “Too Extreme” (comunque un bel pezzo) appena di seguito alla scura introduzione e forse poco contestualizzati altri passaggi industriali presenti nel disco.

Sbarazzatomi di tale peso non trovo però alcun altro motivo per cui dovrei trovare l’album non sufficientemente riuscito. Tanta la violenza di brani come “Existo Vulgore” “Nevermore” e “Blades For Baal”, song che si riallacciano idealmente ad un lavoro come “Covenant” (che rimane il maggior successo commerciale della band, ricordiamolo). Mentre canzoni come la malata e sabbathiana “I Am Morbid” e “10 More Dead“ riportano la mente alle meno ferali ma più tenebrose atmosfere di un lavoro sottovalutato come “Domination”.

Manca qualcosa? Forse l’alone di angosciosa malevolenza con cui la band aveva intriso un lavoro epocale come “Blessed Are The Sick”, ma probabilmente anche il gusto superiore di un batterista come Sandoval (qui sostituto invero da una vera macchina ritmica come Tim Yeung).

Ma non basta qualche piccola incrinatura a far dimenticare la qualità di più della metà dei brani compresi in scaletta (ottimo anche il finale industrial/death di “Profundis…”), così come la voce unica, profonda e incisiva di Dave Vincent non la troverete nel primo gruppetto death metal che vi passa vicino alla stereo.

“Illud Divinum Insanus” non è il capolavoro che in tanti segretamente speravano di sentire, e continuo a pensare che il lato industrial avrebbe dovuto probabilmente essere sviluppato al meglio a parte ( magari con un ep bonus) , ma rimane un disco solido e godibilissimo che rimette i Morbid Angel in carreggiata dopo un disco senza anima o prospettiva come “Heretic”.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2011

Tracklist:

01. Omni Potens (02:28)
02. Too Extreme! (06:13)
03. Existo Vulgoré (04:00)
04. Blades of Baal (04:52)
05. I Am Morbid (05:16)
06. 10 More Dead (04:51)
07. Destructos Vs. the Earth / Attack (07:15)
08. Nevermore (05:07)
09. Beauty Meets Beast (04:56)
10. Radikult (07:37)
11. Profundis - Mea Culpa (4:05)


Sito Web: http://www.morbidangel.com/

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

9 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Enrico Figo

    Questo disco fa schifo. Tanto di cappello al recensore. A lui è piaciuto e rispetto la sua opinione e i suoi gusti però, mi dispiace… ma se questo disco è bello allora è finita, il metal è morto. Non parliamo di sperimentazioni per cortesia… quelle sono sempre le ben venute ma qui non c’è NIENTE di sperimentale, qua c’è solo merda messa in musica.

    Reply
    • Riccardo Manazza

      Secondo me state buttando il bambino con l’acqua sporca. Se alcune scelte possono lasciare legittimamente interdetti (anche se un paio dei brani più industrial li trovo comunque azzeccati), i brani più vicini al death metal secondo me sono ottimi. Sicuramente migliori di quanto fatto dagli stessi Morbid Angel nei dischi appena precedenti. Al contrario di voi penso che se davvero questo disco fa schifo, beh, allora il metal è più o meno tutto da buttare, perché di dischi molto migliori non ho sentiti di recente.

      Reply (in reply to Enrico Figo)
      • Enrico Figo

        Mah! onestamente le canzoni death metal sono banali all’ennesima potenza. Ti do un consiglio ascoltati In The Flesh dei Nader Sadek di Steve Tucker vale 100 volte questo disco dei M.A. . A mio modesto avviso il ritorno di Vincent è stato un male.

        Reply (in reply to Riccardo Manazza)
  2. Mauro Borin

    le parti industrial sono fatte male il brutto di questo disco è che mischia la merda con la cioccolata alcuni pezzi sono propio orribili

    Reply
  3. Mastercumswallower

    Quando un disco lascia scontenta la maggioranza del pubblico spesso è un ottimo disco. Come in questo caso.

    Reply
    • Enrico Figo

      Vorresti dire che il mondo intero non capisce assolutamente nulla di musica invece chi apprezza questo misero tentativo dei M.A. di copiare band tipo Ministry, Marilyn Manson, Rammstein, è un genio? va bene… mai pensato di fare il cabarettista? 🙂

      Reply (in reply to Mastercumswallower)
      • Alessio C.

        Il fatto è che per ora le rece in giro sembrano equilibrate tra quelle che lo stroncano o cmq lo trattano molto tiepidamente, e quelle invece che lo ritengono più o meno discreto o anche buono. Quindi non esiste “il mondo intero” a cui alludi e che sarebbe d’accordo nel dire che il disco fa schifo.

        E anche la sostanza delle recensioni è diversa: quelle che lo stroncano paiono tutte dire che sarebbe praticamente industrial metal e dintorni senza ombra di death metal del passato se non in un brano o 2, mentre quelle come appunto questa sostengono tutt’altro, che le influenze industrial ci sono eccome ma immerse in un disco e brani cmq death metal.

        Tutto questo come questione di principio e logica e basandosi appunto sui fatti, personalmente non l’ho ancora sentito quindi non mi esprimo.

        Reply (in reply to Enrico Figo)
        • Enrico Figo

          Io lo sto ascoltando tutti i giorni almeno 2 volte al giorno per vedere se riesco a salvare qualcosa ma più lo ascolto e più mi viene di abbassargli il voto. Io non sono il classico tipo intransigente e con i paraocchi. Ascolto di tutto dai Depeche Mode ai Napalm Death e ti dico che in – questo disco – non è contenuta musica di qualità. Misero tentativo di essere moderni e di rinnovare il suono ma il tutto è fatto per sommi capi. Qualche lampo c’è ma sono gocce di rugiada in un oceano di MERDA. Molte cose scopiazzate in malo modo da band tipo: Ministry, Rammstein, Marilyn Manson. I brani Death sembrano loro B-Sides riviste e corrette per tentare un amalgama con il resto del disco. Scempio.

          Reply (in reply to Alessio C.)
    • Alessio C.

      Beh detta così è esagerata in ogni caso (e a dirla tutta senza senso perché “ottimo” o meno è soggettivo come qualsiasi altra valutazione, non esiste insomma il valore oggettivo di un disco, musicista, gruppo o opera d’arte in genere -se non dal punto di vista storico, di influenza etc.- e poi quello che pensa la gente e gli appassionati: sono la stessa cosa per ogni singola persona), “spesso” no, ma è capitato e capita più di una volta, se intendi questo, che un disco stroncato all’uscita è stato poi rivalutato da molti nel tempo e con gli ascolti magari più approfonditi cercando di entrarci meglio dentro, contestualizzare il tutto, considerare gli anni di pausa passati magari non invano ma ascoltando da parte dei musicisti anche cose diverse dal solito etc.

      Questo si, sicuro, al di là di quello che pensi qualcuno con le sue facili ironie qui sotto, credo che tantissimi abbiano alla fine adorato o proprio messo tra i preferiti di sempre (o cmq rivalutati appunto trovandoli almeno piacevoli, ascoltabili) dischi che al primo impatto avevano schifato o non gli avevano detto nulla di particolare, a me è successo per vari dischi negli anni e a volte anche gruppi in toto.

      Reply (in reply to Mastercumswallower)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi