Maylene And The Sons Of Disaster – Recensione: II

Ci proponevano i Bible Of The Devil, in tutte le salse e fino allo sfinimento, e ci tenevano nascosti i Maylene and The Sons Of Disaster.

Eppure i confini musicali sono simili, laddove i Motorhead si incontrano con gli Iron Maiden e i Grund Funk Railroad. Però, laddove la Bibbia del Diavolo suona scontata e artefatta, i nostri Figli del disastro picchiano duro e sodo come non mai. Freschi, energici, divertenti, mai nuovi eppure mai banali, questi sei pazzi dell’Alabama riescono a non sbagliare nemmeno mezza canzone.

Da ‘Memories…’ alla conclusica ‘The Day Hell…’ si susseguono 40 minuti di riff sporchi e sudati, grossi e grassi come la tradizione redneck ci insegna da anni, incrociati ad aperture melodiche che nascono direttamente da un suono piu’ british, immediatamente cancellato da una voce che pare sputare tabacco ad ogni respiro.

Non servono altre parole, fateli vostri.

Voto recensore
7
Etichetta: Ferret Music / Andromeda

Anno: 2007

Tracklist: 01. Memories Of The Grove
02. Dry The River
03. Plenty Strong And Plenty Wrong
04. Darkest Of Kin
05. Raised By The Tide
06. Wylie
07. Death Is An Alcoholic
08. Everyone Needs A Hasting
09. Don't Ever Cross A Trowel
10. Tale Of The Runaways
11. The Day Hell Broke Loose At Sicard Hollow

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