Symphony X – Recensione: Iconoclast

“Iconoclast” è uno dei dischi più attesi dell’anno. Il ritorno sulle scene dei Symphony X, a quattro anni da “Paradise Lost”, aveva creato molte aspettative negli addetti ai lavori e nei fan della band considerata meritatamente, album dopo album, la portabandiera del power progressive metal di classe. E Sir Russel Allen ed i suoi compagni di viaggio non hanno deluso le attese grazie ad un’opera imponente, composta nella sua edizione deluxe ed estesa da due dischetti e dodici song di purissimo progressive all’ennesima potenza.

L’evoluzione del sound dei Symphnony X passa attraverso le chitarre di Michael Romeo, questa volta vero trascinatore del combo americano. Solo a tratti, infatti, “Iconoclast” mostra il lato più enfatico e sinfonico della band, prediligendo un prog thrash d’impatto, pesante come un macigno e devastante come un tornado. La title track posta in apertura rimanda al passato e al groove epico e corale di “The Odyssey”, ma già nel riff tritatutto si comprende l’indurimento esponenziale dei nostri. Lunga, sincopata, magniloquente, i dieci minuti di “Iconoclast” sono la summa della musica dei Symphony X, un vero e proprio pacchetto regalo da scartare. Ma con la successiva “The End Of Innocence” il registro cambia, eccome. Le tastiere di Machael Pinnella finisco in sottofondo e ci pensa Allen dietro al microfono a graffiare ed a tenere testa al guitar work nervoso di Romeo. La violenza di song come “Bastards Of The Machine” ed “Heretic” si sposano perfettamente con il concept, che descrive la lotta tra il genere umano e le macchine, una guerra che innesca solo dolore, morte e terrore. Questi i sentimenti che traspaiono dalle note di “Iconoclast”, un disco cupo, asciutto, drammatico solo superficialmente immediato. Non mancano i momenti prog, stiano tranquilli i fans, ma è soprattutto il drummer Jason Rullo a portare avanti l’anima dispari della band, con tempi mai banali e di sicuro effetto. Ciò che eleva i Symphony X rispetto a tutte le altre band di prog metal è la ricerca delle linee melodiche, dotate di una marcia in più e sempre convincenti, cantabili, trascinanti, nonostante un quadro strumentale che fa della tecnica il proprio fiore all’occhiello. Pulsante, in questo senso, la dolce “When All Is Lost”, introdotta da un pianoforte caldissimo, che cammina a fianco ad Allen, per poi esplodere in un pezzo sinfonico e corale, davvero da brividi.

Vi consigliamo di buttarvi a testa bassa sull’edizione speciale di “Iconoclast”, perché le tre bonus track chiudono il cerchio di quest’opera che merita applausi a scena aperta. I Symphony X sono ancora qua, parafrasando una frase di Vasco Rossi, dopo otto album dal grande spessore artistico, consolidando, come se ce ne fosse stato bisogno, la propria supremazia. L’avete atteso quattro anni, cosa aspettate a fare vostro “Iconoclast”?

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2011

Tracklist:

CD 1:

01. Iconoclast (10:53)
02. The End Of Innocence (05:29)
03. Dehumanized (06:49)
04. Bastards Of The Machine (04:58)
05. Heretic (06:26)
06. Children Of A Faceless God (06:22)
07. When All Is Lost (09:10)

CD 2:

01. Electric Messiah (06:15)
02. Prometheus (I Am Alive) (06:48)
03. Light Up The Night (05:05)
04. The Lords Of Chaos (06:11)
05. Reign In Madness (08:37)


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