Rivera Bomma – Recensione: I Am God

C’è da dire che il mondo è bello perché vario. Specialmente all’interno di un panorama vasto e variopinto come quello del metal.

Come non apprezzare i coraggiosi esperimenti tentati in passato da chi ha osato fondere i più antitetici elementi musicali in nuove ed interessanti commistioni? Specialmente quando i risultati, anche e soprattutto quando negativi, si sono dimostrati assolutamente esilaranti (e quindi, nonostante tutto, fruibili). Per fare un esempio, i Rhapsody: chi li ama li ascolta (banale, d’accordo); chi li odia, li ascolta lo stesso, se non altro per farsi qualche sana risata di fronte a tanta pacchianeria (per non parlare dei video).

E qui entra in scena, a smentire orde di puristi che vorrebbero associare alla musica più contundente del pianeta macabri testi splatter nel pieno rispetto degli stilemi degli anni 80, il rock evangelizzato. Volenti o nolenti, è un fatto da accettare: gli Stryper, vera band manifesto del genere, hanno sempre (o quasi) saputo unire a testi stucchevoli un lato musicale che spazia dal prog fino al power più melodico con gran gusto.

Ed è lo stesso caso dei Rivera Bomma, band (manco a dirlo) statunitense, con la missione di portare la fede in Cristo a noi poveri sciagurati miscredenti, in un linguaggio musicale comprensibile ad una massa di headbangers scalmanati.

Tralasciando le liriche, abbastanza scontate (titoli come ‘He Died For You’, ‘I Am God’ e ‘Holy One’ parlano da soli), il genere proposto è un hard rock dalle tinte pesantemente prog anni ’80, con sprazzi di power metal qua e là.Da non trascurare l’influenza in certi punti quasi smaccata dei Deep Purple (l’intro di ‘Riding High’ sembra rubato ad ‘Highway Star’). La voce di Jonny Bomma, calda e potente, ricorda alla larga quella di Ronnie James Dio, mentre la chitarra di Rod Rivera assomiglia palesemente al Petrucci prima maniera. La sezione ritmica svolge il proprio compitino senza mostrare particolari guizzi estrosi (e forse è proprio questo il neo compositivo della band). Stranamente fuori dalla lineup ufficiale è invece il tastierista Nick Rambaldi, il cui contributo si rivela essere determinante per la buona riuscita dei pezzi.

Voto recensore
7
Etichetta: Mausoleum / Audioglobe

Anno: 2006

Tracklist: 01.I Am God (intro)
02.I Am God
03.You Are My Child
04.He Died For You
05.Oh Girl
06.Riding High
07.Sing To Me
08.Help
09.Holy One
10.La Voz De Mi Guitarra (instrumen.)
11.Revelation/Midnight Sunlight

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