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Federico Martinelli/Moreno Lissoni/Gaetano Fezza – Recensione: I 100 Migliori Dischi Glam Metal – The Sunset (D)generation

Dopo aver dedicato volumi a NWOBHM, thrash metal, death metal, Tsunami da spazio anche al lato più colorato dell’ hard’n’heavy, ovvero il Glam Metal, tanto bistrattato da alcuni, adorato da altri, ma ascoltato in fin dei conti da tutti. Quale partner migliore se non Slam! Party Rock Zine, webzine specializzata nelle sonorità più spensierate del metal. La veste per parlare di glitter e stravizi è quella dei “100 Migliori Dischi…” formato che potrà anche non piacere ma che riesce comunque a trasmettere un infarinatura generale anche ai meno esperti.

“I 100 Migliori Dischi Glam Metal” è un bel volume, ben curato e sicuramente pregno di passione, scritto da autori che il genere l’hanno vissuto in prima persona. Fortunatamente non si scade mai nella soggettività e i commenti relativi a ogni disco sono sempre abbastanza equilibrati. Fa piacere rilevare come gli autori si soffermino più sul lato musicale che sui vizi e sul gossip che ha circondato le band trattate, cercando anche in qualche modo di ridare dignità a realtà, soprattutto, americane (gran parte ovviamente emerse nella scena di Hollywood) etichettate troppo superficialmente come fenomeni da baraccone per un look e un approccio visuale solitamente esagerato (a vedere quello che succede oggi su molti palchi forse verrebbe voglia di tornare ai rossetti e agli spandex verde acido). Si parla quindi di grande musica, rilevando come spesso molte band etichettate come Glam Metal si rifacessero spudoratamente ai grandi miti dell’hard rock, Ac/Dc, Cheap Trick, T.Rex e Zeppelin su tutti.

Sulla selezione degli album, qualcuno sicuramente avrà qualcosa da ridire, ma la scelta risulta decisamente soddisfacente. Qualche grande escluso c’è a favore però della riscoperta di qualche band più oscura che merita di essere rivalutata. Non manca inoltre anche qualche band italiana come The Boohoos e Miss Daisy. Manca invece, per scelta ben precisa, tutto ciò che è venuto dopo il 1994 (quindi anche tutta l’ondata scandinava del nuovo millennio) concentrandosi sul periodo aureo dell’hard rock glitterato, devastato poi dalla venuta del grunge ma anche da una formula che non ha saputo rinnovarsi nel tempo.

Ci sentiamo di consigliare l’acquisto del volume, sia ai più attempati che il decennio l’hanno vissuto in prima persona (magari per riscoprire una passione sopita) sia ai neofiti o a chi semplicemente non sa come districarsi tra le centinaia di full length glam metal e hard rock usciti tra gli anni ’80 e ’90.

“You Can’t Stop Rock’n’Roll”

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