Theodore Ziras – Recensione: Hyperpyrexia

Non ho idea di quanta fama a livello internazionale possa avere acquisito il nostrano Luciano Ligabue negli anni della sua carriera. Ascoltando però almeno due brani del disco d’esordio del chitarrista virtuoso greco Theodore Ziras viene da pensare che il suo nome abbia oltrepassato la frontiera, visto che l’inizio di “Child Of Scotland” riprende da vicino quello di “Balliamo sul mondo” e che “Solitude” somiglia molto a “Dove fermano i treni”, sempre nella sua parte iniziale. Per fortuna le escursioni nel pop più becero di Ziras si fermano qui: sarebbe impossibile infatti far convivere nello stesso disco un genere simile, un barbuto chitarrista dall’aria truce e un ospite d’eccezione (sia che piaccia o che non piaccia, è pur sempre un nome) che risponde al nome di Derek Sherinian. Per il suo debutto ufficiale, il chitarrista ellenico ha lavorato con pazienza e cura meticolosa per oltre due anni, ha utilizzato un titolo quasi impronunciabile che vuol dire prosaicamente “febbre alta” e si è scritto da solo la presentazione di tutti i brani, in modo da impedire qualsiasi interpretazione errata. Scopriamo così che “Such And Such” è stata scritta per rendere omaggio a Satriani, e si sente, che la velocissima e breve “Rapid Eye Movement” è un puro esempio di neoclassico suonato a 280 di metronomo, che “Seven Courses” è suonata in 7/8 e così via. Più che altro note tecniche per i chitarristi, che lasciano un po’ indifferenti i profani. Meglio puntare sui brani meno tecnici e più accessibili, come “Night Of The Dead”, quasi sei minuti di continui scambi tra chitarra e tastiere su riff pesanti, o “Salvation”, più tranquillo e semplice nella struttura. Theodore Ziras sicuramente sa suonare bene, ma forse è ancora molto ancorato alla strada dei suoi maestri, pertanto la maggior parte dei suoi brani non mostrano bene quale sia il suo vero stile, sempre che se ne sia costruito uno. Non male, certo, ma da rivedere.

Voto recensore
6
Etichetta: Sleaszy Rider Records

Anno: 2007

Tracklist:

1- Child Of Scotland
2- Such And Such
3- Rapid Eye Movement
4- Solitude
5- Seven Courses
6- Salvation
7- Number One
8- Night Of The Dead
9- Hyperpyrexia
10- Go East


anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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