Last Autumn’s Dream – Recensione: Hunting Shadows

Con la loro proposta musicale lieve, quasi accarezzata, un approccio spesso semi-acustico alle canzoni, i Last Autumn’s Dream costituiscono una mosca bianca nel panorama del rock melodico. A volte, in passato, la loro raffinatezza è andata a discapito dell’incisività, mentre per questo "Hunting Shadows", come e di più che nel precedente pur buono "Saturn Skyline", il discorso funziona. Le melodie sono ancor più ariose che in passato, specialmente nella prima parte, e la voce di Mikael Erlandsson è semplicemente splendida, sempre perfettamente riconoscibile per la capacità di restituire anche la minima sfumatura di un sentimento sempre uguale eppure – grazie a lui – sempre diverso.

Dopo l’eccellente opener "Strange Operation", permeata di nostalgia e supportata da uno straordinario lavoro al basso di Marcel Jacob, arriva lo splendido chorus di "Rainbow Sky". Quasi neoclassiche le melodie drammatiche di "My Alibi", e sulla stessa vena prosegue anche "Lost In Moscow". Perfetta nella sua tradizionalità la ballad "I’m Not Supposed To Love You Anymore". Va detto, poi, che l’album attraversa una fase in cui i Last Autumn’s Dream smarriscono la loro peculiarità e infilano un paio di pezzi più convenzionali, prima della convincente "War Of Your Worlds" e del chorus liberatorio di "Save Our Love". Perfetta nello spirito e nell’effetto la chiusura a cappella di "Overnight Sensation".

Nel complesso, quindi, al di là di un paio di filler nella parte centrale, "Hunting Shadows" è davvero un grande album, perfetto per gli amanti del lato più romantico del rock melodico.

Voto recensore
7
Etichetta: Escape/Frontiers

Anno: 2008

Tracklist: 01. Strange Operation
02. Rainbow Sky
03. My Alibi
04. I'm Not Supposed To Love You Anymore
05. Lost In Moscow
06. R U Ready To Rock N Roll
07. Serenity
08. War Of Your Worlds
09. Save Our Love
10. Every Beat Of My Heart
11. Overnight Sensation

giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Capitan Andy

    …sempre meglio….si rimane nell’ olimpo della musica rock melodica!!! partenza un po’ originale con strange operation che contiene una strana melodia ma gia’ dalla traccia n.2 si susseguono canzoni veramente riuscite! un altro must girls and boys!!!!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi