Angra – Recensione: Hunters And Prey

Dato il buon successo di critica e pubblico riscosso da ‘Rebirth‘, i rinati Angra della premiata ditta Loureiro&Bittencourt rilasciano a breve distanza un Ep destinato in primis al fan in cerca di rassicuranti conferme. ‘Hunters And Prey‘ nelle tre composizioni inedite si limita infatti a dispensare una nuova dose di elegante powermetallo dall’accentuata inflessione pomp e sorretta da melodie di ampio respiro, senza accantonare (specie nella title-track) le sfumature etniche ormai trademark del gruppo. Sparita la voglia di osare, la band brasiliana opta dunque per la cristallizzazione ad alto livello di uno stile inconfondibile, decidendo di sfuttare la duttile (ancorchè in cerca di un’identità più definita, fra richiami ‘Lioneschi’, echi di Matos, ammiccamenti a Labrie e tributi a R.J.Dio in ‘Eyes Of Christ‘) ugola di Edu Falaschi per enfatizzare la fruibilità delle proprie composizioni. Obbiettivo centrato in pieno dal punto di vista formale-esecutivo, anche se la scintilla creativa che in passato animava il quintetto oggi non risplende così vigorosa. La cover di ‘Mama‘ dei Genesis, intoccabile nella calligrafica realizzazione quanto piatta a livello di pathos e personalità, probabilmente rappresenta un segnale preciso in tal senso.

Etichetta: Athreia / Edel

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Live And Learn / Bleeding Heart / Hunters And Prey / Eyes Of Christ / Rebirth (acoustic edit version) / Heroes Of Sand (acoustic version) / Mama / Caça E Caçador (Hunters And Prey portuguese version)


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