Scorpions – Recensione: Humanity Hour 1

Potenti, moderni eppure sempre con un gusto innato per la melodia: questi i sorprendenti Scorpions versione 2007. ‘Humanity Hour 1’ è un album che dividerà sicuramente i fan della band teutonica tra conservatori e progressisti. Ai primi ci si sente di dire che l’anima melodica di Klaus Meine e compagni è comunque il faro anche in questa nuova avventura, che continua a regalare chorus memorabili, seppur mescolati ad un sound che è stato accostato al new metal, ma che la produzione immacolata di James Michael e Desmond Child rende estremamente più raffinato. A livello di lyrics, siamo di fronte alla prima parte di un concept incentrato piuttosto genericamente sui problemi dell’umanità e sul mondo in declino. Allegria a parte, ‘Humanity Hour 1’ è un deciso passo avanti rispetto al passato recente della band anche a livello qualitativo, e potrebbe aprire nuovi orizzonti di pubblico agli Scorpions.

Sintesi perfetta di queste due tendenze, la tradizione e lo slancio verso il futuro, è un pezzo come ‘The Game Of Life’. Quanto al passato, emozionante alla vecchia maniera ‘We Were Born To Fly’ (sentire il basso pulsante), richiami che vanno ai classicissimi Queen nella parte introduttiva di ‘The Future Never Dies’, che poi si trasforma in una semplice ed efficace ballad strappalacrime, di quelle che gli Scorpions sanno regalare con gran classe; e poi un’altra ballad tradizionale, ma decisamente più ordinaria e scolastica, ‘è ‘Love Will Keep Us Alive’. Buona, sempre per quanto riguarda l’anima più melodica della band, la mid-tempo ‘Love Is War’. Rocciosa e decisamente moderna l’opener ‘Hour 1’, così come la semplice eppure fantastica ‘321’, Schenker e Jabs a macinare riff prima del liberatorio chorus. Sorprendente, significativa ed efficace la partecipazione di Billy Corgan a ‘The Cross’, ma il capolavoro gli Scorpions lo tengono in serbo per il gran finale: ‘Humanity’ emoziona, poi aggredisce in uno scoppio di sana rabbia.

Inutile dire che le performance di tutti i musicisti sono ineccepibili, vale la pena però sottolineare come la voce di Klaus Meine ben si adatti ai nuovi scenari musicali della band. Scenari intriganti, che mutano la prospettiva eminentemente “commerciale” e legata ad un certo tipo di percorso nell’hard rock più classico che ha da sempre contraddistinto gli Scorpions. Nuovi territori che, si spera, la band continuerà ad esplorare con successo. Con buona pace di chi già li sta tacciando di “tradimento” o altre cose del genere. L’entusiasmo con cui sono stati accolti al recente Gods Of Metal, del resto, già rivela chi è in maggioranza.

Voto recensore
8
Etichetta: Sony BMG

Anno: 2007

Tracklist:

01. Hour I

02. The Game Of Life

03. We Were Born To Fly

04. The Future Never Dies

05. You're Lovin' Me To Death

06. 321

07. Love Will Keep Us Alive

08. We Will Rise Again

09. Your Love Song

10. Love Is War

11. The Cross

12. Humanity


giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi