Void Of Silence – Recensione: Human Antithesis

L’Antitesi Umana: la colonna sonora ideale di sorde preghiere scalfitte nel cielo e di sogni spezzati lasciati ad annegare nel nulla.

Un gorgo sonoro malsano e seducente in cui confluiscono l’opprimenza del doom, eteree partiture ambient e occasionali riflussi black metal: la terza fatica dei Void Of Silence stupisce ancora una volta per la capacità di concretizzare il tutto in un’opera dal rigore formale e compositivo inattaccabile. Esemplare in questo senso la magniloquenza della title-track, suite di oltre venti minuti divisa in tre momenti, che diventa teatro per il nuovo e determinante valore aggiunto della band: l’innesto infatti di Alan Nemtheanga, già nei Primordial, dona nuova linfa ed offre nuove possibilità precedentemente inesplorate, dividendosi tra momenti recitativi, screams ed un pulito sofferente, dove non è improbabile cogliere sullo sfondo alcuni richiami ai My Dying Bride (‘To A Sickly Child’).

Ma risulta comunque compito improbo sezionare un lavoro concepito per essere apprezzato nella sua interezza e fondamentalmente inscindibile, per quanto sia indubbiamente doverosa una menzione all’agghiacciante rilettura, ai limiti del folk apocalittico, del “Rinnegamento Di San Pietro” (tratto dai "Fiori Del Male” di Baudelaire), che vede la convincente partecipazione di Atratus dei Tronus Abyss alla voce.

Un risultato austero e marziale ma al tempo stesso perversamente sacrale, ‘Human Antithesis’ saprà conquistarvi oppure allontanarvi del tutto: ma in ogni caso non vi lascerà indifferenti.

Voto recensore
8
Etichetta: Code666/Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist: 01.Human Antithesis
Part I – The Dream Ends
Part II – Empty Prayers
Part III – Black Propaganda
02.Grey Horizon(M.P.H. MMIV)
03.Untitled
04.To A Sickly Child
05.Dark Static Moments
06.CXVIII

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