The Provenance – Recensione: How Would You Like To Be Spat At

Nero pece rischiarato da rasoiate di luce: così si presenta ‘How Would You Like To Be Spat At", nuova fatica dei The Provenance. Dopo un eccellente esordio ed un secondo disco più nella media, è il momento del terzo album per il quintetto svedese, che sa rinnovarsi con coerenza: rispetto al passato infatti il risultato è volutamente ostico e di non facile presa, permeato da atmosfere cupe ed oppressive, muovendosi su territori obliqui a cavallo tra l’avantgarde degli Arcturus più "lineari" e le melodie dei The Gathering costretti a fronteggiare il proprio lato oscuro.

I brani sono costruiti su strutture spesso spezzate e nervose dove però non manca il senso della melodia, come in ‘Heroine’, imbastite su di un tappeto sonoro sicuramente debitore della tradizione psichedelica e progessive degli anni Settanta, soprattutto per quanto riguarda le tastiere; dal punto di vista vocale diminuiscono i duetti tra Emma Hellstrom e Tobias Martinsson (quest’ultimo abbandona poi del tutto il growl, per dedicarsi solo alla voce pulita), presenti però ad esempio nell’iniziale "WOH II TSC", ed i brani vengono più o meno equamente spartiti tra i due cantanti, con una leggera prevalenza della voce femminile, esaltata nei momenti più atmosferici.

Opera intricata e sfuggente, ‘How Would You Like To Be Spat At" sa svelarsi solo con dedizione e pazienza, ma saprà certo ricompensare l’ascoltatore più attento: un ottimo ritorno.

Voto recensore
8
Etichetta: Scarlet/Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01.WOH II TSC
02.Heroine
03.Catching Scarlet In The Sun
04.How Would You Like To Be Spat At In The Face?
05.Some Gossip On Stealing A Spouse
06.Going Down
07.Considering The Gawk, The Drool, The Bitch And The Fool
08.Kick You So Hard
09.About A Whore, About A Kill...
10.Speeding To Get By

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