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House Of Lords – Recensione: Saint Of The Lost Souls

Quasi come se ci fosse ancora nella band l’ex Angel, Gregg Giuffria, “Saint Of The Lost Souls” si apre con le tastiere pompose di “Harlequin” (nel video suonate dal nostro Michele Luppi) per tramutarsi in un pezzo trascinante dal bridge azzeccato (ancor più del chorus).

A differenza di album potenti come i recenti “Indestructible” o “Precious Metal” per il decimo album della compagine americana notiamo una produzione più asettica (la batteria sembra quasi finta) e la voce di James Christian al limite delle sue possibilità; i suoni, tra i quali si salvano solo le parti di chitarra solista, rimandano al non esaltante periodo di “The Power And The Myth” (“Oceans Divide”).

In generale il pacchetto di canzoni ci sembra mediocre rispetto ad altri album degli House Of Lords forse anche per il fatto che Jimi Bell e James Christian immettono sul mercato prodotti discografici con una frequenza d’altri tempi (praticamente non si sono mai fermati da quando hanno preso le redini della band in concomitanza della pubblicazione di “World Upside Down”) e ciò a discapito di una qualità che non può essere sempre al top (“Hit The Wall”); d’altro lato abbiamo anche tracce piacevoli come la title track con una bella linea vocale ed un Bell incontenibile nella porzione centrale.

Questo alternarsi di tracce appena sufficienti e momenti ben concepiti relega “Saint Of The Lost Souls” tra gli album di seconda fascia degli House Of Lords che rimangono comunque tra i maggiori alfieri del melodic hard rock equamente suddiviso tra melodie ficcanti e robustezza metal.

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