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Heroes And Monsters – Recensione: Heroes And Monsters

Nomi collaudati e band tutta nuova. Non la si potrebbe forse descrivere in modo più succinto la genesi di questo nuovo trio votato all’hard rock, che vede nelle sua fila tre musicisti con esperienza da vendere e – evidentemente – ancora tanta energia in corpo da canalizzare suonando la musica che amiamo. Todd Kerns è cantante e polistrumentista, ma anche compositore e produttore: bassista con Slash featuring Myles Kennedy and the Conspirators, Kerns è anche il frontman della band canadese The Age Of Electric, dei Toque e del progetto di Bruce Kulick di Kiss-iana memoria. Stef Burns è già piuttosto conosciuto nel nostro Paese per essere il chitarrista di Vasco Rossi ma non vanno certamente trascurati i suoi trascorsi con Sheila E., Berlin, Huey Lewis & The News, Y&T ed Alice Cooper. Il batterista Will Hunt, infine, è impegnato dal 2007 con gli Evanescence ma può vantare collaborazioni con Dark New Day, Black Label Society, Staind, Vince Neil, Tommy Lee, Slaughter, Michael Sweet (Stryper), Crossfade, Dirty Shirley (George Lynch) ed altri ancora. Verissimo che è giunta l’ora di passare all’ascolto di questo debutto… ma in effetti la quantità di esperienze che è possibile ritrovare in una formazione così essenziale, come quella del trio, non può non predisporre ad una certa benevolenza durante l’ascolto di “Heroes And Monsters”…

Heroes And Monsters - "Raw Power" - Official Music Video | Todd Kerns, Stef Burns, & Will Hunt

Lungo una quarantina di minuti, il disco sembra rispecchiare fedelmente l’anima – e la storia – dei suoi esecutori, mescolando con tocco esperto trame più classiche e seventies (“Break Me”) con un approccio fresco e moderno (“Set Me Free“), inevitabile dal momento che sul palco salgono (idealmente) tre artisti costantemente impegnati in genere differenti e ad ogni latitudine. L’impatto delle composizioni va ben oltre la struttura apparentemente scarna di chitarra, basso e batteria: i brani suonano al contrario piuttosto pieni ed avvolgenti, favoriti dalla personalità straripante di Kerns e dall’imponente lavoro di chitarre firmato da Burns (“Blame”): canzone dopo canzone la sua presenza appare sempre più fondamentale per definire il suono di questo album d’esordio, nel quale ritmiche aggressive e riff taglienti vengono in qualche modo mitigati, o forse solo ricontestualizzati, dallo stile più sanguigno del cantante. Collocati idealmente tra Alter Bridge e Motley Crue più recenti (“Raw Power”), brillanti come gli ultimi Skid Row, ruvidi come i Warrior Soul ma anche capaci come una consumata band grunge di non perdersi nelle banalità dell’introspezione (“Angels Never Sleep”), gli Heroes And Monsters non concedono un attimo di tregua, sempre alla ricerca di un divertimento ruspante, di uno stile efficace che non vada troppo per il sottile e di un ritornello che, possiamo immaginarlo, quando eseguito dal vivo assumerà una forza ancora più trascinante e dirompente.

Ciò che più caratterizza questa nuova formazione è un approccio dritto al punto e genuinamente live che, con ogni probabilità, troverà la sua massima espressione nei concerti che il trio terrà proprio in Italia nel corso del mese di Febbraio, e che dopo l’ascolto di questo album si preannunciano come momenti infuocati di distrazione e trasporto collettivo. Privilegiando quel dinamismo fisico proprio dell’esecuzione dal vivo, la band americana si ritrova probabilmente a soffrire un po’ lo spazio angusto del ciddì, per non parlare delle castrazioni tipiche dei file compressi e di quelli in streaming. “Heroes And Monsters”, che presenta canzoni piene di energia ma non immediatamente accattivanti (“I Knew You Were The Devil”), si gusta insomma ballando, saltando o suonando un po’ di chitarra immaginaria, avvertendo ed assecondando le sue scosse ancor prima che mandando a memoria le sue rime. Per rendere al meglio, questa musica ha bisogno di respiro e coinvolgimento, di masse d’aria da spostare, di un pubblico di tutte le età che si lasci andare alle note di una “Let’s Ride It” consapevole che in fondo non è sempre necessario fare la storia per lasciare una buona prima impressione: bastano un poco di onestà, e di sudore, per godersi della bella musica come questa ed i quaranta minuti di legna che essa porta orgogliosamente in dote.

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