Metallus.it

Sabaton – Recensione: Heroes

I Sabaton sono ormai una delle band di punta della potentissima Nuclear Blast. Lo confermano gli squilli di trombe e fanfare con cui è stata presentata questa ultima dichiarazione di guerra degli svedesi, “Heroes”, settimo disco in carriera e primo con la nuova line-up. Joakim Brodén e soci sono ormai i pionieri incontrastati del power metal più epico e battagliero, borchiato e ruggente, un mix di energia, coralità e solennità, che dal vivo non fa prigionieri.

I Sabaton sono da sempre sinonimo di potenza inaudita ed anche “Heroes” si rivela un album devastante. La ricetta è sempre la stessa, quella ormai collaudata e che ha permesso ai nostri di conquistare in giro per il globo uno stuolo di fan impressionante: killer song che sfrecciano come proiettili, guitar riff pesanti come macigni e refrain irresistibili, che trasformano ogni canzone in un potenziale singolo ed hit dal vivo. L’opener “Night Witches” ci porta direttamente davanti al plotone di esecuzione, con i suoi stacchi che risuonano come cariche di fucile, per una cavalcata incalzante ed epica nelle melodie, mentre “Inmate 4859” introduce le tastiere (suonate dallo stesso Brodén), che danno un tocco sinfonico all’atmosfera. Rispetto al passato le keys si inseriscono perfettamente nel comparto sono, senza risultare stucchevoli, come nella marziale “Far From The Flame”. I Sabaton evitano di addentrarsi sui sentieri dello speed metal e della doppiacassa a tutti i costi, preferendo up tempo classicamente heavy, in cui i cori “da stadio” sono la conditio sine qua non per fare breccia sull’ascoltatore (perfetto in questo senso il singolo “No Bullets Fly”). “Heroes” introduce in alcuni momenti anche strumenti più vicini al folk metal, come nella western “To Hell And Back”, senza perdere mai, però, la propria carica emotiva. I Sabaton si cimentano anche in una epic ballad, “The Ballad Of Bull”, in cui un pianoforte e gli archi tracciano la strada da seguire, ma la somiglianza con la mitica “Heart Of Steel” la rende fin troppo prevedibile.

“Heroes” è valorizzato ulteriormente da una produzione fragorosa ed impeccabile e da un artwork a tema e, come da tradizione, differente per le diverse edizioni dell’album. Chi va matto per le tematiche storiche affrontate dai Sabaton (che approfondisce il leader Joakim Brodén nell’intervista), sarà già in assetto di guerra, pronto per questo nuovo conflitto bellico. Chi invece rimprovera i nostri di prendersi troppo sul serio, ritenendoli poco inclini all’innovazione, avrà già iniziato la propria battaglia mediatica con attacchi su tutti i fronti.

Exit mobile version