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Heretoir – Recensione: Heretoir

Heretoir è un progetto black metal tedesco, gravitante da qualche anno nella scena underground, e dedito alle sonorità depressive/shoegaze portate in auge da band come Alcest, Lantlos, Amesoeurs, Gris, Lifelover.

Il duo composto dal main-man Eklatanz e Nathanael consegna, con questo lavoro auto intitolato, nove canzoni che cercano di bilanciare le spinte più melodiche e atmosferiche con gli istinti ferali tipici del black.

Il risultato però non sempre convince a dovere, soprattutto a causa di una modesta originalità di fondo, che fa il paio con una scelta di suoni non sempre riuscita (pessimi in questo senso i suoni del drum-kit, “Fatigue” è indicativa, a riguardo) e comunque troppo dedita al riverbero.

Molto riuscita “Retreat To Hibernate”, probabilmente il pezzo migliore del lotto, capace di suscitare le cupe emozioni a cui questo genere si abbevera. Buoni, seppur molto convenzionali, alcuni spunti di “Graue Bauten” e della lunga, conclusiva title-track.

A differenza di molte band simili, agli Heretoir sembra mancare la necessaria personalità. Non vi è traccia della poesia degli Alcest, dello spirito punk di Amesouers, o della schizofrenia dei Lifelover, per ritornare alle band citate in apertura, ma piuttosto un tradizionale black metal (“Weltschmerz”) con ambizioni moderniste che, al momento, restano irrisolte.
Sufficienti, ma niente più.

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