Orianthi – Recensione: Heaven In This Hell

Orianthi è una chitarrista di assoluto livello, possiede una voce calda e sensuale, una presenza carismatica e l’abilità di proporre canzoni di facile consumo che si immergono pienamente nella tradizione del rock americano più easy listening di ultima generazione.

Forse basterebbero queste poche considerazioni e l’ascolto di un paio di brani per rendersi conto se la proposta della bionda musicista può avere il giusto appeal per ognuno di noi, ma in realtà la curiosità di ascoltare cosa viene fuori dal dettaglio della tracklist non ce la vogliamo risparmiare.

La title track e “You Don’t Wanna Know” aprono quindi il disco con un chiaro timbro rock che sovrappone alla struttura semplice linee vocali azzeccate e i prevedibili ricami chitarristici, sempre dosati con gusto e pensati per lasciare comunque spazio alla melodia centrale.

Più bluesy e incentrata sul groove è invece “Fire”, ma comunque siamo a tre brani su tre che non mancano di essere piacevoli e largamente digeribili dal primo ascolto. Si tratta forse questo il punto più controverso di questo lavoro, ma anche degli altri addebitabili alla fascinosa Orianthi. In fondo le sue doti potrebbero tranquillamente permetterle un viaggio musicale più ardito, ma la scelta “commerciale” rimane coerente per tutta la durata del disco e anche se molte sono le song che mostrano una certa abilità nel centrare la giusta melodia rimane il dubbio che si potesse dare un po’ più spazio all’estro strumentale che invece spesso pare solo di accompagnamento o relegato più a fare da sfondo che da punto trascinante delle composizioni.

Come messo ben in chiaro da brani come la ballata “How Do You Sleep?” o il facile rock di “Frozen” la tracklist si pone l’obiettivo di intrattenere più che quello di stupire e in questo senso il risultato è di innegabile livello.

Su dodici song non si può sinceramente dire ci siano infatti dei riempitivi inutili e anche i brani dal gusto pop come “Rock”, “Another You” o “If U Where Here With Me” mostrano come il lavoro di scrittura sia stato fatto con mestiere e seducente abilità (visto che molte canzoni portano anche la firma di Dave Stewart, che produce anche il disco, la cosa non ci sorprende).

Non si può quindi certo dire che “Heaven In This Hell” sia un disco rivoluzionario , ma altrettanto indubbiamente che si aspetta un bel prodotto confezionato sui dettami del rock mainstream non avrà di che lamentarsi.

Voto recensore
7
Etichetta: Waterfront Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Heaven In This Hell
02. You Don't Wanna Know
03. Fire
04. If U Think U Know Me
05. How Do You Sleep?
06. Frozen
07. Rock
08. Another You
09. How Does That Feel?
10. Filthy Blues
11. If U Were Here With Me
12. Better With You


Sito Web: http://orianthi.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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