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Head Of The Demon – Recensione: Sathanas Trismegistos

A circa tre anni e mezzo dal debut album omonimo, gli svedesi Head Of The Demon tornano con la seconda fatica sulla lunga distanza, “Sathanas Trismegistos”. Se l’opera prima vedeva il collettivo di Stoccolma concentrato su di un black/doom vicino al concetto di estremo elaborato dai Celtic Frost, il nuovo album cambia invece buona parte dell’impostazione espressiva, restando però ancorato alle tematiche di carattere esoterico/lovecraftiano care ai nordeuropei.

Composto da sei brani di durata medio/lunga (tra i sette e i nove minuti l’uno) “Sathanas Trismegistos” preferisce senza dubbio la componente di doom classico, ancorandosi agli stilemi tradizionali del genere e lasciando che la matrice black faccia capolino solo in brevi occasioni e principalmente a livello di atmosfere e nella struttura delle liriche.

Il disco propone infatti un approccio alla musica “minimale”, fatto di esecuzioni semplici dove le chitarre granitiche avanzano costanti come nella recitazione di un mantra, mentre la sezione ritmica procede continuativa in questo platter dove il suonato ha un ruolo ben più importante della voce. Segnaliamo come il vocalist Johannes (anche chitarrista) abbia abbandonato lo screaming a favore di tonalità pulite, comunque ruvide e gutturali.

Poche le variazioni ma intense le sensazioni fredde e sepolcrali tra le pieghe del disco, tessute da melodie portanti che arrivano subito al dunque, come appare chiaro già nell’opener “Nox, Est, Lux”, che poggia su passaggi di chitarra nervosi e d’effetto. Convincono in particolare la titletrack che avanza lenta come una colata lavica e possiede un feeling bluesy pronto a dare spazio a un breve irrobustimento in chiave black prima del termine, ancora “Maleficium”, disarticolata e con riferimenti alla psichedelia d’antan e “L.L.L.” che, introdotta da misteriosi cori monastici, prosegue rigorosa e lineare mentre la voce perpetua una sorta di formula magica.

Al di là di un tessuto sonoro che insiste ancora un po’ troppo sulle ripetizioni e privo di sorprese, gli Head Of The Demon continuano a proporre lavori interessanti sia sul piano lirico che espressivo. Teniamoli d’occhio e vediamo quale direzione sceglieranno in futuro.

 

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