Municipal Waste – Recensione: Hazardous Mutation

Davvero niente male questo ‘Hazardous Mutation’, full-length ad opera dei Municipal Waste, band della Virginia che ci propone un thrash/hardcore divertente e scanzonato. Sedici schegge impazzite e velocissime che raramente toccano i due minuti di durata, eppure così orecchiabili e cariche di humor che vi rimarranno impresse anche dopo un solo ascolto. Sedici inni alla musica metal, al sesso malato, alla birra, all’ironia noir che vi trascineranno in un headbanging indiavolato. E’ difficile stare fermi ascoltando ‘Unleash The Bastards’, ‘The Thrashin’ Of The Christ’, ‘Mind Eraser’ o ‘Set To Destruct’, che nella loro velocità esecutiva uniscono a un sound debitore agli S.O.D. e ai riffoni trascinanti degli Anthrax, venature rock’n’roll alla Motorhead e a un’attitudine punk un po’ Napalm Death, sebbene molto più goliardica e meno esasperata. Stupisce come ogni singolo pezzo, nonostante la sua brevità, vanti una forma canzone ben definita, con un refrain sempre piacevole e dei ritmi fulminei ma scanzonati. Certo, il fantasma degli S.O.D. e degli Anthrax aleggia insistente e si potrebbe dire che i nostri Municipal Waste abbiano scoperto l’acqua calda, ma gli americani sopperiscono al gap di personalità con una grinta da vendere, doti tecniche pregevoli e soprattutto, una gran voglia di divertirsi. Date pure una chance ai Municipal Waste e preparatevi a 30 minuti di sano pogo.

Voto recensore
7
Etichetta: Earache / Self

Anno: 2005

Tracklist:

01.Intro/Death Ripper
02.Unleash The Bastards
03.The Thing
04.Blood Drive
05.Accelerated Vision
06.Sample
07.Guilty Of Being Tight
08.The Thrashin’ Of The Christ
09.Hazardous Mutation
10.Nailed Casket
11.Abusement Park
12.Black Ice
13.Mind Eraser
14.Terror Shark
15.Set To Destruct
16.Bang Over


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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