Hatebreed + Crowbar: Live Report e Foto della data di Trezzo sull’Adda

Mentre all’ippodromo di San Siro si registrava un sold-out con i Green Day, in quel di Trezzo sull’Adda invece poche presenze per la combo Crowbar & Hatebreed con gli ultimi impegnati nel tour europeo per i 30 anni di carriera. Ancora ricordo i miei pomeriggi adolescenziali ad ascoltare gli americani caricandomi di rabbia e sembra davvero successo ieri! Gruppo spalla speciale per questa celebrazione che puntuali alle 20:30 li vede salire sul palco.

CROWBAR

Gli americani salgono accompagnati da lunghi applausi dei presenti che, nonostante le poche teste, si fanno sentire, e Kirk mostra di apprezzare molto. Partono con “Burn Your World” e il loro tipico sound che li ha resi celebri sin dal 1990, pochi effetti luce e il pannello LED alle loro spalle con semplicemente il logo della band. Un palco essenziale, come anche l’attitudine dei Crowbar, per cui ciò che conta è solo la musica. Da notare che chi scrive li vede esibirsi dal vivo per la prima volta; ero quindi molto curioso di come potesse essere un loro concerto e devo dire che le aspettative non vengono disattese. Posizionandomi vicino al palco ho potuto constatare l’ottima qualità audio, soprattutto di Todd Strange al basso ma in linea generale di tutti i componenti. 

Il concerto continua con un singolo preso dal loro ultimo disco, “Zero & Below“, chiamato “Chemical Gods” suonando poi senza pause per circa 45 minuti in cui si andranno a toccare solo sei dei dodici dischi usciti finora. Poco male, non serve molto a capire il loro mood sul palco, che ti porta in pochi riff a muovere la testa a ritmo con qualche spintone durante le canzoni più importanti della loro storia, come “Negative Pollution”, “Fixation” o la conclusiva “All I Had (I Gave)”.

Davvero un ottimo inizio di serata e finalmente anche i Crowbar vengono depennati dalla personale lista di artisti assolutamente da vedere almeno una volta.

Setlist:

01- Burn Your World
02- Chemical Gods
03- Negative Pollution
04- To Build A Mountain
05- The Cemetery Angels
06- Fixation
07- Bleeding From Every Hole
08- Planet Collide
09- Like Broken Glass
10- All I Had (I Gave)

HATEBREED

Prima di vederli salire sul palco ci sarà un lungo video con un sacco di messaggi da parte di diversi artisti, come Gary Holt, Doro o Randy Blythe, che omaggiano gli Hatebreed e la lunga carriera. Una cosa davvero molto bella, anche perché fatico ancora a credere che abbiamo già trent’anni di carriera alle spalle. Dopo questa intriduzione, la band ci accoglie con “To The Threshold”, seguita subito da “Live For This”, che caricano i mosher sin dal primo istante. Jasta salta come un grillo sul palco e spinge i presenti a fare lo stesso canzone dopo canzone; nonostante il Live Club sia pieno a metà, questo non sembra aver importanza per gli Hatebreed. Tutta la band cerca di dare il meglio di sé e di raccogliere il pubblico sotto palco, richiamando continui circle pit e walls of death e proseguendo con il live senza una pausa con canzoni come “Tear It Down”, “Looking Down The Barrel Of Today” e tante altre, che caricano sia la folla che la band. Tra una canzone e l’altra c’è sempre Jasta che intrattiene il pubblico e presenta ciascun membro della band, fino ad arrivare alla decima canzone, “In Ashes They Shall Reap”, momento in cui si proseguirà con la scaletta in base alla preferenza di noi spettatori. Sarà infatti compito nostro fare più casino nel momento in cui Jasta presenterà il disco dal quale verrà preso il singolo da suonare. Una bella iniziativa per due motivi: prima di tutto i musicisti dimostrano una certa duttilità e conoscenza della propria discografia (non banale per una band con trent’anni di carriera), ma soprattutto a ogni sera si ascolterà (e per loro si suonerà) qualcosa di differente.

Quindi la seconda parte del concerto sarà completamente nelle nostre mani, andando a scegliere il nostro disco preferito selezionando ben cinque singoli da “The Rise Of Brutality” e il suo apice con “Destroy Everything”. Poi troveranno posto anche “Last Breath”, “Perseverance” e la protagonista indiscussa della serata: “Ball Of Death“! Verrà lanciata sul pubblico infatti una palla gonfiabile con scritto “Ball of Death” invece del solito Walls of Death. Trovata simpatica, che rende partecipe anche chi (come il sottoscritto) preferisce godersi il concerto nelle retrovie.  Alla fine saranno ben ventidue le canzoni che suoneranno a Trezzo sull’Adda, con il tris finale composto da “Seven Enemies”, “Doomsayer” e “I Will Be Heard”.

Un bellissimo concerto che consacra la band anche qui da noi; peccato solo per le poche presenze perché meritavano sicuramente qualche testa in più, non solo per la lunga carriera, ma anche per l’impegno messo questa sera!

Setlist:

01- To the Threshold
02- Live for This
03- Tear It Down
04- Looking Down the Barrel of Today
05- This Is Now
06- As Diehard as They Come
07- Betrayed by Life
08- Driven by Suffering
09- Everyone Bleeds Now
10- In Ashes They Shall Reap
11- Proven
12- Smash Your Enemies
13- Destroy Everything
14- Honor Never Dies
15- A Lesson Lived Is a Lesson Learned
16- Last Breath
17- Perseverance
18- Empty Promises
19- Defeatist
20- Seven Enemies
21- Doomsayer
22- I Will Be Heard

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