Hard Stuff – Recensione: Bulletproof

A volte un supergruppo (definizione data a band formate da musicisti già famosi ed affermati, provenienti da altre formazioni) è legittimamente tale pur rimanendo un nome di culto e avendo i suoi componenti militato in band magari non proprio famosissime. Quello di cui andiamo a parlare è a tuti gli effetti un grandissimo supergruppo, anche se oramai dimenticato dai più e derivante da band che a loro volta, pur avendo un livello musicale elevatissimo, non hanno mai avuto il successo che avrebbero meritato e si possono definire a loro volta di culto.

Stiamo parlando degli inglesi Hard Stuff, una magnifica meteora che all’inizio degli anni ’70 ha prodotto musica di straordinaria qualità.

La storia inizia quando il chitarrista – cantante John Cann (già leader degli Andromeda) e il batterista Paul Hammond lasciano la loro band madre, gli immensi Atomic Rooster, per dissensi di direzione musicale col loro leader, il tastierista Vincent Crane, decidendo di formare un nuovo gruppo. A loro si uniscono prima il cantante Harry “Al” Shaw e poi il bassista – cantante John Gustafson, proveniente dai Quatermass (ma con vari precedenti importanti fra cui i Merseybeats e un ruolo nel musical “Jesus Christ Superstar”), che col loro unico disco del 1970 avevano scritto una delle più belle pagine hard prog di sempre. Il cantante lascia la band durante le registrazioni del disco di debutto e il suo posto viene preso da Cann e Gustafson, che già ricoprivano quel ruolo nelle band di provenienza.

Il disco, prodotto dalla band stessa, esce nel 1972, col titolo “Bulletproof” per l’etichetta dei Deep Purple, la Purple Records, probabilmente anche per il fatto che la loro intensa attività live li vedrà aprire i concerti per i Deep Purple stessi (oltre che per gli Uriah Heep), anche per qualche data italiana.

L’apertura affidata a “Jay Time” è costruita su un riff spezzato e ripetuto, con la linea vocale di Cann che lo segue. Si passa alla potentissima “Sinister Minister” (che assieme al r’n’r “Hobo” era uscita come singolo l’anno precedente), fra riff quasi sabbathiani e ritornello rock’n’roll in cui Gustafson ricopre il ruolo di cantante. Lo fa anche in “No Witch At All”, uno dei punti più alti del disco, puro, serratissimo, hard rock con vaghe sfumature prog, e in “Taken Alive”, hard rock’n’roll sostenuto dal groove della batteria di Hammond, che fa da ponte al riff acidissimo di “Time Gambler (Rodney)”. La seconda facciata dell’LP inizia con l’incalzante “Millionaire”, dai giri di chitarra tipici di Cann e un break centrale in un crescendo travolgente, mentre nella formidabile “Monster In Paradise”, un’inedita scritta precedentemente da Gustafson con Ian Gillan e Roger Glover e riarrangiata per l’occasione, l’influenza color porpora si sente tutta nella linea vocale, più che nel riff articolato. “Mr Longevity – RIP” unisce i caratteristici giri potenti ed articolati ad una linea vocale con un sapore quasi sixties e la conclusiva breve jam “The Provider – Part One” chiude un album sensazionale, originale, fresco, con grandi parti strumentali e vocali, ricco di spunti che alla fine del decennio serviranno certamente di ispirazione al nascente heavy metal.

Gli Hard Stuff dopo questo debutto strepitoso pubblicheranno l’anno successivo “Bolex Dementia”, sempre ottimo anche se non al livello del debutto. Complice un grave incidente stradale che vedrà coinvolti Cann e Hammond, dureranno ancora poco per poi sciogliersi. Tutti e tre i musicisti coinvolti nel progetto lavoreranno in altre esperienze musicali: Gustafson avrà fra le principali i Roxy Music e la Ian Gillan Band, e concluderà la sua vita nel 2014. Cann e Hammond saranno coinvolti in più fasi nelle fragili reunion degli Atomic Rooster e in altri progetti minori, per poi morire rispettivamente nel 2011 e nel 1992.

A 50 anni dall’uscita, “Bulletproof” resta uno dei migliori debut album di sempre, una gemma che continuerà per sempre a brillare nel firmamento del miglior hard rock nei suoi anni d’oro.

Etichetta: Purple Records

Anno: 1972

Tracklist: 01. Jay Time 02. Sinister Minister 03. No Witch At All 04. Taken Alive 05. Time Gambler (Rodney) 06. Millionaire 07. Monster In Paradise 08. Hobo 09. Mr Longevity – RIP 10. The Provider – Part One
Sito Web: https://www.facebook.com/profile.php?id=100067660404579

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