Happy birthday Metallus! 25 anni di attività… dove il metal clicca

Il mese di maggio dell’anno 2000 vide la pubblicazione dei primi articoli con cui Metallus.it avviò le sue attività. Venticnque anni e oltre 95.000 fra news, report, recensioni, interviste e chi più ne ha più ne metta, siamo ancora qui. Sono cambiate tante cose, siamo cambiati anche noi (forse), ma la voglia di esprimere la nostra passione mediante la scrittura rimane e, speriamo è sempre più forte. Ci è sembrato il momento giusto, quindi, per tirare un po’ le somme e parlare di cosa significhi per noi scrivere su Metallus, magari chiedendo aiuto anche ad alcuni ex redattori o capo redattori, e chissà che questa non sia anche l’occasione per tornare a fare qualcosa insieme.

Fine delle chiacchiere, che la festa abbia inizio!

Riccardo Manazza

La collaborazione con Metallus è una di quelle esperienze che non si possono racchiudere in poche righe. Nata quasi per caso, senza particolari aspettative, solo con il desiderio di dare spazio alla passione per la musica, si è trasformata nel tempo in una fucina inesauribile di stimoli, incontri e scoperte.

In oltre vent’anni di attività, ho avuto la fortuna di condividere il percorso con un numero incredibile di collaboratori, di confrontarmi con promoter, band, addetti ai lavori e appassionati, e soprattutto di ascoltare una quantità immensa di dischi. Anche quelli che magari non ho recensito personalmente, ma che ho passato semplicemente ad altri writer, sono stati comunque parte di un flusso continuo di idee, opinioni e confronti.

Indelebili nella memoria sono poi i momenti vissuti “sul campo”, quando ci siamo ritrovati ai festival, tra banchetti, interviste, foto e tanta, tanta musica. Occasioni uniche in cui Metallus ha potuto esserci anche fisicamente, con uno stand dedicato, ma soprattutto con la voglia di raccontare e vivere la scena da dentro.

In questi 25 anni sono tante le persone che hanno dato il proprio contributo, lasciando ognuno un segno, grande o piccolo che sia. Ma l’avventura non è ancora finita. C’è ancora molto da ascoltare e di cui scrivere. E se c’è una cosa che è rimasta inalterata è proprio quella passione che 25 anni fa mi ha portato a scrivere il mio primo articolo. Stay metal!

Alberto Capettini

25 anni di Metallus… che gran traguardo!!!

Ricordo molto bene quando nella primavera del 2003 l’amico Ricky Manazza (anche proprietario di un negozio di dischi che ancora oggi resiste alle intemperie del settore musicale ed è ritrovo per molti “malati del formato fisico” come il sottoscritto) mi propose di collaborare per questo portale che stava diventando sempre più strutturato ed il mio esordio fu il report di una data milanese dei compianti Talisman. Da lì è stata una bella cavalcata e più di 1000 articoli dopo cerco di scrivere ancora saltuariamente per una realtà che si è sempre contraddistinta per competenza e professionalità. Tra recensioni che hanno creato polemiche, altre che sono state apprezzate, tantissimi report, speciali davvero ben congegnati, esperienze di redazione (su tutti l’edizione 2014 del Rock In Idro a Bologna ed alcune edizioni del Frontiers Festival), interviste sia telefoniche che nei luoghi più disparati, svariati collaboratori che hanno transitato sotto il logo di Metallus, siamo qui a celebrarne un quarto di secolo! Up the horns.

Leonardo Cammi

La mia collaborazione per Metallus è iniziata nel 2000 e si è conclusa (forse?) nel 2020, venti anni che hanno rappresentato un viaggio colmo di esperienze importanti che mi hanno arricchito sia come appassionato di metal che come redattore.

Sarò per sempre grato a Metallus per le innumerevoli possibilità ottenute di poter scrivere recensioni, report di concerti e per aver intervistato tantissimi musicisti di molti generi musicali, sia coloro i quali già apprezzavo sia altri che ho avuto modo di conoscere allargando ulteriormente la mia formazione.

Il mio primo contributo è stato la recensione del CD degli Oratory “Illusion Dimension” (novembre 2000) e l’ultimo è stato l’intervista ai Wotan, uscita nel giugno del 2020. In questo periodo mi sono occupato soprattutto di Epic, Classic, Power e Folk/Viking Metal ma ho potuto scrivere ed approfondire l’operato di gruppi di tantissimi altri generi, dal prog rock fino al black metal.

E’ stata una cavalcata meravigliosa che porterò sempre con me.

Daniele Zago

La decisione di iniziare a scrivere qualche recensione l’ho maturata in moltissimo tempo. In passato, più di una ventina di anni or sono, qualcosa avevo scritto per una webzine non più esistente, ma la cosa si era fermata lì. In realtà un po’ da sempre, quando ascoltavo un disco, pensavo, fra le tante cose, cosa ne avrei scritto, mai ce ne fosse stata l’occasione, senza però concretizzare mai nulla, un po’ per pigrizia, magari mascherata con la scusa della mancanza di tempo, e più in generale perché non avevo probabilmente gli stimoli giusti.

Eppure, dopo qualche anno di dischi ascoltati (diciamo verso i 45, avendo iniziato ad ascoltare rock, hard rock e l’heavy metal che girava al tempo, a inizio anni ‘80), e di concerti visti, nonché riviste e libri musicali letti, qualche competenza mi sono reso conto di averla, o perlomeno mi piace illudermi di questa cosa.

Ancora qualche anno fa, leggendo qualche recensione di classici del passato su un’altra webzine (il corrispondente del nostro time warp) ho pensato che qualcosa perlomeno di quel livello, sarei forse stato in grado di esprimerlo anch’io. Essendo vicino ad una persona della redazione di Metallus, le ho proposto di iniziare a collaborare con qualche articolo, principalmente sul settore di mia maggior competenza, ovvero il classic rock, l’hard rock, il southern, l’hard rock blues, il glam rock, qualcosa di progressive e dell’heavy metal di quando ero giovane… La cosa è stata accettata, ed è quindi dal 2019 che cerco di scrivere qualcosa di, spero, in qualche modo interessante, sia sulle novità di uscite dei generi di cui mi occupo, sia rilanciando i time warp, la rubrica sui dischi del passato da riscoprire o ricordare. Da allora l’impegno è cresciuto (sì, ci ho preso gusto!) e si è esteso ai live report, e in misura minore a interviste, recensioni di libri e qualche news.

Il fatto di trasmettere e condividere qualche conoscenza lo trovo molto coinvolgente e gratificante. Farlo su di un portale che fa parte della storia delle pubblicazioni on line in Italia, con una linea editoriale che ha da sempre supportato una mentalità aperta e curiosa, è anche motivo di un certo orgoglio.

Le soddisfazioni non sono certo mancate, anche solo per qualche band che ti ringrazia per la recensione. Quello che non avrei mai e poi mai immaginato è che un idolo di culto del glam inglese dei seventies, ovvero Michael Des Barres, ha condiviso sul suo profilo instagram la mia modesta recensione dell’album di debutto dei suoi Silverhead del 1972, commentando: “My first, My best”. O che Dave Tice, cantante degli australiani Buffalo, condividesse su facebook il mio time warp sul loro capolavoro “Volcanic Rock” del 1973, stupito che, dopo tanti anni e dall’altra parte del mondo, qualcuno se ne ricordasse… In ultimo ho recentemente scoperto che una mia recensione, ovvero quella dell’ultimo disco del rock singer parmense JC CInel, “Where The River End” è stata usata, sulla pagina Wikipedia a lui dedicata, come fonte documentale. Penso che diventare una fonte Wikipedia sia una delle ultime cose che mi sarei aspettato nella vita, ma mi fa molto piacere che il nostro portale sia considerato talmente affidabile da poter diventare un significativo riferimento.

Tutto ciò grazie alla possibilità di scrivere che mi ha dato Metallus che, mi auguro, duri ancora a lungo e in maniera così proficua.

Matteo Roversi

I miei primi ricordi di Metallus risalgono addirittura al 2000, anno della fondazione del sito,
quando lo staff dell’epoca faceva promozione al mitico Gods Of Metal Y2K, quello con gli Iron
Maiden della reunion con Bruce Dickinson e Adrian Smith e del tour di “Brave New World”, allo
stadio Brianteo di Monza: da qualche parte dovrei avere ancora l’adesivo con il primo logo della
nostra webzine! Oltre a questo leggendario festival, mio primo concerto metal quando ero ancora
un adolescente, il mio affetto per Metallus si lega anche allo storico, omonimo “Libro dell’Heavy
Metal”, a cura di Luca Signorelli e della redazione di quei tempi: la bibbia della mia gioventù! In
quegli anni, avere per la prima volta un sito web che proponeva nuovi articoli sempre aggiornati
tutti i giorni, nonché i primi contenuti audio e video (che con i modem 56K ci si metteva una vita a
caricare!), fu una rivoluzione per noi metallari che fino a quel momento avevamo a disposizione al
massimo qualche rivista cartacea mensile.
Quando nell’ormai lontano settembre del 2012 ho avuto l’occasione di iniziare a collaborare con il
portale, in primis come live reporter e intervistatore, per me è stato come il realizzarsi di un sogno.
Il mio primo incarico? Un’intervista con annesso live report agli Elvenking, che all’epoca stavano
promuovendo il nuovo album “Era” e avevano organizzato uno show acustico in quel di Milano.
Trovarsi catapultati all’improvviso in quel mondo, conoscendo di persona i componenti di un
gruppo di fama internazionale, fu incredibile!
Da quel momento ho avuto l’opportunità di partecipare a innumerevoli concerti ed eventi
promozionali, intervistando faccia a faccia tanti miei idoli: da Ian Paice a John Petrucci, da Devin
Townsend a Mikael Stanne, dai Black Star Riders agli Alter Bridge passando per Helloween, Rage,
Children Of Bodom e molti altri.
Oggi, gli impegni legati al mio “vero” lavoro e alla famiglia mi concedono di occuparmi giusto di
qualche recensione, live report o contributo per uno speciale ogni tanto, ma a quasi 1.300 articoli
da quell’indimenticabile giorno del settembre di tanti anni fa, la passione e la fedeltà a Metallus.it
restano immutate!

Stefano Giacometti

Auguri Metallus. 25 anni di servizio rappresentano un traguardo straordinario e, sicuramente, speciale. Portale di riferimento per i suoi contenuti musicali, indirizzati a un target di appassionati alle sonorità hard & heavy, con tutti gli infiniti e spesso inutili sottogeneri che vi appartengono, e non solo per i lettori ma, soprattutto, per tutti quei soggetti senza che né hanno garantito 25 anni di onorata continuità: musicisti sparsi in tutto il globo, gruppi nazionali ed internazionali, case discografiche, case editrici e agenzie di booking. Il mio reclutamento si è svolto in maniera estremamente rapida. Quel pomeriggio, come spesso mi accadeva, ero nel negozio di dischi della mia città Pavia gestito dall’amico Riccardo Manazza. Come gli chiesi se vi fosse la possibilità di collaborare con Metallus, bastò un gesto d’intesa. Inizia la collaborazione ricevendo la massima fiducia e totale carta bianca, portando la mia esperienza maturata con altri portali, tanto da riuscire a coinvolgere anche due straordinarie collaboratrici come Eva Cociani e Francesca Carbone. Dopo qualche anno di proficua collaborazione lasciai per dedicarmi ad altri progetti, ma oggi sono più che onorato di aver fatto parte della numerosa famiglia di Metallus per festeggiare i suoi primi 25 anni.

Roberta Rustico

Quest’anno festeggiamo i 25 anni di Metallus e io ne festeggio 6 da redattrice della webzine. Quando ho iniziato questa collaborazione, non pensavo che avrei mai avuto l’opportunità di conoscere e fotografare musicisti famosi… all’inizio sembrava un sogno irraggiungibile, ma poi è successo!

Negli anni non solo ho raccontato il mio parere sui nuovi dischi delle mie band preferite, ma ho avuto l’opportunità di parlare faccia a faccia (o in videochiamata) con alcuni musicisti che si sono rivelati anche delle persone eccezionali. In qualche occasione ho anche portato la mia passione per la fotografia ai concerti e mi sono ritrovata sotto palco ad immortalare alcune delle band che seguo da anni (che ogni tanto mi hanno concesso anche una smorfia o un sorriso di fronte all’obiettivo). 

Vi racconto un piccolo aneddoto: nel 2023, durante il concerto degli A Day To Remember, ho fatto un cenno di saluto al chitarrista Neil Westfall, che si è dimostrato subito disponibile a chiacchierare e a scattare una foto insieme e mi ha anche detto di ricordarsi dell’intervista che avevamo fatto insieme per Metallus ben due anni prima! (Potete immaginare la mia reazione?)

Sono grata di far parte di questa redazione e di aver avuto tutte queste bellissime opportunità, oltre ad aver conosciuto gli altri collaboratori che in alcuni casi sono anche diventati degli amici. 

Auguro a Metallus di festeggiare altri 25 anni di successo e spero di poter continuare a prenderne parte!

Andrea Sacchi

Un quarto di secolo e non sentirlo! Correva l’ormai lontano 2003 quando fui contattato da Leonardo Cammi, epico redattore dei tempi d’oro, per contribuire con alcuni articoli alla nostra webzine preferita. All’inizio mi occupai principalmente di metal classico e in seguito, complice una svolta personale, mi sono diretto verso il gothic, il metal estremo e le allora nascenti contaminazioni.
Conservo numerosi e piacevoli ricordi del mio lungo periodo tra le fila di Metallus, tante recensioni, live report di concerti e festival sia in Italia che all’ estero e interviste con numerosi musicisti, con alcuni dei quali sono rimasto in contatto sui social. Ho avuto il piacere di vivere degli anni straordinariamente vivaci e capillari, una scena sempre in movimento con tanti eventi e punti di ritrovo.
Oggi le cose sono certamente cambiate, è cambiata la musica pesante e altrettanto i suoi appassionati , ma io provo sempre ad affacciarmi su questo mondo con la curiosità di un adolescente, cercando di capire le nuove proposte senza dimenticare di togliere la polvere dai vinili che custodisco gelosamente.
Un abbraccio alla nuova e bellissima redazione e ancora buon compleanno, Metallus.it!
Chissà, forse a breve tornerete a leggere i miei sproloqui su queste pagine, mai dire mai.

Marco Soprani

Anche se da allora molte cose sono cambiate (in meglio, per l’avvio di un’attività di insegnamento online che mi regala ogni giorno nuove soddisfazioni, ed in peggio, per la perdita di mio papà), ricorderò sempre con affetto e gratitudine la mail con la quale la mia avventura su Metallus è cominciata, quella mattina del 27 Ottobre del 2019. Tre settimane dopo avrei pubblicato la mia prima recensione.

“Ciao ragazzi,

mi chiamo Marco, ho 45 anni ed abito a Cervia (Ravenna): sono laureato in giurisprudenza e, dopo una vita lavorativa dedicata a vendite e comunicazione – entrambe in ambito immobiliare – collaboro in veste di dialogue designer con una start-up di Cesena che sviluppa skill vocali per Amazon Echo.

Dal 2010 al 2013 ho avuto l’opportunità di pubblicare più di 140 testi – in prevalenza recensioni – per [un altro portale musicale], un’esperienza bellissima che ho dovuto interrompere a causa di impegni sopravvenuti e soprattutto di una gestione delle assegnazioni a tratti cervellotica che non mi permetteva di programmarmi con sufficiente anticipo.

Oggi mi trovo nuovamente nella possibilità di riprendere questa attività, garantendo la possibilità di scrivere una recensione a settimana senza problemi.

I miei gusti “da quarantenne” spaziano da heavy metal ad hard’n’heavy, passando per thrash melodico e AOR (purchè non troppo affettato!): nonostante gli impegni professionali ho sempre continuato ad ascoltare tantissima musica, mantenendomi aggiornato su tendenze e nuove uscite.

Le band preferite sono davvero troppe per citarle tutte: mi sono “formato” su Almighty, D-A-D, Manowar, Megadeth, Motorhead, Sentenced… avvicinandomi anche all’hardcore melodico, dal momento che a fine anni novanta gestivo il fan club dei miei concittadini Crackdown (pubblicarono due album ed un singolo con Evan Seinfeld dei Biohazard alla voce). Oggi, impegnato a riscoprire la discografia dei Firehouse, seguo con interesse una massa eterogenea nella quale rientrano Ghost, Bloodbound, Stormzone, Last Autumn’s Dream, In Flames e tutto quanto riesca a combinare in modo intelligente potenza, melodia e/o una qualche idea di storytelling. Ritengo molto interessante la scena greca (nessun gruppo in particolare, ma noto fermento) e mi piace recensire demo per offrire qualche ragionato consiglio alle giovani band.

[A questo indirizzo] potrete trovare la mia scheda personale ed i link a tutti i miei testi: amo i neologismi e posseggo uno stile di scrittura fluido ed informale, creativo, musicale ed abbastanza particolare: spero possa piacervi e farvi valutare la possibilità di avviare una collaborazione.”

Ilaria Marra

La mia avventura con Metallus.it è partita nel 2015, quasi per caso, come redattrice. All’inizio mi occupavo principalmente della pubblicazione di news, un’attività che mi ha insegnato tanto e che mi ha permesso di entrare pian piano nel ritmo della redazione. Ma è stato quando ho iniziato a curare le interviste agli artisti che ho trovato davvero il mio posto.

Che fosse davanti a un microfono o dietro uno schermo, ogni intervista è stata un viaggio: parole, ricordi, racconti di vita e musica. 

Sono momenti che porto con me ancora oggi, pieni di entusiasmo e di emozioni. Grazie a Metallus, ho avuto la fortuna di incontrare gli artisti le cui canzoni erano nelle mie orecchie ogni giorno e di ascoltare le loro storie, le loro esperienze, i processi creativi che animano la passione che ci unisce tutti: la musica.

Non dimenticherò mai l’occasione di intervistare André Olbrich, io che con i Blind Guardian ci sono cresciuta, o di varcare la soglia di un Forum di Assago vuoto, per parlare con gli Alter Bridge prima del loro concerto milanese.

E poi lo spirito della redazione. Anche se spesso lavoravamo a distanza, non sono mancati i momenti in cui ci siamo ritrovati di persona: concerti, festival, eventi. Quegli incontri, tra una birra e una risata, sono stati il contributo umano che ha reso questa esperienza ancora più speciale.

Collaborare con Metallus.it non è stato solo scrivere di musica. È stato crescere, condividere, scoprire. È stato sentirmi parte di qualcosa di bello, vero e pieno di passione.

Auguri Metallus, e grazie per aver fatto parte del mio percorso.

Anna Minguzzi

Premetto che, quando si è trattato di sintetizzare la mia esperienza su Metallus in occasione di questa ricorrenza, non sapevo da che parte iniziare. Allora ho scorso l’elenco degli articoli che ho pubblicato in questi anni per andare a vedere quali sono stati i primi articoli che ho scritto (anche se frequentavo il sito da prima di iniziare a scrivere: qualcuno si ricorda la mitica “board ad albero” dei primissimi anni 2000? E quando abbiamo scritto la parodia del Grande Fratello, il Grande Metallo? E la rubrica di annunci?). Fra questi ho trovato un’intervista agli Arthemis e le recensioni di due dischi che tuttora mi sono molto cari, cioè “Pride” dei White Lion e “Handful Of Rain” dei Savatage. Il primo live report invece documenta l’esibizione di due band locali nel seminterrato del vecchio Transilvania di Via Zamboni a Bologna. I dischi recensiti (una parte, almeno) e i concerti visti permettono poi, a me come credo a chiunque altro di ricostruire pezzi della mia esistenza. Per esempio so bene perché nel maggio 2008, mentre tutti erano a vedere i Kiss a Verona, io ero al concerto dei Royal Hunt ; mi ricordo la pizza con il salame piccante mangiata prima del concerto dei Cynic, perché durante il concerto venne un caldo vigliacco e io ho patito una sete pazzesca, perché non ti vorrai mica allontanare da un posto in prima fila per andare a dissetarti, no? Per non parlare dei pellegrinaggi in terra tedesca alla volta di quel piccolo pezzo di paradiso chiamato Wacken, a partire dal grande fango del 2015… e potrei andare avanti a scrivere per ore, ma non mi sembra il caso.

Insomma, mi piace ricordare le cose belle o curiose, e le tante persone stupende incontrate lungo la strada, sotto un palco o anche solo online. Credo che in un mondo come quello che frequentiamo abitualmente sia la cosa principale, e non smetterò mai di ringraziare Metallus per tutte le opportunità che mi ha dato e che sta continuando a darmi.

Giovanni Barbo

Correva l’anno 2004…potrebbe cominciare così il racconto della mia esperienza a Metallus.it, ma mi servirebbero migliaia di caratteri per raccontare per filo e per segno i tanti bellissimi momenti passati grazie a questo portale e ai tanti colleghi con cui ho avuto il piacere di condividere il percorso. Il tempo è volato e così oggi, fra periodi di attività più e meno intensa, mi trovo ad essere uno dei veterani: credo che prima di me qui degli attuali redattori ci fosse il solo Alberto Capettini.

Tornando all’inizio, rientrato da un’esperienza di studio e di vita all’estero avevo voglia di approfondire la mia passione collaborando con un portale, e Metallus.it era la mia prima scelta: con grande gioia, quindi, ho ricevuto una risposta positiva alla mia richiesta da Riccardo Manazza, che allora e fino a qualche anno fa coordinava un team nel quale “fortunatamente” erano un po’ scopri AOR e melodic rock, miei grandi amori. Era tra l’altro il periodo di grande ascesa della Frontiers e di un ritorno in auge di band del passato accanto a un fiorire di nuovi gruppi e progetti di valore…quando si dice perfect timing! Dopo qualche recensione di prova, in particolare per la rubrica Time Warp, sono entrato in pianta stabile e ho avuto l’occasione di scrivere il mio punto di vista su grandi album e di realizzare alcune interviste che conservo ancora nel cuore. Per citarne alcune, Mick Mars che rispondeva sotto pseudonimo da un hotel di Milano, Joe Bonamassa prima di un suo concerto a Padova, Rod Morgenstein prima di esibirsi a Bologna con gli Winger, e poi alcuni miei miti assoluti, da Myles Kennedy che seguivo dai tempi dei Mayfield Four e che ho intervistato all’uscita del primo album con gli Alter Bridge fino al compianto André Matos, persona di sensibilità e gentilezza uniche. Oltre a molte, molte altre. 

Nel corso di questi ventun anni di orgogliosa militanza molte cose sono cambiate: ricordo quando attendevo con trepidazione i CD fisici da recensire, anche in un altro periodo di vita lontano dall’Italia, ricordo i tanti concerti e l’occasione di conoscere i miei colleghi, eventi che anche per il cambiamento nelle abitudini di vita si sono un po’ diradati negli ultimi anni, riconosco che grazie all’esperienza su Metallus.it e al trait d’union Anna Minguzzi ho potuto fare anche il passaggio al cartaceo, per i mitici Classix!, Classix Metal e derivati.

Quello che è rimasto invariato è l’entusiasmo per la possibilità di poter trasmettere a chi legge qualcosa della passione per la musica, passata presente e futura. 

Long Live Rock’n’roll!

Giorgio Di Giulio

La mia partecipazione con Metallus inizia quando, dopo una trasferta per un concerto dei Dark Tranquillity in Irlanda, decido di scrivere un live report che avrei poi utilizzato in una pagina Instagram usata allora assieme ad un mio amico per condividere le nostre collezioni media. Lui collaborava già con Metallus e pensò fosse una buona idea inviare il mio articolo alla redazione. In poco tempo e con un paio di recensioni di “prova” in più, eccomi lì, aggiunto al team Metallus, quel sito che conoscevo da anni e che assieme ad un’altra webzine dedicata, consideravo un punto di riferimento per la scena musicale Metal.

Da quel giorno, ho sempre cercato di fare del mio meglio per essere sempre attivo per il sito. Grazie a Metallus ho avuto l’opportunità di scrivere i miei pensieri sui vari concerti a cui assistevo, fare foto report a band che seguivo da anni nonché sedermi vicino ai miei musicisti preferiti per intervistarli. Il passaggio da fan a redattore non c’è mai stato del tutto, ho ancora quel forte desiderio di vedere sempre più live nonché di parlare con molti musicisti, ma ora vedo le cose in modo leggermente diverso. Metallus mi ha aiutato in tutto questo, ha creduto nel lavoro che facevo e mi ha catapultato in situazioni ed esperienze che mai avrei pensato di poter vivere. Come quella volta in cui mi sono ritrovato sul tourbus degli At The Gates insieme a Martin Larsson. O quando ho fatto la mia prima (anzi, doppia) intervista: contattai Christian Jansson, che era in tour come turnista dei Dark Tranquillity, per intervistarlo insieme a Mikael Stanne a nome della loro band parallela, i Grand Cadaver. Quel giorno Christian mi accompagnò da Stanne per farmi autografare un disco dei Grand Cadaver, e poco dopo anche Stanne si è reso disponibile per un’intervista dedicata proprio ai Dark Tranquillity. Non saranno sempre state tutte rose e fiori, ma il metallo non è fatto di rose e fiori, sono orgoglioso di fare parte di questa famiglia e non potrò mai fare a meno di pensare quanto mi abbia dato. Buon compleanno Metallus! E onore a chi ci ha lavorato, a chi ci lavora ora, e a chi continuerà a farlo con passione

Eva Cociani

Ho avuto il piacere di entrare nella redazione di Metallus nel 2009, grazia all’amico e collega Stefano Giacometti, con cui collaboravo su un’altra webzine. Metallus nel corso degli anni è riuscito non solo a trattare la musica hard’n’heavy a 360 gradi, ma è anche sempre stato al passo con i tempi dando voce ad un’infinità di generi e sottogeneri vicini alle sonorità che tanto amiamo. Personalmente il portale non solo mi ha dato la possibilità di scoprire nuove realtà musicali da me ignorate, ma soprattutto di poter scrivere e anche fotografare molti gruppi che prima erano solo degli idoli che vedevo lontani ed irraggiungibili, il più delle volte appesi nella mia cameretta da adolescente. Grazie al sito sono nate anche delle belle amicizie durature e consolidate con cui condivido le stesse passioni. Venticinque anni sono un traguardo importante per Metallus, ma sono soprattutto un nuovo punto di partenza per migliorare e continuare a fornire contenuti unici e personali evitando gossip o clickbait che non ci rappresentano.

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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