Fergie Frederiksen – Recensione: Happiness Is The Road

Fergie Frederiksen per il grande pubblico rimarrà “quello che cantava su “Isolation” dei Toto”, ovvero l’album più aggressivo ed uno dei più belli in assoluto firmati dalla band americana. Il grande pubblico molto più difficilmente conosce quanto di eccellente ha fatto Frederiksen altrove, dagli esordi con Trillion e Leroux allo splendido album realizzato assieme a Ricky Phillips, soltanto per citare alcune tappe significative della sua carriera. Da solista “puro” Frederiksen ha esordito tardi, nel 1999, con lo splendido “Equilibrium”, ed è forse a quel lavoro che conviene fare riferimento per affrontare “Happiness Is The Road”. Ma c’è un’altra storia, forse ancor più significativa, dietro quest’ultimo lavoro: nel giugno 2010 a Frederiksen è stato diagnosticato un cancro al fegato, e per affrontare la malattia il cantante si è messo a lavorare assieme a Jim Peterik sull’emozionante title track dell’album. Inoltre, Fergie è attivissimo nel diffondere la consapevolezza dei rischi dell’epatite C, e per questa causa organizza diversi eventi di beneficenza.
Sottolineato questo contesto, è bene sottolineare anche il notevole livello musicale del lavoro: l’apertura, con le tastiere di Eric Ragno a giocare da subito un ruolo preminente (ruolo che confermano pure nel prosieguo dell’album), lancia immediatamente nell’etere la splendida voce di Frederiksen, sempre un piacere da ascoltare. Ancora più convincente nella sua melodrammaticità la successiva “Elaine”, mentre “First To Cry”, appena proposta anche dagli House Of Lords su “Big Money”, alleggerisce e va dritta al punto con il suo chorus ipercatchy. Toccanti la ballad “Follow Your Heart” ma soprattutto il crescendo melodico della title track, considerata anche la storia che c’è alle spalle. La seconda parte è più vellutata e forse meno d’impatto, graziata comunque da un’interpretazione sempre sentita e presente che rende palpitanti pure i passaggi pop di “The Future Ain’t What It Used To Be” e la diretta “The One”.
Assieme a Dennis Ward, Frederiksen ha messo la propia classe e la passione di chi ha lottato per la propria vita al servizio di dodici pezzi senza fronzoli, come sempre in equilibrio tra AOR e WestCoast in cui ogni nota trova perfettamente senso. Un paio di episodi più ordinari non spostano di tanto il giudizio.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers

Anno: 2011

Tracklist:

01. Angel (Mirror To Your Soul)
02. Elaine
03. First To Cry
04. Follow Your Heart
05. Happiness Is The Road
06. I Still Believe In Love
07. Lyin' Eyes
08. Love Waits For No One
09. Writing On The Wall
10. The Future Ain't What It Used To Be
11. The One
12. The Saviour


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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