Human Temple – Recensione: Halfway To Heartache

Il difetto principale riscontrato in “Murder Of Crows”, l’album pubblicato nel 2009 dai finlandesi Human Temple, era quello di avere proposto brani che si accentravano intorno a un singolo riff o a un accompagnamento di tastiera, risultando talmente banali ed effimeri da non lasciare il minimo segno in chi ascoltava. A due anni di distanza da quella release, il difetto principale questa volta è  che “Halfway…” è composto da brani praticamente tutti uguali fra di loro. Non manca certo, nemmeno in questo caso, l’importante contributo di una produzione eccellente, e la voce di Janne Hurme, dal timbro che può ricordare in certi momenti quello di Jeff Scott Soto, si conferma come un carattere che conferisce qualità. E’ vero, certi ritornelli, come quello di “Like A Beat of A Heart”, ti entrano immediatamente in testa grazie a un testo facile da comprendere, ed è anche vero che alcune parti strumentali che fungono da intermezzo fra un coretto e un altro fanno capire che gli Human Temple si sono sforzati di curare in ogni minimo dettaglio la loro terza uscita discografica. Nonostante questi buoni presupposti, è difficile che si vada oltre un ascolto superficiale: manca quel qualcosa in più in sede di composizione, i brani finiscono per sembrare tutti uguali e, come tali, nuovamente effimeri. Non si può parlare di  débâcle totale perché, come accennato, qua e là si avverte il tentativo di differenziarsi dalla massa, tentativo che però sfuma miseramente di fronte a questa povertà creativa.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Escape Music

Anno: 2012

Tracklist:

1. I Will Follow
2. Bleeding Through
3. Like A Beat of A Heart
4. Our World Our Time
5. Almost There
6. Run Away
7. Little Lies
8. Because Of You
9. Misery
10. Some Things Are Never Long Time Ago
11. She Talks to Angels


Sito Web: http://www.humantemple.com/

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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