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Halestorm – Recensione: Vicious

Tornano gli Halestorm con il loro quarto album in studio intitolato “Vicious”. Ammaliante sin dalla foto che campeggia in copertina, il nuovo disco del gruppo statunitense è l’ennesimo tassello di una scalata sempre più concreta e convinta verso il successo. Partiti nel 2009 con l’omonimo debut album, i Nostri hanno portato avanti in circa dieci anni di carriera un’idea di Hard Rock molto viscerale e adrenalinico, che fa della grinta e dell’impatto dal vivo la propria cifra stilistica.

Rispetto al fortunato predecessore, “Into The Wild Life”, questo full-lenght implementa ulteriormente l’energia profusa per ogni singola traccia, avvicinandosi sempre più alla magia delle esibizioni dal vivo degli Halestorm. La ricetta, dunque, non si discosta da quanto già ascoltato precedentemente: riff pesanti costruiti con uno ricercato gusto per la melodia da Joe Hottinger; il drumming potente e originale di Arejay Hale; la voce suadente, accattivante, spesso ruvida di Lzzy Hale, frontwoman che incarna perfettamente l’anima di questo impressionante quartetto.

La partenza è affidata alla devastante “Black Vultures“, brano sostenuto, diretto, con un ritornello decisamente catchy che difficilmente riuscirete a dimenticare. La successiva “Skulls” ha un andamento più cadenzato e sinuoso mentre “Uncomfortable” – uno degli highlights del disco – gioca con una struttura in cui l’irruenza del rifframa contrasta con incisi melodici di grande effetto, in una dicotomia davvero emozionale. La sezione centrale di “Vicious” strizza l’occhio a soluzioni più radiofoniche, lasciando che l’interpretazione vocale di Lzzy sia la vera forza motrice. La saltellante “Buzz”, il mid-tempo suadente “Do Not Disturb” e “Conflicted”, pur risultando discreti brani, smorzano in parte l’impatto iniziale, risollevato poi dall’ottima “Killing Ourselves To Live”.

Ci avviciniamo a grandi passi verso il finale in cui troviamo la canonica power ballad “Heart Of Novocaine”, la roboante “Painkiller” – con questo titolo non poteva certo essere diversamente – o la title track, vero e proprio manifesto programmatico degli Halestorm. Tocca all’acustica “The Silence” chiudere il sipario su una prova più che convincente.

Grazie a una convinzione crescente e una voglia di emergere notevole, gli Halestorm si stanno imponendo all’attenzione del pubblico con una proposta onesta e credibile. La dimensione di band come questa è quella live, e “Vicious” offre ai fan l’opportunità giusta per saltare ancora sotto il palco sulle note di un buon disco di moderno Hard Rock.

 

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