Halestorm: Live Report e foto della data di Milano

E’ trascorso un anno da quando gli Halestorm hanno calcato i palchi italiani come opener degli Alter Bridge al Mediolanum Forum, mentre adesso sono ritornati in veste di headliner con il loro Back From The Dead Tour, che li ha visti protagonisti all’Alcatraz di Milano accompagnati dai Black Veil Brides e dai Mothica.

MOTHICA

Sono passati pochi giorni da quando abbiamo avuto modo di vedere la band capitanata dalla bella Ellis McKenzie come gruppo spalla alla data da headliner dei Black Veil Brides a Lubiana, ma eravamo comunque curiosi di riascoltare i loro pezzi e vederne il responso da parte del pubblico italiano. Nel tempo a loro disposizione la band sciorina composizioni originali e ben due cover, “Can You Feel My Heart” dei Bring Me The Horizon e “All Star” degli Smash Mouth, conosciuta e cantata da tutti, anche perché inclusa nella colonna sonora del film “Shrek”. La McKenzie esprime la sua gioia di essere in Italia per la prima volta e ringrazia qualcuno nel pubblico che le sta mostrando un cartello, ma dice anche che non ci vede e quindi non riesce a leggere il messaggio. Dopo l’esecuzione di “Toxins” è la volta di un brano a lei molto caro intitolato “Buzzkill”, in cui afferma di aver fatto outing in quanto vittima di abusi e dedica il pezzo a tutte le persone che hanno subito violenze come lei. Racconta anche il significato del monicker della band e come si sentisse inadeguata nella sua stessa pelle, come odiasse se stessa, i suoi genitori, la scuola e come si sfogasse bevendo Jagermeister e tatuandosi, ma proprio la visione di una falena che continuava ad avvicinarsi alla luce in modo autodistruttivo le ha fatto comprendere l’importanza della vita. C’è anche spazio per la leggerezza e per gli auguri di buon compleanno al batterista Jacob cantati da tutti i presenti, fino alla conclusiva “Sensitive”, che chiude il loro set molto profondo nei contenuti e più sbarazzino nel sound tipicamente alternative rock e dall’animo emo.

BLACK VEIL BRIDES

I Black Veil Brides mancano dai palchi italiani da una decina di anni e possiamo affermare che gran parte del pubblico presente sia accorso esclusivamente per vedere la formazione capitanata da Andy Biersack. Ascoltando i discorsi del pubblico sentiamo che ci sono persone che si sono fatte oltre ottocento chilometri per essere  presenti e altri che sono giunti anche dall’estero pur di non perdersi questa data, quindi non stupisce affatto l’enorme boato che li accoglie quando partono le note iniziali dell’intro “Opening Title”, tratto da “Sweeney Todd“. La band attacca con una doppietta di tutto rispetto, “Crimson Skies” e “Rebel Love Song”, che scalda subito gli animi degli astanti. Andy afferma che è da un bel po’ di tempo che non passano da queste parti e ringrazia sia i Mothica che gli Halestorm prima di dar vita alla dirompente “Wake Up”, cantata davvero da tutti. E’ innegabile che il pubblico risponde a qualsiasi suo gesto, mentre marcia da una parte all’altra del palco, masticando continuamente una chewing gum e regalando sorrisi alle prime file, ormai in estasi. Ma anche il resto della band è davvero sugli scudi, i due chitarristi duellano tra loro e posano continuamente per i fotografi, mentre la sezione ritmica, formata da Lonny Eagleton e Christian “CC” Coma, è precisa e non sbaglia mai un colpo. Una bandiera italiana fa capolino sul palco prima dell’esecuzione di “Nobody’s Hero”, mentre con “Scarlet Cross” e con la più lenta “Torch” si dà spazio all’ultimo lavoro del gruppo, il valido “The Phantom Tomorrow”, uscito nel 2021.  Biersach continua a ringraziare i fan, sia quelli storici sia quelli nuovi, perché è grazie a loro che hanno una carriera e poi propongono un pezzo più datato, ma molto amato come “The Legacy”. Afferma anche che il loro stage manager è italiano e che tra il pubblico ci sono un sacco di suoi parenti e amici e quindi è la volta di “Knives And Pens”. Prima di congedarsi tra gli applausi la band propone due cavalli di battaglia amatissimi come “Fallen Angels” e “In The End”, che suggellano un’esibizione davvero riuscita anche se breve. Auspichiamo, visto l’ottimo responso, di rivedere presto dalle nostre parti i Black Veil Brides anche in veste da headliner. PS (Per cause indipendenti alla nostra volontà non è stato possibile realizzare un report fotografico delle prime due band).

Setlist:

Crimson Skies

Rebel Love Song

Wake Up

Nobody’s Hero

Scarlet Cross

Torch

The Legacy

Knives And Pens

Fallen Angel

In The End

HALESTORM

Dopo il cambio palco è finalmente la volta degli headliner, capitanati dalla dirompente e grintosa Lzzy Hale. Il concerto inizia subito in grande stile con due composizioni storiche e molto amate come “I Miss The Misery” e “Love Bites (So Do I)”, che dimostrano quanta strada il gruppo della Pennsylvania ha fatto e soprattutto quanta sicurezza e dimestichezza ha acquisito tour dopo tour. Durante l’esecuzione di “Bombshell” la Hale gira la sua chitarra e fa leggere il messaggio di denuncia contro la violenza sulle donne con la scritta “Stop Violence Against Women” e, in italiano, “Oltre 100 donne uccise in Italia nel 2023”, dimostrando così la sua profonda sensibilità e vicinanza. Dopo un momento così importante Lzzy ringrazia il pubblico e afferma che è da tanto che aspettava di ritornare in Italia e che in questa stanza tutti ci vogliamo bene, siamo una famiglia, siamo tutti uguali al concerto ed esorta ad accendere le luci dei telefoni perchè siamo noi il fuoco, presentando così la coinvolgente “I Am The Fire”, seguita da una lunga “Amen”, in cui si lascia molto spazio agli altri musicisti che duellano tra loro in una lunga parentesi strumentale. C’è poi spazio per un siparietto divertente con una persona del pubblico che compie gli anni e la Hale afferma che anche se anagraficamente lei ha quarant’anni, si sente ancora una tredicenne nell’animo e che nel rock’n’roll non esiste affatto un’età anagrafica e si continua con l’intensa “Terrible Things”. Continua dicendo che il gruppo non ha mai cambiato formazione da oltre venti anni e fortunatamente non si sono ancora uccisi, infatti il brano successivo, “Familiar Taste Of Poison”, è uno dei primi che hanno scritto insieme, seguito da “Takes My Life”. Poi è arrivato il momento dell’assolo di batteria da parte del sempre colorato ed elegante batterista Arejay Hale (il fratello), che alterna bacchette normali ad altre grandissime strappando un sorriso a tutti. Si ritorna a ruggire con la granitica “Back From The Dead” e su “I Get Off” la Hale invita il pubblico femminile a salire sulle spalle dei propri amici dedicando loro “I Get Off”, ma non c’è un attimo di tregua e si prosegue con la rocciosa “Wicked Ways” che dal vivo ha una resa pazzesca e “Freak Like Me”. Prima dei bis di rito la Hale afferma che questo tour sta andando alla grande e che alcuni dei presenti hanno visto più date e ringrazia i fan dicendo che grazie a loro lei può trovarsi stasera nel suo happy place ed esegue al piano “Heart Of Novocaine” e “Raise Your Horn”, emozionando tutti con la sua bellissima voce. La conclusione spetta a “Here’s To Us”, dove viene introdotta la band e come di consuetudine viene fatto un brindisi sul palco prima di “The Steeple”, che sancisce una performance emozionante e ad altissimo tasso energetico e dimostra ancora una volta lo stato di grazia in cui si trovano gli Halestorm, che danno tutto sul palco senza risparmiarsi e che giustamente vengono ripagati dai fragorosi applausi alla fine del set.

Setlist:

I Miss The Misery

Love Bites (So Do I)

Bombshell

I Am The Fire

Amen

Terrible Things

Familiar Taste Of Poison

Takes My Life

Drum Solo

Back From The Dead

I Get Off

Wicked Ways

Freak Like Me

Encore:

Heart Of Novocaine/Shatter Me

Raise Your Horns

Here’s To Us

The Steeple

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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