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Haken – Recensione: L-1VE

E venne il giorno anche per una testimonianza live per gli astri nascenti Haken, e ci permettiamo di aggiungere: finalmente!

Preferiamo in questa sede parlarvi della parte video di questo “L-1VE”, prodotto già di per sé professionale (doppio CD audio e doppio DVD) ma che raggiunge la sua resa migliore in questa versione, con quasi un’ora di materiale aggiuntivo di musica non presente nella parte audio ovvero un estratto del loro concerto al ProgPower festival americano del 2016 (più tre videoclip ufficiali).

Nuovi alfieri del prog metal più classico ma mai banale, tanto da essere scritturati l’anno scorso da Mr. Mike Portnoy come backing band per portare in giro per il mondo il suo spettacolo a nome “Shattered Fortress”, gli Haken hanno raggiunto la piena maturità con l’ultimo “Affinity” e questo live fotografa proprio la data di Amsterdam dell’“affiniTOUR” (aprile 017).

“Initiate” parte subito alla grande e nonostante la location medio/piccola possiamo godere dell’estrema perizia tecnica della band inglese. Non è da meno “In Memoriam” e lo si nota anche dai piccoli particolari: il tessuto tastieristico di Diego Tejeida, i controcanti, il drumming del sottovalutatissimo Raymond Hearne (bellissimo il lavoro sui piatti e pad elettronici in “1985” dove è particolarmente apprezzabiler il tocco cinematografico delle immagini vintage durante l’assolo di tastiera e chitarra.

Com’è ormai noto ai fan del genere Ross Jennings ha poi una voce particolare, dalla timbrica molto alta che può non piacere a tutti ma che è parte essenziale del sound dei nostri; bello il medley che ripercorre i momenti salienti del debut album “Aquarius” e dove Richard Henshall si dimostra anche eccellente tastierista. Tra gli highlight del DVD impossibile non citare un pezzo come “Atlas Stone” (difficile sentire di meglio in ambito prog metal oggi come livello di interazione tra tecnica e gusto melodico) o l’irresistibile e danzereccia “The Endless Knot”.

Per quanto concerne invece il succulento DVD bonus, “Falling Back To Earth” è un’altra dimostrazione di tecnica superiore (al confine con la fusion)! Su “Earthrise” Hearne è impressionante dietro le pelli per naturalezza… la stessa che connota l’esibizione dell’intera band nella mezz’ora successiva suddivisa semplicemente in due pezzi: “Pareidolia” e “Crystallised”: parti pesantissime alternate a momenti di cabaret strumentale e uso di polifonie vocali degne di Gentle Giant e Triumph… insomma tutto quanto il fan più “nerd” del progressive possa esigere.

Gli Haken sono davvero incontenibili e palesemente fieri di quello che riescono a far sentire ai propri seguaci, sono ormai una band consolidata e conscia dei propri mezzi e non più soli un gruppo di follower del Dream Theater sound e il loro “dottorato” live viene superato con un giudizio encomiabile.

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