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Divided Multitude – Recensione: Guardian Angel

Il quintetto norvegese si è formato nel 1995, ma, in quindici anni, "Guardian Angel" è solo la terza pubblicazione. In realtà, si tratta di ragazzi molto giovani, capaci tuttavia di realizzare un’ottima produzione. A vedere poi il cantante, non ci si aspetterebbe mai che un biondino esile possa avere la stessa voce di Peter Wagner dei Rage. Anche il songwriting dei Divided Multitude, benché dagli stessi millantato come progressive, ha più affinità con il power di origine teutonica. La portata delle undici tracce è squadrata, limitata nella varietà, ben arrangiata nel riffing. L’eccessivo zelo profuso nella ricerca di temi melodici contribuisce a dare un tono di artificialità al platter, evidenziandone sin dal primo ascolto tutti i pregi ed i difetti. E sicuramente, già nel medio periodo, l’ascolto potrebbe divenire noioso e privo di sorprese.

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