Grim Reaper: Live Report della data di Argelato (BO)

Bologna Rock City inaugura la nuova stagione di concerti in un luogo ormai punto di ritrovo consolidato per gli amanti del metal di nord e centro Italia, ovvero il Ke Me Meo di Argelato, zona industriale a nord di Bologna. Sorvolando sugli avvenimenti che hanno purtroppo preceduto questa serata e che hanno comportato una drastica decurtazione dei gruppi in cartellone, si può sicuramente affermare che la risposta da parte del pubblico sia stata comunque considerevole, come partecipazione a livello numerico e soprattutto a livello del calore dei partecipanti.

Mentre nei paesi vicini si svolgono le classiche sagre del patrono di fine estate, con tanto di orchestrina di liscio e lotteria a premi nel circolo ricreativo sociale, salgono sul palco i Rising Dark, band nata in provincia di Ravenna nel 2005 e dedita ad un thrash metal piuttosto cupo e corposo, con un demo all’attivo al momento e una florida attività live. È poi la volta dei ferraresi Asgard, giovane band dalle influenze più varie, con i quali si passa ad un metal sparato a centinaia di battiti di metronomo, in cui si uniscono brani propri e la cover di “Unstoppable Force” degli Agent Steel. Entrambe le band dimostrano di avere un buon potenziale, anche se forse vi è ancora la necessità di costruirsi un proprio percorso stilistico, cosa che sarà sicuramente possibile con i prossimi lavori. Chi invece sembra avere trovato una propria strada sono i Neurasthenia, il cui thrash metal tecnico e rabbioso ha imperversato per l’Europa nel corso di un tour che la band ha tenuto la scorsa estate. È una serata particolare, che vede il ritorno dietro le pelli di Nebular, già primo batterista della band, ritornato da pochissimo tempo nel gruppo e comunque perfettamente in sintonia con esso. Uno zoccolo duro di fan risponde con entusiasmo a “Thrash Is Back In Town” e agli altri brani, mentre i Neurasthenia mettono, è proprio il caso di dirlo, a ferro e fuoco l’intero locale.

L’ora di cena giunge e passa, per cui perdiamo quasi interamente l’esibizione dei Rain, di cui ascoltiamo solo le battute finali di “Only For The Rain Crew”. L’afflusso di pubblico ha però raggiunto il suo culmine, ed è in un’atmosfera che ci fa tornare in pieni anni ’80 che salgono sul palco i Praying Mantis. L’occasione principale per la loro unica data in Italia riguarda la presentazione di “Sanctuary”, nuovo disco di recente pubblicazione, ma l’esibizione, che si protrae per oltre un’ora, ripercorre sinteticamente la carriera della band inglese, passando da “Children Of The Earth”, tratto appunto da “Time Tells No Lies” (risalente al 1981) a “In Time”, brano di apertura del già citato “Sanctuary”. In entrambe le modalità ed entrambe le epoche, nonostante gli inevitabili mutamenti di stile, i Praying Mantis mostrano la stessa disinvoltura sul palco e vengono accolti con lo stesso entusiasmo. La band ricambia il calore senza condizioni, e dopo il concerto tutti i suoi componenti scendono tra i fan, prestandosi amichevolmente a chiacchiere e foto.

L’età si sente molto, ma nonostante questo loro vanno avanti. Il concerto dei Grim Reaper si può sintetizzare in questo modo; già, perché se da un lato è innegabile la grande passione che Steve Grimmett ha impiegato nella sua esibizione, scatenando ondate di autentico entusiasmo, è altrettanto indiscutibile che il biondo frontman abbia avuto serie difficoltà a livello vocale, appannandosi sulle note altre e con qualche incertezza nel mantenere le note lunghe. Ora, qui si tratta di fare una scelta: a chi si aspetta da un gruppo un’esibizione perfetta sotto tutti i punti di vista, i Grim Reaper non saranno piaciuti, se quello che conta è invece il feeling che un gruppo trasmette, allora la band è ampiamente promossa. Sarà per i brani più immediati e semplici da comprendere, fatto sta che i Grim Reaper emozionano e coinvolgono da subito, ripercorrendo anche loro un panorama retrospettivo della propria carriera, tra cui non mancano brani come “Rock You To Hell”, con cui si apre l’esibizione , “See You In Hell”, “Fear No Evil”, “Matter Of Time” e “Lust For Freedom”. Un concerto equilibrato quindi, che ripercorre tutto il decennio di carriera e proietta i Grim Reaper verso un futuro che si spera carico di novità positive. Bilancio in attivo quindi per questo festival, un piacevole viaggio a cavallo tra il vecchio e il nuovo, che lancia alla grande una stagione di concerti ricchissima di avvenimenti da non perdere.

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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