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Bonnie Tyler – Recensione: Greatest Hits

Chi ha amato le tronfie composizioni di Jim Steinamn e ancora non si è stancato di ‘Bat Out Of Hell’ ad opera di Meat Loaf, troverà almeno qualche traccia degna di essere riesumata in questo greatest hits della veterana Bonnie Tyler. Le tracce più riuscite sono infatti quelle tratte dai suoi lavori a titolo ‘Secret Dreams And Forbidden Fire’ e ‘Faster Than The Speed Of Night’. Il resto rincorre un repertorio monocorde e soprattutto secondario se raffrontato con questi due dischi, raffazzonando uno pseudo-best da una disocgrafia tanto estesa quanto poco accattivante. D’accordo che il suo ingresso nella scuderia Sanctuary poteva mungere ancora da nastri appartenenti all’inizio degli anni ottanta, ma da qui a farne una raccolta di diciassette canzoni ne deve ancora passare. Da qualche parte i compilatori hanno omesso ‘Hide Your Heart’ e ‘The Best’, due canzoni passate prima dalla voce di Bonnie e poi nei dischi di Kiss e Tina Turner, ma non hanno dimenticato ‘Straight Form The heart’ pescata dal repertorio di Bryan Adams. Già, tre successi mondiali, ma non nell’interpretazione di Bonnie, che sia un segno del destino?

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