Six Feet Under – Recensione: Graveyard Classics 2

Ma guarda…i Six Feet Under di Chris Barnes tornano in pista con la seconda parte dello strampalato progetto ‘Graveyard Classics’, omaggio ai principali ispiratori della band. Se il primo episodio dell’iniziativa poteva avere un senso, poiché andava a tributare pressoché tutte le fonti di influenza dei nostri, il sequel pare non averne molto, visto che si tratta di una semplice rivisitazione del classico ‘Back In Black’ degli AC/DC. A prescindere da un’utilità decisamente opinabile, non possiamo fare a meno di sottolineare una registrazione e produzione (affidata allo stesso Barnes) di una essenzialità addirittura imbarazzante per un gruppo al livello dei Six Feet Under, senza contare che il sound dei deathsters appare totalmente inadattabile allo scanzonato “hard/bluesaccio” dei mitici canguri. I riff di chitarra sono troppo spessi, le canzoni rallentate e il growl del buon Chris (su questo disco spaventosamente lineare) fastidioso nel (non riuscito) tentativo di “emulare” Brian Johnson. Di certo il lavoro vuole essere più una parentesi scherzosa che altro e ad un primo ascolto possiamo anche abbozzare un sorriso…ma ad un secondo viene già una gran voglia di scagliare questo “coso” fuori dalla finestra!

Voto recensore
3
Etichetta: Metalblade / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist:

01.Hells Bells
02.Shoot To Thrill
03.What Do You Do For Money Honey
04.Givin The Dog A Bone
05.Let Me Put My Love Into You
06.Back In Black
07.You Shook Me All Night Long
08.Have A Drink On Me
09.Shake A Leg
10.Rock And Roll Ain’t Noise Pollution


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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