Grand – Recensione: Grand

Nuovi ma non del tutto, potremmo definirli così gli svedesi Grand. Provenienti dai dintorni di Stoccolma, Mattias Olofsson (voce), Jakob Svensson (chitarre, basso e tastiere) ed Anton Martinez Matz (batteria) sono infatti tre professionisti navigati, con Olofsson in particolare che può vantare un’esperienza di due decadi in qualità di cantante professionista, insegnante e compositore. Se quindi i tre si presentano per la prima volta al pubblico con questo nuovo nome, il talento e la passione spesi nel mondo del rock promettono un disco che, seguendo le orme melodiche di Starship, Foreigner, Mr. Big e Giant, ha tutte le carte in regola per regalare tre quarti d’ora di onesto intrattenimento agli appassionati del genere e – nella migliore delle ipotesi – non solo.

Grazie ad una delle voce più pulite che sia capitato di associare al rock melodico (“After We’ve Said Goodbye” sembra candeggiata), la musica dei Grand si caratterizza – pur senza distinguersi in modo particolarmente deciso – per la pulizia formale, il rispetto dei canoni ed una disposizione ordinata di tutte le sue componenti. A discapito di un’impostazione così squadrata, che vede persino gli assoli di chitarra astrarsi un po’ dal contesto per seguire una strada tutta loro (“Those Were The Days”), l’interpretazione – soprattutto quella vocale – appare appassionata, come lecito aspettarsi al momento di dare forma ad un progetto cullato per tanti anni. Certamente, ed anche in virtù delle premesse non certo originali, bastano un paio di tracce in apertura (“Caroline” e “Stone Cold”) per capire che difficilmente “Grand” ed i Grand hanno intenzione di svolgere una missione che vada al di là di un semplice intrattenimento: i brani saranno anche discretamente pimpanti (“Make It Grand” possiede un bel caratterino blues, in effetti), il giro di basso di “Once In A Blue Moon” sfizioso ed i ritornelli di presa sufficiente, ma nulla di questo album è destinato a lasciare un’impressione duratura, un momento sul quale ritornare a sorprendersi oppure ancora un nodo musicale da risolvere nel corso di ulteriori e complici ascolti. Qui tutto appare al tempo stesso delicato e scolastico, lineare e fin troppo prevedibile (“The Price We Pay”), considerazioni che non sarebbero nemmeno troppo negative se, a causa della ricorrente sensazione di già sentito, non si finisse col perdere di vista lo scopo di questo ascolto ed il valore del tempo che vi stiamo dedicando.

La ripetizione alla quale questo debutto ti costringe, al contrario, è in larga misura una implacabile riproposizione di elementi, una successione di brevi e dimenticabili chorus senza soluzione di continuità, una costruzione meccanica al punto da stridere con le tematiche sentimental/amorose sulle quali il genere generalmente indugia… senza che i Grand facciano peraltro eccezione. “Grand” è un disco di buona eleganza formale, apprezzabile per la pulizia dei suoi suoni, per l’assoluta assenza di stridenti contrasti al suo interno, per il modo in cui occupa tre stoici quarti d’ora di tempo senza preoccupare né preoccuparsi troppo. Questi però diventano anche i limiti più evidenti di un prodotto che, concentrato ossessivamente sulla sua forma e sulle pieghe regolari del suo involucro, non trova il modo di offrire – in nessuno dei suoi undici tentativi – una descrizione convincente ed intrigante della sua personalità, della sua eventuale ambizione e del suo vero scopo. Come quelle palle di vetro con la neve dentro, “Grand” esiste in un mondo tutto suo, un bel mondo dove per pubblicare un disco di rock melodico bastano una dose consistente di mestiere, un pedigree nordico ed una manciata di buone intenzioni. Un mondo che a guardarlo bene appare però anche un po’ noioso ed anacronistico, e che difficilmente troveremo in cima alle destinazioni da visitare in questa ultima parte dell’anno.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Caroline 02. Stone Cold 03. Make It Grand 04. The Price We Pay 05. Johnny On The Spot 06. Those Were The Days 07. Once In A Blue Moon 08. Too Late 09. After We’ve Said Goodbye 10. Ready When You Are 11. Anything For You
Sito Web: facebook.com/grandthebandsweden

Marco Soprani

view all posts

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi