Morgana Lefay – Recensione: Grand Materia

Un ritorno molto gradito quello dei Morgana Lefay al vecchio monicker, dopo che per due album la band svedese si è vista costretta ad utilizzare il nome abbreviato Lefay a causa dei problemi legali con alcuni ex-componenti.

Con il vecchio nome torna infatti anche la varietà stilistica e la maggiore dinamicità ritmica che Rytkönen e soci sembravano aver smarrito. Si fanno sentire nuovamente le influenze del power-thrash americano e le grandi aperture melodiche miscelate alla solennità di ritmi doom progressivi, elementi che contribuiscono a rendere i M.L. una formazione unica nel suo genere.

‘Grand Materia’ apre le danze puntando proprio sulla miscela equilibrata degli ingredienti sopraccitati, sulla aggressività delle vocals e su cori evocativi dall’impatto inimitabile. Ottima, e in linea con le vecchie produzioni, la registrazione: ben calibrata nei suoni e con quell’impatto gelido tipicamente svedese (presente i Memento Mori?) che valorizza ulteriormente le particolarità del gruppo.

Si continua all’insegna della versatilità, con brani veloci e thrashy come ‘My Funeral Is Coming’ o ‘Edge Of Mind’ e sorprendenti parti melodiche accompagnate da chitarra acustica (come in ‘Only Endless Time Remain’). Da questo punto di vista ‘Grand Materia’ ci consegna una band maturata che non si preoccupa di esplorare nuove frontiere all’interno del proprio stile, spingendosi più là di quanto fatto fin’ora nelle partiture classicheggianti (con qualche richiamo ai Savatage).

Da approfondire con attenzione anche il lato testuale, ben esposto in un libretto dettagliatissimo, che prosegue sui fatti narrati in ‘Maleficium’: una storia, ambientata nel XIV secolo, che ci porta all’inseguimento della vita eterna sui passi dell’alchimista Nicholas Flamell, pericolosamente alle prese con misteriose teorie a cavallo tra scienza e magia. Serve di più?

Voto recensore
7
Etichetta: Black Mark / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Grand Materia
02. My Funeral Is Calling
03. Only Endless Time Remains
04. Hollow
05. Edge of Mind
06. On the Other Side
07. I Roam
08. Emotional Sanctuary
09. Angels Deceit
10. The Operation of the Sun
11. Blind
12. My Task Is Done

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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