Gov’t Mule – Recensione: Peace … Like A River

Arriva in questo 2023 il nuovo disco in studio degli statunitensi Gov’t Mule, intitolato “Peace … Like A River”. Le registrazioni risalgono alle session in studio da cui proviene anche il precedente lavoro, “Heavy Load Blues”, pubblicato nel 2021 (qua la recensione). Al tempo, quel disco era il risultato di jam su classici del blues che venivano fuori nelle pause per registrare questo “Peace … Like A River”, jam di tale qualità da far decidere alla band di pubblicarle e che procureranno ai Muli una nomination ai Grammy. Il nuovo lavoro invece è composto completamente da brani inediti, la maggior parte dei quali ideati dal genio del cantante – chitarrista Warren Haynes, più un paio frutto del lavoro di scrittura di tutta la band. La prima cosa che salta all’orecchio è una sferzata verso sonorità più dure, perlomeno rispetto all’ultimo album di inediti “Revolution Come… Revolution Go”, del 2017. Nonostante l’apertura di “Same As It Ever Was” inizi con un delicato arpeggio, il pezzo si sviluppa poi in direzioni ben più elettriche. E di riff tipicamente hard blues è ricchissima “Shake Our Way Out”, con Billy Gibbons degli ZZ Top ospite in alcune parti vocali.

Hard blues e melodia in “Made My Peace”, dove si possono notare, oltre alle straordinarie parti soliste, anche dei notevoli arrangiamenti delle tastiere di Danny Louis. La pace è il tema conduttore anche della successiva “Peace I Need”, dal riff zeppeliniano e lo svolgimento tipicamente loro, articolato e ricco di chiaroscuri. “Your Only Friend” è una splendida ballata southern, con l’interpretazione vocale (e un assolo di chitarra) di Haynes da brividi. Sonorità funky con tanto di sezione fiati caratterizzano “Dreaming Out Loud”, col contributo vocale di Ivan Neville e Ruthie Foster, mentre “Head Full Of Thunder” torna su un sound southern. Un tempo reggae percorre l’ipnotica “The River Only Flows One Way”, che vede ospite l’attore Billy Bob Thornton alla voce, e parti soliste di strumenti a fiato suonati da Louis. “After The Storm”, introdotta dal potentissimo basso di Jorgen Carlsson, è un chiaro omaggio ai Doors, declinati ovviamente nello stile ricco di jam della band di Haynes e del grandissimo batterista Matt Abs, e “Just Across The River” viaggia fra il blues e il funk, anche con il contributo vocale della musicista soul blues Cellisse. Ancora un tipico hard blues, pur contrappuntato da una sezione fiati, con “Long Time Coming” e melodie degne di Crosby, Still & Nash con una spettacolare chitarra slide nella conclusiva “Gone Too Long”.

Anche questa volta i Gov’t Mule hanno prodotto un grandissimo lavoro, fra i più ispirati e validi degli ultimi anni, con un ritorno a sonorità decisamente più rock, pur nel contesto di una notevole varietà musicale che li vede approdare a diversi lidi, ma la cui personalità li fa uscire sempre come protagonisti. La straordinaria abilità dei musicisti è usata per produrre grande musica, ben distante da virtuosismi onanistici: le loro jam, le dinamiche, le intensissime parti soliste, sono strutturali ai loro affreschi sonori tanto quanto i riff e le melodie vocali. Pur viaggiando sui binari di uno stile ben consolidato, non riescono neppure per un secondo ad essere banali e scontati,offrendo sempre dettagli da scoprire a ogni ascolto. Band come loro sono una benedizione in un panorama musicale spesso troppo standardizzato, e questo “Peace … Like A River” è espressione di strepitosa e rara qualità.

Etichetta: Fantasy Records

Anno: 2023

Tracklist: 01. Same As It Ever Was 02. Shake Our Way Out 03. Made My Peace 04. Peace I Need 05. Your Only Friend 06. Dreaming Out Loud 07. Head Full Of Thunder 08. The River Only Flows One Way 09. After The Storm 10. Just Across The River 11. Long Time Coming 12. Gone Too Long
Sito Web: https://www.facebook.com/govtmule

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. demetrio merlo

    ottimo..complimenti…belle anche le papere..

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  2. Daniele Zago

    Quali sarebbero le papere?

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