Gotthard + Hardcore Superstar: Live Report e foto della data di Bellinzona

Per l’estate in corso, i Gotthard hanno in programma un numero abbastanza ridotto di date, concentrate su Svizzera e Germania, più qualche passaggio in altre nazioni europee. L’Italia, purtroppo, non è contemplata questa volta; questo è il motivo che ci porta a Bellinzona, per assistere alla prima data di questo tour estivo. La cittadina del Canton Ticino è organizzata perfettamente, piena di turisti che esplorano i molti castelli, alcuni dei quali sono patrimonio UNESCO, e nonostante nel primo pomeriggio sia caduta un po’ di pioggia, il Parco Urbano è attrezzato alla perfezione e gli orari dei concerti vengono tutti rispettati al millisecondo (e non c’è da stupirsi, in fondo siamo in Svizzera). La data fa parte di un festival che andrò avanti in giugno e luglio, il Nevermind Music Feat, che prevede intrattenimento per tutta la famiglia (verranno anche proiettate le partite dei mondiali) e una vasta gamma di generi musicali, in modo da soddisfare la maggior parte delle fasce generazionali.

DREAMSHADE

La serata viene aperta dai Dreamshade, una formazione originaria della vicina Lugano, che in origine si dedicava al death metal e che nel corso degli anni ha ammorbidito in parte le proprie sonorità. Il gruppo ha alle spalle diversi anni di attività e la partecipazione anche a festival importanti al di fuori della propria terra di origine. Questo è ben evidente nella naturalezza assoluta con cui la band tiene il palco e intrattiene il pubblico, ottenendo un buon riscontro e attenzione giusta dai presenti.

Questo punto a favore importante viene bilanciato però dalla proposta musicale, che non è molto vicina a quella proposta dalle due band che si esibiranno nel resto della serata. I Dreamshade attuiali, infatti, virano con decisione verso un metal moderno, che attinge più al metalcore, sempre contaminato da sfumature melodiche. La poca aderenza allo stile proposta da Hardcore Superstar e Gotthard lascia quindi interdetti, pur riconoscendo comunque le buone capacità da parte del gruppo e il buon riscontro ottenuto dai presenti.

HARDCORE SUPERSTAR

Per il 2026 nemmeno gli Hardcore Superstar hanno in programma date live nel nostro paese, allo stesso modo dei Gotthard. La data di Bellinzona è quindi un’occasione duplice, che neppure la band svadese disdegna di mettere in evidenza. Ci sono infatti almeno un paio di momenti fra un brano e l’altro in cui il frontman Jocke Berg ricorda il legame molto stretto fra la band e l’Italia (bisogna dire purtroppo che da parte del pubblico la reazione a questi riferimenti è ambivalente: ci sono parecchi applausi ma parte anche qualche fischio). Con l’entusiasmo travolgente che lo contraddistingue, Jocke Berg ringrazia i fan di casa nostra per il sostegno continuo dato alla band durante gli anni e ricompensa tutti con un live contraddistinto da un livello astronomico di adrenalina. In circa un’ora di concerto gli Hardcore Superstar riprendono estratti da buona parte del loro repertorio più noto, fra classici come “Moonshine” e “Last Call For Alcohol“, e passando per brani più recenti come “You Can’t Kill My Rock ‘n Roll” e “Electric Rider“. Come solito, si parla poco fra un brano e l’altro e si lascia spazio alla musica e all’interazione con i presenti. Il pubblico continua ad aumentare numericamente e partecipa con entusiasmo altrettanto crescente al live di una delle band europee più travolgenti quando si tratta di tenere il palco.

Setlist:

  • Guestlist
  • Blood On Me
  • Wild Boys
  • Someone Special
  • Above The Law
  • Electric Rider
  • Moonshine
  • Last Call For Alcohol
  • We Don’t Celebrate Sundays
  • You Can’t Kill My Rock ‘n Roll

GOTTHARD

Quando si assiste alla prima data di un tour, le curiosità crescono e riguardano sia i brani in esecuzione sia il comportamento della band di turno sul palco. Per quanto riguarda questa data, i Gotthard superano la prova a pieni voti grazie a un’alternanza ben organizzata di brani nuovi e classici e grazie alla band, che come al solito appare coesa e portatrice di un sound forte e accattivante.

Si inizia con uin brano recente, che tratta di temi contemporanei, ovvero “AI & I“; segue un altro brano recente e molto efficace, ovvero “Thunder & Lightning“, ma le sorprese iniziano subito dopo, quando sul ledwall appare il logo dell’album “Lipservice” e a sorpresa la band suona “All We Are“, il brano che appunto apre questo album. I Gotthard infatti eseguono sempre altri brani tratti da questo full length (per esempio “Anytime Anywhere“, che non manca neppure stasera ed è ormai un classico), ma “All We Are” mancava dalle scalette del gruppo da circa una decina d’anni, e riascoltarla dal vivo è sempre un’emozione importante. Il concerto è iniziato alla grande e continua allo stesso modo con il debutto live di “Ride The Wave“, ottimo singolo facente parte dell’album “More Stereo Crush” pubblicato di recente. Nic Maeder guida poi il resto del gruppo e il pubblico attraverso alcuni brani del “suo” repertorio, fra “!Stay With Me”, un accenno a “Remember It’s Me” e “Starlight”, per tornare poi a un brano del passato, cioè “Master Of Illusion”. Il pubblico partecipa a tutti i brani, ma è evidente che il calore più forte si abbia con classici quali “Mountain Mama” e “Hush“, una dopo l’altra, cantante all’unisono da tutte le varie generazioni di fan presenti. Ecco, una delle caratteristiche più evidenti del pubblico di Bellinzona è proprio la sua trasversalità, il fatto che il Parco Urbano sia affollato da persone di tutte le età e forse non abituate a frequentare i concerti, ma accomunate dalla conoscenza della band di casa e con alcuni che probabilmente li seguono dal loro esordio.

Anche la seconda parte del concerto, che al termine registrerà una durata complessiva di circa un’ora e tre quarti, porta avanti la stessa alternanza fra brani classici e recenti. In particolare l’accoppiata composta da “Top Of The World” e “Lift U Up“, introdotta dalla ritmica di batteria ormai nota a tutti, riscuote il successo maggiore. I Gotthard escono dal palco ma vi otnrano subito dopo, nel momento in cui Leo Leoni, impeccabile e preciso come sempre, imbraccia la chitarra acustica per intonare “One Life, One Soul“, che viene cantata da tutti a gola spiegata. Si chiude con l’altra grande ballad (anche se i Gotthard sono dei veri maestri nella realizzazione delle ballad ed è difficile scegliere quale sia la migliore), ovvero “Heaven“, e si chiude di nuovo a ritmo sostenuto con la cover di “Queen The Eskimo (The Mighty Queen)“.

Un concerto che lascia tutti soddisfatti e che ci restituisce i Gotthard in forma splendida. Il Nevermind Music Fest è una sorpresa piacevole e un festival bene organizzato, da tenere sotto attenzione anche per la grande vicinanza con l’Italia. Auspichiamo di rivedere Nic Maeder, Leo Leoni e gli altri in Italia a breve, per riservare loro unaccoglienza alla pari di quella che da sempre riserviamo agli altri protagoniasti della serata, gli Hardcore Superstar.

Setlist:

  • AI & I
  • Thunder & Lightning
  • All We Are
  • Ride The Wave
  • Stay With Me
  • Remember It’s Me
  • Starlight
  • Master Of Illusion
  • Every Time I Die
  • Mountain Mama
  • Hush
  • Burning Bridges
  • Anytime Anywhere
  • Boom Boom
  • Feel What I Feel
  • Top Of The World
  • Lift U Up

Encore:

  • One Life One Soul
  • Heaven
  • Queen The Eskimo (The Mighty Queen)

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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